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Il dialogo accende la narrativa

Vi è mai capitato di non riuscire a proseguire la lettura di un libro che pure all'inizio vi sembrava interessante per i personaggi e la trama? In questi casi è difficile regolarsi.

La prima tentazione sarebbe quella di richiuderlo e rimetterlo sullo scaffale. Poi invece ci si accorge che, nonostante tutto, rimane la curiosità di sapere come andrà a finire. E allora si va avanti, controvoglia, voltando una pagina dopo l’altra come se ognuna pesasse quanto un macigno.
Non c’è niente di peggio di un libro terminato senza entusiasmo, solo per non venire meno a un compito che ci si è imposti. Ebbene, il più delle volte, il motivo di questo atteggiamento è uno solo: la storia che stiamo leggendo non contiene abbastanza dialogo.
L’autore può inserire descrizioni molto evocative, che colpiscono la fantasia dei lettori, può imprimere un ritmo mozzafiato alla vicenda, con colpi di scena che si susseguono a catena, ma se non dà voce ai personaggi, tutto resta sulla pagina, distante, senza vita.
Partiamo dalla stessa impressione visiva. I dialoghi risaltano immediatament perchè vengono preceduti dalle virgolette o dalla lineetta. Questi segni di interpunzione sono importantissimi per stabilire un’intesa tra l’autore e i lettori. Oltre che il rispetto della grammatica, essi indicano con molta chiarezza il passaggio dalla narrazione al discorso diretto. Prima ancora di leggere ciò che dicono i personaggi, scatta in noi un’aspettativa maggiore di quella che normalmente dovremmo avere per tutta la durata della lettura di una storia. Siamo convinti che i dialoghi ci cominicheranno qualcosa di più, abbrevieranno la distanza che si trova fra noi e la risposta all’interrogativo inevitabile che è scaturito dentro di noi dall’inizio: come andrà a finire? Non ha importanza quale sia il genere narrativo. La curiosità del lettore non si scatena solo quando sfoglia un giallo, un romanzo di avventura o un libro che comunque contiene i presupposti del finale a sorpresa. Ogni storia suscita il desiderio di sapere quale sia la conclusione: il dialogo, che consiste nell’intervento diretto dei personaggi, ci appare come una scorciatoia verso l’ultima pagina. Non è raro che alcuni lettori saltino le parti narrative ed espositive per concentrarsi esclusivamente sul dialogo, guidati nello sguardo proprio dalle virgolette o dalle lineette.
Da questo elemento grafico si ricava una consoderazione più profonda. La forza della narrazione fa grande leva sul dialogo, perciò un autore che voglia davvero conquistare i lettori farebbe bene a tenerne conto. E’ chiaro che si possono sviluppare idee prive di dialoghi, per esempio basate su un unico personaggio. In tal caso però non sarà male escogitare un sistema per mettere di continuo il protagonista a confronto con se stesso, fargli porre delle domande alle quali lui stesso deve sforzarsi di trovare una risposta.