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Tra verità e fantasia

La narrativa di viaggio non si alimenta solo di descrizioni e testimonianze ma anche di enigmi e misteri che conservano un certo fascino ai nostri giorni, quando sembra non ci sia più nulla da scoprire.

Nel 1929 vengono scoperte nel palazzo di Topkapi a Istanbul le carte dell’ammiraglio Piri Reis. Tracciate infatti all’inizio del XVI secolo, rappresentano terre non ancora scoperte, come l’Antartide, e con una precisione possibile solo con chi avesse compiuto le osservazioni con …mezzi aerei.
E’ solo un anticipo dei misteri che circonderanno il Triangolo delle Bermude e della letteratura cui daranno origine.
Altro insolito documento è la Lettera del Prete Gianni, una specie di elenco di meraviglie che comincia a circolare nell’Europa della fine del XII secolo. Momento del tutto particolare, vista la sconfitta dei Crociati in Terra Santa e la perdita del Sepolcro. L’Oriente è considerato il regno dell’Anticristo. Mentre questo non meglio identificato Presbyter Johannes ne descrive, in buon latino, immagini inedite e tutt’altro che fosche. Rivolgendosi ai potenti del tempo, sostiene di aver instaurato un regno che va dalle tre Indie fino a Babilonia e termina con la leggendaria Torre di Babele. Una terra incognita dove si trovano gli esseri più meravigliosi e perfino la fonte dell’eterna giovinezza.
Qualcuno ha ipotizzato che Prete Gianni non si stesse riferendo all’Oriente ma in realtà ai continenti transoceanici come l’America - a quell’epoca non ancora scoperta ufficilamente da Cristoforo Colombo - oppure l’Oceania.
Questa letteratura più vicina a quella fantastica che al resoconto di viaggio serve a comprendere la grande suggestione che esercitavano nel passato i luoghi più distanti del pianeta. Il viaggio appare più che mai nella sua forma più autentica che è quella di grande prova umana, dalla quale si potrà ottenere la materia prima della scrittura.