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Scrittori si nasce o si diventa?

La domanda del titolo contiene trappole, e non è possibile dare una risposta assoluta. Di sicuro, c'è una fondamentale differenza tra scrivere ed essere scrittori. Chi decide di prendere carta e penna, o computer, ed inizia a scrivere lo fa perché "ha qualcosa da dire", non perché " vuole dire qualcosa".

La differenza è sottile ma sostanziale. Credo che tale affermazione debba essere valutata seriamente, visto che è frutto della mente del grande scrittore americano Francis Scott Fitzgerald.
Quel qualcosa che abbiamo da dire è patrimonio di tutti e, di solito, riguarda i vari aspetti del vivere, della nostra condizione.
Organizzare le proprie idee, trovare un modo personale per esprimerle, racchiuderle in un racconto o romanzo o poesia, trasforma colui che scrive in uno scrittore.
 
La creatività è il punto cruciale del problema e, credo, questa sia una dote che si può coltivare, sviluppare, ma non inventare.
Non penso di poter dare ricette magiche su come scrivere o esprimere giudizi infallibili su chi sa scrivere. Posso parlare della mia esperienza personale, con la speranza che possa essere di qualche aiuto a chi sente l’impulso irrefrenabile di usare le parole e guardarle mentre prendono molteplici forme e sfumature, si trasformano come i colori in un dipinto, o le note in una composizione musicale.
 
Per anni, ho sentito questo impulso, ma il blocco del foglio bianco risultava insormontabile.
Penso che il primo segreto sia leggere, leggere molto ma, anche in questo campo, si tratta si imparare a leggere, ad impadronirsi dei segreti dei grandi, assimilare e fare proprio ciò che ci coinvolge, ci rende partecipi, lettori attivi.
Ciò non significa “copiare”, ma individuare elementi, e fare patrimonio personale delle esperienze di coloro che hanno suscitato emozioni in noi.
Il segreto dello scrittore è proprio qui ” suscitare una reazione emotiva in chi legge”.
Come è possibile raggiungere questo obiettivo? Posso rispondere citando Joseph Conrad:
 
” …Il compito che mi spetta e che cerco di assolvere è di riuscire, col potere della parola scritta, a farvi UDIRE, a farvi SENTIRE…, di riuscire, soprattutto, a farvi VEDERE.”
 
Non è sufficiente “dire”, quindi; è essenziale mostrare, stimolare i sensi del lettore che legge perché vuole arricchirsi, apprendere qualcosa che aveva dentro di sé, ma non riusciva ad esternare, o a provare.
Catturare il lettore dall’inizio; presentargli un universo in miniatura sin dalle prime righe, un universo che lo spingerà a continuare la lettura, a visualizzare, sentire ciò che le parole racchiudono.
 
Scrittori si nasce? Secondo me, sì!
E’ necessario che il seme ci sia; è un qualcosa che prima o poi freme, fa sentire la sua presenza, preme per uscire, ma non basta. E’ indispensabile coltivarlo, curarlo, farlo crescere e sbocciare, non dimenticarsi mai che ha bisogno di continua, estrema cura, di nuovo terreno e arnesi adatti.
E che tale seme possa produrre una margherita oppure un’orchidea rara non ci deve preoccupare:
Anche una semplice margherita può portare il profumo di una rinnovata primavera.

di Lori MARCHESIN BOER - Scrittrice

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