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Due sono pochi, quattro sono troppi

La dinamica più comune è quella che si articola in tre personaggi principali. In questo caso il numero complessivo di relazioni è uguale a sei. Ed eccoci nel classico triangolo.

Ci troviamo di fronte a tre personaggi principali: A, B, e C. la storia esamina in modo in cui A stabilisce una relazione con B e C, il modo in cui B la stabilisce con A e C e infine quello in cui C la stabilisce con A e B: in totale, sei connessioni. In effetti è difficile evitare il triangolo nella maggior parte dei modelli d’intreccio. Gli schemi più comuni sono “Adulterio” e “Adulterio con omicidio”, che richiedono necessariamente la presenza di tre protagonisti; pertanto, una volta individuato lo schema più adatto alla storia che intendete scrivere, assicuratevi di aver ben assimilato il tipo di dinamica dei personaggi che lo caratterizzano.
Nle momento in cui cercherete di aumentare il numero dei personaggi della vostra storia da tre a quattro o anche più potreste trovarvi di fronte a qualche complicazione. Infatti, se il compito dello scrittore appare impegnativo, anche il lettore dal canto suo dovrà seguire le numerose relazioni che si vengono a creare tra i molti personaggi della storia. E’ sicuramente possibile condurre a termine una simile impresa, ma seguire passo dopo passo così tante interazioni richiede un’attenzione costante in ogni minima fase della costruzione del racconto o del romanzo e, soprattutto, una buona dose d’esperienza.
Una prima regola empirica può suggerire al principiante che due personaggi sono pochi (a eccezione dei racconti brevi) ma quattro sono troppi. Tre è quindi il numero pefetto che consente un giusto equilibrio, senza che la storia appaia eccessivamente semplificata o, al contrario, troppo complicata. E tre non è assolutamente un’esagerazione.

Rosa