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Nabokov: la letteratura è invenzione

Fra le più straordinarie e penetranti "lezioni di letteratura" vanno ricordate le letture di classici tenute da Vladimir Nabokov negli Stati Uniti, al Wellesley College e alla Cornell University fra il 1941 e il 1958.

Fra le molte lezioni svolte in diversi anni accademici, sette che hanno come argomento altrettanti capolavori di autori europei (Austen, Dickens, Flaubert, Stevenson, Proust, Kafka e Joyce) sono state raccolte e pubblicate in volume. Leggere grandi classici da Madame Bovary a La metamorfosi, sotto la guida trascinante di Nabokov è un’esperienza unica. Fra l’altro, presentando queste lezioni, egli ci regala anche una disincantata interpretazione del concetto di letteratura e dell’individuazione di un grande scrittore.

La letteratura è invenzione. La finzione è finzione. Definire una storia vera è un insulto all’arte e alla verità. Ogni grande scrittore è un grande imbroglione, ma lo è anche quella superimbrogliona che è la Natura. La Natura imbroglia sempre. Dal semplice imbroglio della propagazione all’illusione prodigiosamente raffinata della colorazione protettiva delle farfalle e degli uccelli, c’è nella natura un meraviglioso sistema di magie e di trucchi. Lo scrittore di storie inventate non fa che seguire la guida della Natura.
Sono tre i punti di vista dai quali si può considerare uno scrittore: lo si può considerare un affabulatore, un insegnante o un incantatore. un grande scrittore associa in sè queste tre qualità: affabulatore, insegnante e incantatore; ma è l’incantatore che predomina in lui e ne fa un grande scrittore.
All’affabulatore ci rivolgiamo per trarne divertimento, eccitazione intellettuale del tipo più semplice, partecipazione emotiva o il piacere di viaggiare in qualche remota regione dello spazio o del tempo. Una mentalità leggermente differente cerca nello scrittore l’insegnante. Propagandista, moralista, profeta, tale è la sequenza ascendente. Possiamo rivolgerci all’insegnante non soltanto per riceverne un ammaestramento morale, ma anche per avere una conoscenza diretta, per ottenere semplici dati di fatto. Infine e soprattutto un grande scrittore è sempre un grande incantatore ed è qui che arriviamo alla parte veramente stimolante, quando cerchiamo di cogliere la particolare magia del suo genio e di studiare lo stile, le immagini, la struttura dei suoi romanzi o delle sue poesie.
I tre aspetti del grande scrittore - magia, narrazione, lezione- tendono a fondersi in un’unica fulgida immagine, perchè la magia dell’arte può essere presente nell’ossatura stessa della storia narrata, nel midollo stesso del pensiero. Una buona formula per misurare la qualità di un romanzo sta alla lunga in una fusione tra la precisione della poesia e l’intuizione della scienza. Per godere di quella magia un lettore accorto legge il libro di un genio non con il cuore, e neanche tanto con il cervello, ma con la spina dorsale. E’ lì che si manifesta quel formicolio rivelatore, anche se leggendo dobbiamo rimanere un pò distanti, un pò distaccati. Allora con un piacere insieme sensuale e intellettuale guarderemo l’artista costruire il suo castello di carte e il castello di carte diventare un bel castello d’acciaio e di vetro.

tratto da Vladimir Nbokov, Lezioni di letteratura

Rosa Citera