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Aumentare la tensione

La presenza di inconvenienti che rallentano è molto importante, perché fa aumentare la tensione in chi legge, la voglia di arrivare al punto focale della storia.

Più ostacoli incontrano i vostri protagonisti, maggiore sarà il piacere derivato dalla soluzione dell’intreccio. L’arrivo nel castello dovrà essere accompagnato da una accurata descrizione del luogo, da sinistri particolari, dall’esitazione dei compagni a entrare. Potete rendere più realistica la narrazione introducendo altri personaggi che hanno la funzione di ulteriore “complicazione”: un guardiano, un poliziotto, un guerriero o un mostro che stia di fronte all’ingresso. Una volta all’interno, la tensione deve decrescere. Dovete fare in modo che appaia tutto tranquillo, come se l’obiettivo fosse già raggiunto: ecco perché la lotta con il guardiano o con il mostro, le difficoltà a entrare, devono avere una particolare forza.

Chi legge sarà altrettanto provato dalla tensione e si dimostrerà propenso a qualche attimo di tregua.

Quando tutti saranno rilassati e sembrerà che nessuna minaccia incomba, entrerà in scena la grande apparizione. Il fantasma, il mostro, il cadavere che esce dalla tomba, il vampiro che reclama sangue fresco, la bestia immonda che è padrona del luogo. Potete scegliere a vostro piacimento, trovando la maniera più idonea per farlo apparire, per renderlo una minaccia palpabile per la vita di tutti. Ma non dimenticate di fornire una giustificazione a quella presenza, altrimenti la storia non starà in piedi. Evitate le soluzioni troppo stantie e risapute, come quella del sogno, da cui ci si risveglia all’improvviso: è troppo comodo e poi i lettori si sono fatti esigenti, non l’accettano più. Meglio cercare una spiegazione soprannaturale, complessa.

Rosa Citera