Questo sito contribuisce alla audience di

Complessità e coerenza

Non occorre trovare una storia. Semplicemente degli esseri umani, degli uomini nella propria cornice, nel proprio ambiente. La piccola spinta che li mette in moto. (GEORGES SIMENON)

Per migliorare l’analisi e la comprensione di quali meccanismi scattano allorché un personaggio si trova a dover affrontare un conflitto interiore vi sono varie opere di cui è consigliabile la lettura, non perché siano in assoluto migliore di altre, ma perché sono state scritte in modo da “isolare” la dinamica che si stabilisce fra i personaggi. Un esempio particolarmente efficace ci è fornito dal racconto Billy Budd, marinaio di Herman Melville.

Personaggi misteriosi. Melville possedeva l’abilità di creare dei personaggi che non possono essere classificati come semplici figure caratteriali. La loro complessità è tale da renderli fantomatici, misteriosi; non è possibile definire con precisione quale sia la loro natura, quali che siano le ragioni per cui si comportano in un determinato modo. Ed è questo il motivo per il quale ci sentiamo attratti e affascinati da essi, cioè proprio perché sfuggono a un’analisi superficiale.

Questo genere di personaggio supera i confini della pagina scritta e sembra addirittura sviluppare una vita propria. Il capitano Vere, John Claggart e Billy Budd sono i personaggi ideali per la storia che Melville intende raccontarci, perfettamente in grado di adattarsi a una trama che esplora il confine oscuro e inestricabile tra il bene e il male.

Non si tratta di figure inconsistenti, come quelle di una qualsiasi sciocca commediola, dove i personaggi non hanno anima, durano lo spazio di un istante e quindi vengono facilmente dimenticati: gli oscuri e misteriosi personaggi sulla nave di Melville, invece, sono davvero in grado di stimolare una lunga serie di interrogativi e di riflessioni.

A proposito della caratterizzazione, c’è un’osservazione di Tolstoj così illuminante che può risultare valida non solo per la narrativa, ma anche per la vita reale: il valore di una storia non dipende dal conflitto fondamentale tra il bene e il male, ma da un conflitto tra bene e bene.

La lotta tra il bene e il male rappresenta una formula fin troppo semplice: sappiamo già chi vincerà, sappiamo per chi parteggiare. Le due parti in conflitto sono ben identificate, conosciamo le regole basilari e ci lasciamo guidare dal nostro buon senso per stabilire che cosa sia più o meno giusto.

Rosa Citera