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Conflitti dall’esito imprevedibile

Chiediamoci che cosa succede quando due entità ugualmente “buone” si scontrano o vengono a trovarsi in conflitto, quando non esiste un cattivo da punire, quando entrambe godono della nostra simpatia.

Cosa accade per esempio quando una coppia decide di divorziare e finisce per lottare con le unghie e con i denti per ottenere l’affidamento dell’unico figlio, quando entrambi, sia la moglie che il marito, sono vittima degli eventi, quando entrambi amano profondamente quel figlio e sono degli ottimi genitori a tutti gli effetti?

Sappiamo sin dall’inizio che non ci sarà un vero e proprio vincitore, così come non ci sarà un vero e proprio sconfitto. Proviamo compassione per entrambi e scopriamo di non essere più così sicuri di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Questa è l’essenza di un conflitto drammatico.

Il personaggio e la sua maschera. In presenza di un conflitto così sottile e ambiguo, si rende necessaria una tecnica per affrontare un personaggio che possiamo definire “bifronte”. Tutti sappiamo cosa significhi indossare due maschere, ma in questo caso la definizione trova un’accezione più ampia.

Indossare due maschere infatti significa che un personaggio presenta una faccia conosciuta, quella che vediamo ogni giorno al lavoro o per la strada, e un’altra nascosta, privata, che solo di rado ci è concesso scorgere, ma che è parte integrante del personaggio, almeno quanto l’altra, e molto spesso queste due facce appaiono fortemente contradditorie.

Il commediografo americano Eugene O’ Neill (1888-1953) riferì una volta un episodio realmente accaduto che può essere considerato un ottimo esempio di personaggio “bifronte”. Un giorno, mentre stava bevendo in compagnia di un vecchio amico e compagno di college, questi gli confidò un segreto che colpì O’Neill a tal punto che egli lo prese come modello per uno dei protagonisti del dramma Arriva l’uomo del ghiaccio: “Non potrei mai sopportare l’idea che mia moglie mi tradisca!” confidò l’amico.

Tutti abbiamo letto storie di gelosia e conosciamo bene questo tema. Niente di nuovo dunque. Ma fu quello che l’amico aggiunse subito dopo a rivelare l’altra faccia, il lato oscuro, quell’aspetto della personalità umana che non si inquadra in nessun schema razionale: “Eppure qualcosa dentro di me vorrebbe invece che lei avesse una relazione con un altro uomo. In realtà voglio che lei mi tradisca”.

Due lati di una stessa medaglia, l’uno in contraddizione con l’altro. Così è la personalità umana e il lettore ne può riconoscere la natura contraddittoria proprio in questo modo.

Rosa Citera