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La natura dell’uomo

Che cos’è l’Uomo? Una domanda che da sempre assilla scrittori e filosofi, uno spunto inesauribile per opere letterarie di qualsiasi tipo, ma anche per saggi, trattati e pamphlet.

Compito dello scrittore è anche quello di esplorare la natura umana sia attraverso i singoli individui sia da una prospettiva più vasta.

La differenza di avere un personaggio o un’idea come tema è questa: nel primo caso, il personaggio viene analizzato nei dettagli, il lettore non individua qualcuno in particolare, ma rimane affascinato dall’unicità del ritratto; nel secondo caso, invece, il personaggio o i personaggi principali della storia rappresentano una tipologia umana universale: siamo quindi in grado di riconoscere i diversi individui, ma non necessariamente le circostanze in cui essi si trovano ad agire.

Questi personaggi e le loro crisi vanno al di là della pagina scritta, perché rappresentano il nostro modo di vedere la civiltà e il genere umano. Uno dei migliori romanzi di William Golding, Il signore delle mosche, presenta un gruppo di studenti inglesi naufragati su un’isola deserta, senza contatti con gli adulti. Nel giro di breve tempo i ragazzi, costretti a crearsi una propria società, abbandonano forme e modi della loro educazione e regrediscono a un sistema di vita selvaggio e brutale, dominato dalla lotta per il potere e la sopravvivenza.

Anche Robinson Crusoe, che narra la storia di un naufrago alle prese con le difficoltà di un’esistenza solitaria e primitiva, esplora il significato della natura umana e il suo rapporto con il mondo civilizzato. Degno di nota è il fatto che in entrambi i romanzi i personaggi siano isolati dal resto del mondo, lontani dalla società, senza alcuna speranza di poter ricevere aiuto.

Rosa Citera