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Descrivere il personaggio fuori dal suo ambiente

Gli individui si comportano diversamente a seconda del rapporto che instaurano con gli altri.

Gli individui si comportano diversamente a seconda del rapporto che instaurano con gli altri. I bambini hanno le prime esperienze dai dieci anni in su, quando cominciano ad atteggiarsi in un certo modo davanti ai loro amichetti.
Ognuno di noi non si comporta sempre allo stesso modo con i colleghi di lavoro, con i figli, con il proprio partner o quando risponde al telefono. Ovviamente si tratterà di un atteggiamento ipocrita se vogliamo ingannare qualcuno, facendoci passare per ciò che non siamo, ma il più delle volte sarà un atteggiamento del tutto istintivo. Ogni rapporto ha la sua storia particolare, con proprie esperienze, motivazioni e comportamenti.
È quindi del tutto legittimo pensare al nostro “io” come a una rete di rapporti, a un intreccio di fili in continuo movimento che lo legano ad altre persone. In genere la rottura di uno di questi fili non comporta conseguenze definitive: infatti due vecchi amici che non si vedono da tempo tenderanno a comportarsi fra loro come in passato.

Il fatto di frequentare una persona nella stessa circostanza può indurci a credere di conoscerla bene. In realtà il collega taciturno può rivelarsi un tipo estroverso quando gioca a bowling; il burbero compagno d’armi può diventare tenerissimo con i figli, mentre una ragazza tranquilla e ben educata può mettersi a bestemmiare come uno scaricatore di porto (notate lo stereotipo) quando è fuori casa.

Uno dei punti di forza della narrativa consiste proprio nella possibilità di descrivere un personaggio fuori dal suo ambiente consueto, approfondendo così la sua personalità. Anzi, anche il personaggio resterà sorpreso del cambiamento che subisce a seconda delle circostanze.