Nella sua celebre raccolta di saggi Apocalittici e integrati (Bompiani), pubblicata per la prima volta nel 1964, Umberto Eco si sofferma a lungo sui personaggi, intitolando a loro una delle sezioni più importanti del libro. Non solo, ma il suo approccio tende proprio a privilegiare l’analisi del “tipo”. Infatti secondo Eco parlare di “personaggio tipico” vuol dire pensare alla rappresentazione, attraverso una immagine, di una astrazione concettuale: Emma Bovary o dell’adulterio punito, Tonio Kroger o della malattia estetica, e così via.
Formule che, proprio per il fatto di essere tali, svuotano e tradiscono il personaggio che pretendono di definire.
Eco passa poi a esaminare una costante dell’immaginazione popolare, cioè l’eroe che possiede poteri superiori a quelli dell’individuo comune e la rilegge alla luce della cultura di massa e delle sue “mitizzazioni”, puntando l’attenzione su uno tra i più famosi personaggi dei fumetti: Superman.

Giada








