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L’esagerazione e il punto di svolta

Un po’ di esagerazione può rendere più interessante e credibile una persona normale, ma se si rincara la dose, il personaggio diventa sempre più astratto.

L’impossibilità di far smettere di piangere il bambino conferisce alla storia una dimensione “mitica”: infatti non si tratta più di un bambino dall’individualità specifica, poiché il suo comportamento lo trasforma in un modello, in immagine esemplare. Un po’ di esagerazione può rendere più interessante e credibile una persona normale, ma se si rincara la dose, il personaggio diventa sempre più astratto (e quindi sempre meno credibile), fino a trasformarsi in un cartone animato o in una caricatura, capace di suscitare un effetto comico o satirico, ma a cui manca qualsiasi intensità e credibilità. Nel peggiore dei casi potremmo ritrovarci con un personaggio nel quale il lettore non riesce a riconoscersi.
Nell’esempio proposto avevamo stabilito implicitamente che il protagonista della storia impegnato a fare da babysitter, in cui si sono identificati i nostri ragazzini, fosse una persona responsabile e che quindi svolgesse coscienziosamente il proprio lavoro. Ma cosa sarebbe successo se invece avessimo avuto a che fare con un tipo disonesto? Se per esempio avesse fatto piangere apposta il bambino per far credere ai genitori di aver passato una serataccia e, quindi, di meritare un compenso extra? Questa tecnica serve a dare una brusca svolta a quei tratti del personaggio che il lettore dà per scontati.