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Addio a Saramago, scrittore da Nobel sempre scomodo

Il portoghese aveva 87 anni: ebbe problemi per la pubblicazione de “Il vangelo secondo Gesù”, e aveva cambiato editore in Italia per poter esprimere le critiche al premier Berlusconi

Lo scrittore portoghese e Premio Nobel per la Letteratura è morto all’età di 87 anni a Lanzarote, isola delle Canarie dove risiedeva dal 1991. Poeta, romanziere e giornalista, Saramago è stato l’unico autore di lingua portoghese ad avere ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura. Saramago nacque nel 1922 ad Azinhaga, primogenito di una povera famiglia contadina che tre anni dopo si trasferì a Lisbona: trascorse l’infanzia lavorando per mantenere al famiglia, dopo essere stato costretto ad abbandonare la scuola. Il suo primo romanzo - che non ebbe successo - fu “Terra do pecado”, pubblicato nel 1947; dopo trent’anni di silenzio, segnato però dalla pubblicazione di alcuni libri di poesie e dalla pratica del giornalismo, uscì “Manuale di pittura e calligrafia”, vero inizio di una carriera letteraria riconosciuta internazionalmente con “L’anno della morte di Ricardo Reis” (1984) e culminata nel Premio Nobel conferitogli nel 1998.

“Scomodo”
Ateo confesso, ebbe problemi con il governo portoghese che rifiutò di presentare il suo “Vangelo secondo Gesù Cristo” al Premio Letterario Europeo, abbandonando per protesta il Paese e tarsferendosi a Lanzarote. Saramago aveva pubblicato il suo ultimo racconto alla fine del 2009, “Caìn”, una rivisitazione ironica del Vecchio testamento molto criticata dalla Chiesa cattolica. In italia era passato dall’editore Einaudi a Feltrinelli dopo aver litigato con Einaudi che non voleva pubblicare un libro in cui apparivano commenti critici nei confronti di Silvio Berlusconi. Il libro era poi stato pubblicato da Bollati Boringhieri, con una prefazione di Umberto Eco.