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Catherine Dunne, il ritorno della scrittrice citata dalla ex moglie del Premier

La scrittrice irlandese Catherine Dunne da sempre racconta storie dove al centro della narrazione ci sono la famiglia e le donne

Il ritorno della scrittrice citata dalla ex moglie del Premier

Era già famosa. Ma è diventata famosissima dopo che Veronica Lario citò un suo libro “La metà di niente” nella lettera pubblicata da Repubblica che segnò l’inizio della fine del suo matrimonio con Silvio Berlusconi. La scrittrice irlandese Catherine Dunne da sempre racconta storie dove al centro della narrazione ci sono la famiglia e le donne che al suo interno subiscono soprusi a causa di scarsa autostima e/o mancanza di autonomia. Nel suo ultimo romanzo appena uscito in Italia, “Donna alla finestra” la minaccia alla tranquillità di Linda, moglie di Robert e madre di due figli modello, Katie e Ciaràn arriva dal fratello minore di Robert, Danny, che sconvolgerà il menage familiare e le esistenze di ogni membro della famiglia.

In che modo questo libro è collegato ai precedenti?

Non c’è una linea continua. Direi che il leit motiv è la fragilità delle costellazioni familiari.

La protagonista ha una vita perfetta: famiglia, figli, bella casa, un lavoro. Ma poi precipita tutto. Siamo così a rischio?

Credo di sì, soprattutto se, come Linda, siamo certi che la nostra vita sia avviata e risolta. In realtà basta un piccolo evento e salta tutto per aria.

Qui ci sono due figli diversi, Robert e Danny. Uno buono, l’altro cattivo. A che cosa sono dovute differenze così sostanziali all’interno di uno stesso nucleo familiare?

Io credo che l’assenza di empatia porti alla crudeltà. Poi c’è il discorso dell’educazione che influisce, ma, come accade nel caso di Danny, c’è anche una forte componente innata. Non possiamo mai sapere come sarà davvero nostro figlio.

In questo libro regna l’incertezza, è una specie di thriller psicologico anche per la figura di Jon, l’amico di Ciaran che sembra l’ospite perfetto.

E invece no. Mi sono basata sul tipo di trama dei film western, dove arriva uno straniero e cambia tutto.

Cosa le ha dato in più la citazione di Veronica Lario nella lettera sui suoi problemi coniugali?

Beh, per uno scrittore è un senso di soddisfazione enorme e le sono grata anche perché da allora sono stata conosciuta da un pubblico molto più ampio. Ma soprattutto mi ha illuminato sulla sua condizione. Non avevo idea, come credo molte persone, di quello che le stesse accadendo.

Antonella Fiori
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