Questo sito contribuisce alla audience di

Hemingway e il lavoro dello scrittore

Ernest Hemingway, uno dei maestri della letteratura del Novecento, analizza l'ispirazione della scrittura creativa e le modalità della sua"produzione".

Come lavora uno scrittore, quali ritmi, orari, abitudini, priorità, piccole o grandi manie accompagnano la sua giornata, gli spazi che egli vuole o riesce a ritagliarsi per dedicarsi alla creazione letteraria? Regole non ve ne sono, nè sarebbe legittimo aspettarsele, considerando che ogni personalità si esprime necessariamente a proprio modo.
Leggete dunque come un grande scrittore qual è Ernest Hemingway analizza il suo modo di lavorare e cercate di individuare gli elementi che potete mettere a frutto nella vostra pratica di scrittura.
Salire all’ultimo piano dell’albergo dove lavoravo era un piacere[…] . Le passeggiate e il freddo e il lavoro mi mettevano sempre molto appetito. Lavoravo sempre finchè non avessi combinato qualcosa e smettevo sempre quando sapevo che cosa sarebbe successo in seguito. Così ero sicuro di continuare il giorno dopo.
Se cominciavo a scrivere in modo complicato, o come uno che introduce o presenta qualche cosa, scoprivo di poter tagliare quella voluta o quel fronzolo e gettarlo via e cominciare con la prima frase semplice e sincero che avevo scritto. Su in quella stanza decisi che avrei scritto un racconto su ogni cosa che conoscevo. Cercavo di farlo per tutto il tempo che scrivevo, ed era un’eccellente, rigida disciplina.
Fu sempre in quella stanza che imparai a non pensare a nulla di ciò che stavo scrivendo dal momento in cui smettevo di scrivere al momento in cui riprendevo il giorno dopo. In questo modo avrebbe lavorato il mio subconscio e al tempo stesso io avrei ascoltato altra gente e notato ogni cosa - speravo; imparato - speravo.
Quando scrivevo, mi era necessario leggere dopo che avevo scritto. Se continuavi a pensarci perdevi il filo di ciò che stavi scrivendo prima di poterlo riprendere l’indomani. Occorreva fare ginnastica, stancarsi fisicamente, ed era un’ottima cosa fare l’amore con la persona che amavi. Quella era la soluzione migliore. Ma dopo, quando ti sentivi svuotato, bisognava leggere per non pensare o preoccuparti del tuo lavoro fino al momento in cui avresti potuto riprenderlo”

Ernest Hemingway, Festa mobile, trad. Vincenzo Mantovani, Mondadori, 1964.