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Lawrence e il simbolismo

Oltre ai significati reali le parole possono assumerne altri, figurati o allusivi, capaci di trasmettere a chi legge sensazioni particolari, "diverse" o inattese.

Ce ne parla David Lodge, che analizza un brano di un famoso romanzo di Lawrence, Donne in amore, di cui sottolinea le preziosità stilistiche, mettendo peraltro in guardia contro alcuni rischi: l’eccessiva carica simbolica della scrittura e la conseguente perdita di credibilità della narrazione.

Per dirla in modo rozzo, qualsiasi cosa “stia per” qualcos’altro è un simbolo, ma il meccanismo funziona in molteplici modi. In un particolare contesto una croce può essere il simbolo del Cristianesimo, in relazione alla Crocifissione, mentre in un altro caso può riferirsi a un incrocio stradale, secondo la sua rappresentazione grafica. Il simbolismo letterario è meno facilmente decifrabile di questi esempi, perchè esso tenta di essere originale e tende a una molteplicità, persino a un’ambiguità, di significati.
Lo stile poetico noto come simbolismo apparso in Francia alla fine del diciannovesimo secolo nelle opere di Baudelaire, Verlaine e Mallarmè e che esercitò una notevole influenza sugli scrittori inglesi del ventesimo secolo, era caratterizzato da una rilucente superficie di significati allusivi, privi di un nucleo denotativo.
Qualcuno una volta ha detto però che il romanziere dovrebbe far sì che pane e vino siano solo pane e vino, prima di farne un simbolo, e questo ha tutta l’aria di essere un ottimo consiglio per uno scrittore che aspiri a creare qualcosa di simile a una “illusione di vita”.
“Pane e vino” in questo caso sono elementi di un’azione complessa: un uomo che trattiene una giumenta spaventata da un treno della miniera che transita da un passaggio a livello e che viene osservato da due donne. L’uomo è Gerald Critch, il figlio del padrone della miniera locale, che dirige l’azienda e alla fine l’erediterà. L’ambiente è il paesaggio del Nottinghamshire in cui Lawrence, figlio di un minatore, era stato allevato. Si potrebbe affermare che il treno “simboleggi” l’industria mineraria, che è un prodotto della cultura e che il cavallo, creatura della Natura, simboleggi la campagna. L’industria è stata imposta alla campagna dal potere e volere maschile del capitalismo, un processo che Gerald riproduce simbolicamente nel suo modo di prevalere sulla sua giumenta.
Le due donne che assistono alla scena sono sorelle, Ursula e Gudrun Brangwen, la prima insegnante, la seconda artista. Entrambe si identificano in modo solidale con la cavalla terrorizzata. Ma la scena è descritta dal punto di vista di Gudrun e la sua reazione è più complessa e ambigua. C’è un simbolismo sessuale nel modo in cui Gerald domina la sua cavalcatura.
Vale la pena di osservare che il simbolismo è creato in due modi diversi in questo brano. Il simbolismo Natura - Cultura è fondato sulle figure retoriche del discorso note come come metonimia e sineddoche. La metonimia sostituisce la causa con l’effetto o viceversa (la locomotiva rappresenta l’industria perchè è un effetto della rivoluzione industriale) e la sineddoche sostituisce la parte per il tutto o viceversa (la cavalla rappresenta la Natura perchè è parte della Natura).
D’altra parte, il simbolismo sessuale è fondato sulla metafora e sul paragone, una cosa è associata a un’altra in base a qualche somiglianza esistente tra loro. Il prevalere di Gerald sulla sua giumenta è descritto in modo da suggerire un atto sessuale fra esseri umani.