Questo sito contribuisce alla audience di

Scrivere una canzone

In musica, una canzone è una composizione breve, scritta per essere eseguita da una o più voci, per lo più con accompagnamento strumentale.

Nella musica pop il termine canzone designa universalmente la composizione base della musica popolare, di durata intorno ai 3-4 minuti, eseguita di solito da formazioni ridotte (strumenti come chitarra, basso, batteria e tastiere), ma qualche volta da grandi orchestre, caratterizzata da strofe e ritornello che si alternano periodicamente. Solitamente la struttura delle canzoni pop è la seguente: Introduzione, Strofa, Ritornello, Strofa, Ritornello, Bridge o Ponte (vocale o strumentale), Ritornello.
Il testo di una canzone usualmente segue un filo logico o narrativo all’interno dei suoi versi, ma sono ugualmente diffuse canzoni che non rispettano questo criterio (per esempio nel genere hip hop). Esistono anche canzoni che sono il proseguimento musicale/narrativo di un’altra canzone contenuta normalmente nello stesso album, come è uso nei concept album, (per esempio The Wall dei Pink Floyd o Scenes from a Memory dei Dream Theater).

In Italia la canzone si afferma nel corso del Novecento divenendo fenomeno di grande popolarità. A cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta viene rivoluzionata dalla figura del cantautore che associa il ruolo del cantante e dell’autore. Tra le scuole più significative si ricordano quella genovese e quella milanese, senza trascurare gli artisti provenienti dal centrosud, come ad esempio Renato Carosone con il loro stile innovativo ma anche legato alla tradizione.
È Domenico Modugno nel 1958 con Nel blu dipinto di blu ad aprire la strada alla canzone moderna, seguito da personaggi come Gino Paoli, Luigi Tenco e Fabrizio De André.
Negli anni settanta fondamentale è l’apporto di Francesco De Gregori e della cosiddetta Scuola romana che rivoluzionano il concetto e la struttura stessa della canzone. Questi artisti sono pilastri della cosiddetta canzone d’autore, espressione creata alla fine degli anni sessanta da un giovane critico musicale, Enrico de Angelis, che diverrà anni dopo responsabile artistico del Club Tenco.