Questo sito contribuisce alla audience di

Colazione da Tiffany

Truman Capote e il patto sul personaggio

Colazione da Tiffany è il ritratto di una ragazza così volitiva e indipendente da apparire incomprensibile, se non pazza, agli uomini che vengono a contatto con lei. O peggio, viene considerata una poco di buono, una prostituta. Invece Capote, con la sua sensibilità di scrittore riesce a intuirne la vera natura, restandone affascinato. La vede indomita, non ingabbiata dalla società. Tanto che la protagonista del romanzo detesta gli zoo, non le piacciono gli animali dietro le sbarre.

A New York, durante la seconda guerra mondiale, Holly Golightly tratta gli uomini con un misto di ingenuità e seduzione che ricorda Marilyn Monroe. Capote la incontra sul pianerottolo del suo condominio, mentre litiga con un inquilino che lei ha svegliato in piena notte non avendo la chiave del portone. Dopodichè la ragazza prende l’abitudine di suonare il campanello dello scrittore, alle ore più impensate.

Tra i due nasce un’amicizia a fasi alterne. Capote è stupito dalla disinvoltura con la quale Holly invita uomini in casa e coltiva con loro relazioni equivoche. Viene perfino sfruttata da un gangster in galera per trasmettere messaggi alla sua banda di spacciatori.

Alla fine Holly è arrestata e abortisce. Ma lo scrittore l’aiuta a fuggire, senza chiederle niente in cambio. Lui spera solo che la ragazza trovi una sua via.
Fin dall’inizio Capote deve stabilire un’intesa con i lettori: non sta raccontando di qualcuno che ha segnato la sua vita in termini emotivi. Holly non è stato un grande amore. Però nello stesso tempo gli interessa sottolineare le caratteristiche molto particolari del personaggio.
Perciò il patto narrativo che Capote stringe con i lettori si basa su tre elementi che affiorano dal brano:

1) la casualità del personaggio
2) le circostanze del suo rapporto con Holly
3) la forte influenza che la ragazza esercita anche su altri personaggi della vicenda

Con grande abilità il personaggio della protagonista viene introdotto nella storia sulla base di una telefonata del tutto estemporanea. Ai fini del patto narrativo questo è essenziale.
Apparentemente la parte del leone spetta a Joe Bell, il barista. E’ lui che telefona allo scrittore per parlargli di Holly. E’ su di lui che Capote si dilunga in fatto di carattere. Solo che più avanti, nel corso del romanzo, Joe Bell sarà poco più di una comparsa. Perchè? La presenza del terzo personaggio serve a introdurre un testimone che rafforzi il patto narrativo. Volendo evidenziare ancora di più gli effetti di Holly sugli uomini, Capote mostra quanto sia più forte l’attaccamento del vecchio barista per la ragazza. Joe è una prima prova di quanto verrà raccontato nel libro e suggella il patto con i lettori.
Colazione da Tiffany
Colazione da Tiffany Colazione da Tiffany Colazione da Tiffany
Colazione da TiffanyColazione da Tiffany Colazione da Tiffany