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Il patto narrativo

Il patto narrativo prevede che lo scrittore porti sempre a termine ciò che inizia.

Come abbiamo già visto, scrivendo una storia si stringe un patto implicito con il lettore. I termini dell’accordo sono contenute nelle prime pagine o nei primi paragrafi della narrazione, in modo tale che chi legge sa quali conseguenze deve aspettarsi, compatibilmente con la struttura della vicenda.

Se per esempio la storia inizia con un omicidio e l’attenzione si concentra sui personaggi che devono scoprire il colpevole e il movente, il lettore si aspetterà che la storia si concluda appunto con la scoperta dell’assassino. In altri termini si aspetterà una storia di idee. Se invece l’autore si preoccupa di descrivere il trauma subito dalla moglie della vittima, il lettore si aspetterà una storia di personaggi che presumibilmente si concluderà quando la donna riuscirà a stabilire un nuovo rapporto con il mondo che la circonda, cioè a ridefinire il suo ruolo. La scelta di una struttura non pregiudica la possibilità di utilizzarne altre contemporaneamente.

In ultima analisi, il lettore si aspetta che nel finale della storia si esaurisca la tensione narrativa creata dalla sua particolare struttura.

La prima clausola dell’accordo prevede che lo scrittore porti sempre a termine ciò che inizia: in sostanza, le digressioni saranno accettate soltanto se non sono uno stratagemma per rendere inefficace la prima promessa. Esiste però anche un’altra clausola che va rispettata: la storia non dovrà contenere nessun elemento gratuito. Occorre sempre soffermarsi ad analizzare la vicenda, indipendentemente dal fatto che la stesura sia ultimata oppure sia ancora a livello di idea o di abbozzo.