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La ricerca e la documentazione

Nel 1800 il critico e scrittore tedesco Friedrich Schlegel pubblica il suo celebre Dialogo sulla poesia.

Dialogo sulla poesia rappresenta una delle più celebri e appassionate riflessioni sulla creazione poetica, dove tra l’altro prendono vita gli ideali propri dell’estetica romantica. Vi propongo di seguito la lettura del brano con cui si apre il “dialogo”.

Con vincoli indissolubili la poesia avvicina e lega d’amicizia tutti i cuori che la amano. Nulla conta se essi cercano poi nella vita le cose più diverse, se l’uno interamente disprezza quanto l’altro ha più di sacro, se si misconoscono, se non si intendono, se restano l’un l’altro eternamente estranei. In questa regione un superiore potere magico li unisce e li pacifica; ogni musa cerca e trova l’altra, e tutti i fiumi della poesia confluiscono nell’immenso mare universale.
La ragione è una, e in tutti la medesima. Ma ogni uomo, proprio come ha una sua natura e un suo amore, porta in sè una poesia a lui peculiare, che deve e non può che restare sua, come è certo che egli è quello che è e che qualcosa di primigenio si cela in lui da sempre.

Smisurato ed inesauribile è il mondo della poesia, come smisurata ed inesauribile è la ricchezza, profusa dalla natura vivificatrice, di piante, animali ed organismi di ogni specie, forma e colore. Neppure lo spirito più grande potrà facilmente abbracciare tutte quelle opere dell’arte o quei prodotti della natura che hanno forma e nome di poesie. E che cosa sono essi di fronte a quella poesia priva di forma e di coscienza che si muove nella pianta, risplende nella luce, sorride nel bambino, balena nel fiorire della giovinezza, arde nel petto innamorato delle donne? Questa è la poesia prima e originaria, senza la quale certamente non esisterebbe poesia delle parole.