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Motivare desideri e aspirazioni dei personaggi

Bisogna stare attenti a non cadere nel sentimentalismo o in facili stereotipi.

Ogni personaggio nutre desideri, speranze, aspirazioni che il lettore si aspetta di vedere realizzati, soprattutto se anch’egli li condivide; anzi, in linea generale, si può dire che la simpatia per il personaggio è proporzionale alla rilevanza dei suoi desideri e agli sforzi compiuti per realizzarli.

Bisogna però stare attenti a non scadere nel sentimentalismo o in facili stereotipi: soltanto un lettore sprovveduto può provare interesse per un personaggio che desidera qualcosa senza che siano chiarite la natura e le motivazioni dei suoi desideri.
Si può sempre arrivare a condividere le aspirazioni di un personaggio, per bizzarre che siano: per esempio il fatto che Renzo abbia una vera e propria mania per le automobili sarà inesplicabile finchè non si scopre che, quando lui era piccolo, suo padre dovette fare molti sacrifici per tirare avanti con la vecchia auto, e che quando infine riuscì a comprarsene una nuova dovette ben presto rivenderla, perchè nel frattempo era rimasto senza lavoro.
In questo modo la mania di Renzo apparirà come una reazione ai disagi subiti dal padre, cosicchè il personaggio perderà la sua eventuale connotazione antipatica.

Questa tecnica si rivela estremamente efficace nelle storie che hanno per oggetto il conseguimento di un determinato obiettivo (storie di azioni) o la realizzazione di un sogno o di un desiderio (che in pratica è l’oggetto di ogni storia). In questi casi il lettore parteggia per il protagonista, anche se costui si propone degli obiettivi deprecabili come una rapina, un omicidio, un adulterio.