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Simpatia e curiosità

La diversità genera distanza, almeno inizialmente.

Vi sarà sicuramente capitato di detestare una persona che sulle prime vi era sembrata simpatica e d’altra parte una conoscenza più approfondita può far cadere ogni riserva o sospetto su un estraneo.
Lo scrittore può sfruttare a proprio vantaggio questo modo di reagire, poichè l’unico fattore imponderabile della narrazione è l’intensità della partecipazione emotiva del lettore, determinata dalle somiglianze che ravvisa nel personaggio. Una prima impressione positiva suscita un’immediata attrazione, che tuttavia si mantiene a un livello superficiale, mentre un’impressione negativa genera un’emozione più forte e, quindi, risulta più vincolante.

Un personaggio troppo simile al lettore tende a diventare noioso. A volte, la curiosità di chi legge trova stimoli non nella famigliarità, bensì nell’estraneità. E’ difficile trovare un personaggio più incolore di quello che rispecchia in tutto e per tutto una precisa categoria di persone.

Supponiamo che Alice sia la protagonista della vostra storia, scelta in funzione di un certo pubblico di lettori potenziali. In questo caso, la sua caratterizzazione non potrà limitarsi a tratti che l’accomunano al lettore , perchè, indipendentemente dalla sua simpatia risulterebbe un personaggio piatto e poco stimolante.

La prima impressione, positiva o negativa, suscitata dalla protagonista è destinata a stimolare l’interesse di chi legge, mentre il vero sentimento di simpatia o antipatia del personaggio si costruisce in altri modi.