
Alcune scuole elementari che hanno dato vita a La Fabbrica dei Racconti.
Sono realtà scolastiche divise dallo spazio ma vicine grazie a Internet.
Il sito raccoglie l’esperienza didattica di un anno scolastico che ha visto gli alunni di queste scuole, anche i piccolissimi, produrre racconti a più mani, comunicare grazie alla posta elettronica, chattare,
scambiare informazioni e ricerche, cimentarsi nella produzione di pagine da proporre in rete. 
Si tratta di un gruppo di scuole nel nord che, attraverso contati in rete, hanno permesso agli alunni di collaborare per creare racconti.
Cosa produce la fabbrica dei racconti? Rispondono i protagonisti:
Tra le altre cose anche racconti. Sono queste le storie realizzate a più mani. Lo stimolo é partito da PINEROLO: la classe di ogni scuola ha scritto un breve capitolo che poi ha trasmesso alla scuola successiva che a sua volta ha continuato il racconto prima di inviarlo ad altri. Protagonisti i bambini impegnati ad inventare, digitare sulla tastiera, comunicare con i compagni in un staffetta elettronica che ha coinvolto ben otto scuole elementari.
VALLI DI CHIOGGIA….. Raccontare e raccontarsi. Questo hanno fatto gli alunni della scuola grazie alla posta elettronica: durante tutto l’anno questo canale ha consentito lo scambio di centinaia di messaggi tra i bambini che oltre ad inviare e ricevere corrispondenza personale hanno preparato e trasmesso con grande entusiasmo e motivazione disegni, foto, ricerche e quanto altro Internet ha potuto veicolare.
STAGGIA SENESE Per i bambini, è stato veramente interessante anche solo l’idea di avere amici lontani raggiungibili e contattabili velocemente, grazie alla telematica, hanno apprezzato la rapidità delle risposte e si sono appassionati a rispondere e contattare più di un destinatario. Hanno alla fine avuto idea, chi più precisa chi meno, di essere in una rete, di far parte di una comunità più larga di quella della classe e della loro scuola. Un esempio per tutti, la ricorrenza di questa domanda una volta che vedevano l’insegnante che ha coordinato l’attività “C’è posta per me?”. Può sembrare un tormentone ma non è che l’indice dell’interesse mostrato dalle classi nei confronti dell’esperienza.
ARSIE’ Non è mancata l’emozione di qualche chat mattutina tra le classi del secondo ciclo che hanno sperimentato questa forma di comunicazione in tempo reale: conversazioni a ruota libera davanti alla tastiera, nuove amicizie, indovinelli, giochi, grande motivazione e una gara per aggiudicarsi il diritto di digitare alla tastiera del computer collegato alla rete.![]()

Vita Coppola








