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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Intervista a Jeanne Halderson, tra le massime esperte negli Stati Uniti di podcasting didattico.</title>
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	<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 17:21:17 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luca Piergiovanni</dc:creator>
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    <category>podcasting</category><category>interviste-ad-esperti-di-tic</category><category>esperto tic</category><category>jeanne halderson</category><category>la crosse wisconsin</category><category>longfellow middle school</category><category>podcasting podcast</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/tecnologie_per_la_scuola/PODCASTING.jpg" class="left" border="0" width="180" height="120" alt="LOGO" /><strong>Interviste agli esperti di Tecnologie dell’apprendimento: Jeanne Halderson, insegnante statunitense (Longfellow Middle School, District of La Crosse, Wisconsin), ed esperta di podcasting didattico. Benvenuta Jeanne.</strong></p>
<p>R: Un saluto a voi!</p>
<p>D: <em>Partiamo con la prima domanda: l’Idea di fare lezioni in podcasting, come è nata?</em></p>
<p>R: Ho iniziato a fare podcast con una classe nel 2005, ed ho capito che l’idea del podcast poteva essere un’ottima esperienza sia per me che per i ragazzi, e così ho iscritto la classe ad uno dei concorsi di tecnologica didattica più prestigiosi a livello internazionale. Ho pensato a questo nuovo modo d’insegnare, allo scopo di dare ai miei studenti la possibilità di esprimere ciascuno le proprie cose, quelle che più gli piacevano o interessavano, spaziando tra gli argomenti più svariati.  </p>
<p>D: <em>Qual è stata la reazione dei suoi studenti quando ha proposto loro di fare podcast? Sapevano già cosa fosse un podcast?</em></p>
<p>R: Nessuno sapeva cosa fosse un podcast. Comunque sia, tutti hanno accolto con entusiasmo quest’iniziativa. Mi ricordo che, uno studente di nome Luke, affermò che l’entusiasmo con cui l’insegnante aveva fatto loro questa proposta, trascinò lui e tutti i suoi compagni in questa nuova esperienza.</p>
<p>D: <em>Siamo studenti di scuola media, e con il nostro professore abbiamo creato un podcast in cui confrontiamo le poesie dei classici con le canzoni dei cantautori italiani. Lei con quali studenti fa podcast e di cosa parlate?</em></p>
<p>R: Ogni studente ha il proprio podcast, in cui parla di quello che più gli interessa o affascina, o più semplicemente delle sue esperienze di vita.  Ci sono dei ragazzi che hanno reso in chiave moderna alcune opere di Shakespeare, trasformandole in opere comiche ed entusiasmanti.  Abbiamo fatto un bel lavoro e qualche studente è persino riuscito ad ottenere dei risultati invidiabili.</p>
<p>D: <em>Alcuni critici dicono che in un mondo in cui ha sempre più importanza “apparire”, il podcasting può risultare uno strumento dannoso, perché spinge gli alunni ad essere protagonisti. E con il fatto che ciascuno dei suoi studenti ha un suo podcast, non si rischia una competizione? Cosa risponde a queste critiche?</em></p>
<p>R: A tutti viene dato lo stesso spazio e le stesse possibilità di riuscita. Di conseguenza non c’è competizione fra gli alunni. </p>
<p>D: <em>Perché fare podcast a scuola? Qual è la sua importanza didattica?</em></p>
<p>R: Essendo un progetto tecnologico è ancora oggi un’esperienza nuovissima e poco diffusa.  Ancor di più nel 2005, quando con la prima classe ho cominciato quest’avventura.  Ed io penso che proprio come nella vita reale, anche su internet si possano  esprimere opinioni, idee e sentimenti, così da abituare le prossime generazioni a comunicare meglio fra loro.</p>
<p>D: <em>Facendo podcast, noi studenti abbiamo sperimentato che riusciamo a lavorare in gruppo, a dividerci i ruoli, e ci sentiamo più responsabili. Anche per i suoi studenti è la stessa cosa?</em></p>
<p>R: Ritengo che, proprio come voi, i miei alunni abbiano imparato a lavorare in gruppo, ad autogestirsi  e ad essere più responsabili, anche perché un podcast, a differenza di un tradizionale lavoro scolastico, è accessibile a tutti coloro che ne vogliano usufruire, e questo spinge gli studenti ad essere più attenti verso quello che possono dire o fare all’interno del progetto-podcast.</p>
<p>Ringraziamo Jeanne Halderson di essere stata con noi e, se non ha nulla in contrario, la prossima volta ci piacerebbe raccontare del suo podcast e parlare proprio con i suoi alunni.</p>
<p>R: Sarebbe magnifico uno scambio di contenuti  attraverso il nostro podcast, e chissà, magari un giorno conoscersi di persona!</p>
<p>A molto presto, allora, e buon podcast a tutti!<br />
Potete ascoltare l&#8217;intervista <a href="http://chocolat3b.podomatic.com/">qui</a>.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090922172117"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090922172117?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090922172117" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20090922172117&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftecnologie_per_la_scuola%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fintervista-a-jeanne-halderson-tra-le-massime-esperte-negli-stati-uniti-di-podcasting-didattico."/></p>
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	<description>Interviste agli esperti di Tecnologie dell’apprendimento: Jeanne Halderson, insegnante statunitense (Longfellow Middle School, District of La Crosse, Wisconsin), ed esperta di podcasting didattico.[...]</description>
	
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	<title>Poesie digitali</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tecnologie_per_la_scuola/interventi/2009/09/poesie-digitali</link>
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	<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 17:20:15 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luca Piergiovanni</dc:creator>
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    <category>concorsi-nazionali-scolastici</category><category>concorso multimediale</category><category>mms cellulare</category><category>podcasting</category><category>poesie digitali</category><category>università milano</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/tecnologie_per_la_scuola/XMEDIA.JPG" class="left" border="0" width="180" height="63" alt="Concorso di poesie multimediali" />XMEDIA - Composizioni poetiche multimediali, è un concorso indetto dall’Università di Milano, dal CSA di Bergamo e dal Liceo Scientifico &#8220;Lussana&#8221; di Bergamo, volto a promuovere la creatività attraverso la tecnologia.</p>
<p>Un testo poetico, oggi giorno, oltre che dalle <em>parole</em>, può essere arricchito da immagini e suoni. Sarà vincitore il componimento che riuscirà ad intrecciare meglio questi linguaggi, dando vita ad un prodotto di alto valore estetico, lirico, tecnologico e didattico.<br />
Già dalla scorsa edizione – durante la quale vennero trasmesse su maxischermo, in piazza Duomo, le poesie vincitrici e venne eseguito un concerto multimediale su sette di esse –, il concorso si è arricchito di due nuove categorie, riguardanti le composizioni realizzate in forma di MMS e quelle sotto forma di Podcast: una chiara presa di coscienza di due realtà sempre più presenti nella nostra società.</p>
<p>Trovate <a href="http://www.nova-multimedia.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=39&#038;Itemid=88">qui</a> altre informazioni, con l’elenco dei finalisti dell’edizione 2009, che si concluderà il giorno 25 settembre presso l&#8217;Università degli Studi di Milano - Dipartimento di tecnologie dell&#8217;Informazione sede di Crema, durante l&#8217;evento &#8220;Crema Cremona: capitali della ricerca, dell&#8217;innovazione e dell&#8217;energia&#8221;.</p>
 
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	<title>Nativo o Immigrante digitale?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tecnologie_per_la_scuola/interventi/2009/09/nativo-o-immigrante-digitale</link>
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	<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 14:27:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luca Piergiovanni</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/tecnologie_per_la_scuola/interventi/2009/09/nativo-o-immigrante-digitale#comments</comments>
    <category>mediaeducation</category><category>elearningpapers</category><category>marc prensky</category><category>multimedialità a scuola</category><category>tecnologia digitale a scuola</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/tecnologie_per_la_scuola/Nativo.jpg" class="left" border="0" width="250" height="183" alt="Nativo " />Un ragazzo di oggi, appena esce da scuola e si chiude nella sua camera, con ogni probabilità si connette alla Rete, usa il cellulare, guarda la tv satellitare, gioca con la PSP o con la Nintendo Wii, fa uso di reti Wi-Fi e molto altro ancora. Tutto questo non può essere ignorato, ma sfruttato semmai per educarlo. Educarlo ad un uso più critico e saggio di quei mezzi verso i quali ha una naturale propensione, ma che non sempre utilizza con giudizio e in maniera creativa.</p>
<p>Questa nuova generazione dell’apprendimento definita anche <em>I discenti del nuovo millennio </em>dal Centro per la ricerca e l’innovazione nell’insegnamento dell’OCSE, o <em>I nativi digitali </em>dallo scrittore statunitense e ideatore di videogiochi didattici Marc Prensky, si muove tra computer e internet con la stessa naturalezza di una popolazione indigena nel suo ambiente originario. Costoro acquisiscono capacità nuove, come l’elaborazione rapida delle informazioni provenienti da molte fonti differenti (iconiche piuttosto che testuali), modificando l’organizzazione mentale delle loro conoscenze da sequenziale a reticolare.</p>
<p>Ecco allora la grande sfida degli <em>immigranti digitali </em>di Prensky, ossia di coloro che, approdati al digitale in età adulta, continuano a preferire - tanto per intenderci - la scrittura su carta anziché su foglio elettronico, rischiando di rimanere inesorabilmente distaccati dalla realtà dei loro figli o alunni.</p>
<p>La tecnologia digitale ha prodotto un gap generazionale nei processi di pensiero e di elaborazione dell’informazione, è giunto il momento di prenderne coscienza e reagire di conseguenza.<br />
Spesso l’insegnante ha difficoltà a comunicare con gli studenti, a riconoscere e comprendere comportamenti e processi cognitivi nuovi finendo per valutare la classe in base a criteri tradizionali che non prendono in considerazione le abilità necessarie per vivere in un “mondo digitale”.</p>
<p>Per una didattica più coinvolgente e gratificante per insegnanti e allievi, diventa quindi prioritario integrare il tradizionale metodo d&#8217;insegnamento con le nuove scoperte della didattica multimediale. Questa è la nuova sfida a cui è chiamato oggi giorno ciascun immigrante digitale, ciascun insegnante.<br />
È necessario convertirsi alla tecnologia.</p>
<p>Per un approfondimento sulle nuove modalità di apprendimento dovute al diffondersi dei mezzi tecnologici, potete leggere, a firma di Yves Punie e Roberto Carneiro, un interessante articolo comparso sull’editoriale del portale <em>elearningeuropa</em>, nato per iniziativa della Commissione Europea con lo scopo di promuovere nell’educazione l’uso di tecnologie multimediali e di Internet.<br />
<a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=volume&#038;vol=15&#038;lng=it">Qui</a> trovate il testo dell&#8217;articolo.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090904142727"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090904142727?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090904142727" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20090904142727&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftecnologie_per_la_scuola%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fnativo-o-immigrante-digitale"/></p>
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