
Si muove sinuosa, inguainata in una tuta di
pelle nera, sullo sfondo di una cupa metropoli alla Blade Runner.
Inforca la motocicletta, picchia sodo come un rude macho alla Mad
Max e soprattutto sfodera la potenza ginnica e gli effetti
speciali di Matrix. Si chiama Max, è giovane, sola
ed è la giustiziera protagonista della nuova serie di culto in
America, Dark Angel, che, quando va in onda su Fox Tv, cattura 17
milioni di telespettatori (Italia 1 se l’è già aggiudicata).
Max è interpretata dalla giovane Jessica Alba,
una Barbarella del Tremila scelta tra mille aspiranti dall’ormai
leggendario regista di Titanic James Cameron che
con Dark Angel ha firmato il suo esordio televisivo, manco a
farlo apposta da record. Una grande soddisfazione per lui che ha
assistito ai magri tentativi di mostri sacri del cinema come
Robert Altman e Steven Spielberg di sfondare in tivù.
“Max è il prototipo della donna del
futuro” spiega Cameron “e Jessica Alba è la sua
perfetta incarnazione”. Bruna, slanciata, texana dai tratti
latinoamericani, la coraggiosa Dark Angel si muove come un
felino, ha occhi da gatto e udito acutissimo. Ha la pelle
ambrata, le labbra sensuali all’Angelina Jolie, nessuna paura e
non accetta compromessi. Cameron ha ritagliato per lei una parte
da guerrigliera metropolitana che manda in visibilio soprattutto
i teen-ager.
La fiction infatti mischia sapientemente temi
legati all’attualità come le nuove frontiere della biotecnologia
al thriller d’azione, il tutto “condito”
da strepitosi effetti speciali. Dark Angel, come
hanno scritto i giornali americani, sembra la versione
futuristica del Fuggitivo con Harrison Ford.
Max infatti è una supereroina che da piccola
è riuscita a fuggire da un laboratorio dove si creano prototipi
umani e il suo nemico, il bieco Lydecker
(interpretato dal John Savage de Il cacciatore), la insegue senza
sosta per rinchiuderla di nuovo nell’orrorifico centro di
ricerche. Ma Max non molla, unisce le sue ultraforze a quelle di Logan
Cale (l’attore Michael Weatherly), un cybergiornalista
che dalla sedia a rotelle combatte i potenti del Quarto
millennio. Inutile dire che insieme vinceranno la partita contro
i creatori dei nuovi mostri.
Quando la Fox annunciò che il regista di
Titanic (11 Oscar e record mondiale di incassi) si sarebbe
cimentato con una nuova serie futuristica, le malelingue di
Hollywood già pregustavano il tonfo del “king of the
world”, invece il successo è arrivato. Ma che cosa ha
spinto Cameron a dedicare due anni della sua vita a un programma
televisivo? “Ero col mio amico Chick (Charles H. Eglee, ora
coproduttore della serie, ndr) e si parlava di televisione”
racconta il regista, jeans, giacca e camicia nera, i capelli
appena grigi. “Che cosa rende interessante una serie
televisiva? Come si valuta la bontà di un’idea? E qual
è, per esempio, il segreto di uno show come i Sopranos?”.
Cameron e il suo amico buttarono sul tavolo una manciata di idee.
Aggiunge: “C’era un’immagine che continuava a ritornare, un
concetto ancora informe che avevamo soprannominato la
“Ragazza sperimentale”: era la storia di una giovane
donna nata da un esperimento di ingegneria genetica e dotata di
poteri speciali”. “Jessica è una delle più belle
creature del mondo, ma non è questa la ragione per cui l’ho
scelta” spiega
Cameron “mi serviva una persona che avesse fascino, che
fosse forte e atletica e che sapesse recitare: Jessica è tutto
ciò e anche di più”.
Con un abitino a fiori da educanda, i capelli
ondulati sulle spalle, l’attrice in persona è l’opposto
dell’immagine tv: “Sono cresciuta in una famiglia
tradizionale” spiega sorridendo “i miei genitori, così
come i nonni, si sono sposati prima dei vent’anni e sono ancora
insieme. Io invece ho cominciato a recitare a 12 anni”.
Padre di famiglia messicana, nato in California, madre di origine
francocanadese, nata in Virginia: la Alba è il fortunato
risultato di un interessante miscuglio razziale. “Non sono
wasp e non sono latina” dice di sé “come Max
rappresento la realtà americana”. “Rappresenta il
meglio della razza umana” aggiunge con enfasi Cameron
“ho scelto lei per non cadere nella trappola del superman
ariano che i film di fantascienza ci hanno propinato”. E per
rinforzare la sua visione plurirazziale Cameron ha scelto il cast
giusto: l’amica del cuore di Max, Original Cindy, è una lesbica
afroamericana mentre il collega Herbal Thought è giamaicano.
“Dark Angel è una storia con dimensioni
umane dove la parte del leone spetta al tema biotecnologico, alle
questioni morali che sono associate al futuro e ai grandi
cambiamenti in corso”. E Max? “È l’esempio più
emblematico: la donna del futuro sarà dominatrice.
Stiamo tornando a un nuovo universo di stampo matriarcale: lo si
vede in ogni aspetto della nostra cultura, per esempio
nell’interesse delle religioni basate sul dio-femmina. Dark
Angel, e Max, riflettono la nuova realtà”. L’Oréal, la
casa cosmetica, è d’accordo. Per questo ha scelto la Alba come
testimonial: “Jessica trasmette forza, intelligenza e
bellezza, perfette per la donna del futuro” dicono
galvanizzati.
Cameron, ancora una volta, aveva visto giusto.

Sutterina








