
Lino Banfi, nonno Libero della fiction “Un Medico in
Famiglia”, in questa terza serie non legge più “L’Unità”.
Nelle precedenti
edizioni girava per casa con quel quotidiano. Adesso niente giornali politici.
Una scelta per non deludere il governo di centrodestra?
Risponde Lino Banfi:
“Effettivamente nella prima edizione della trasmissione
(1999, allora c’era al governo il centrosinistra), gli sceneggiatori mi
facevano sfoggiare “L’Unità”. Non erano stati pochi i telespettatori
a notare questo dettaglio e, taluni, a condannarlo (primo fra tutti, sulle
colonne del quotidiano “Il Giornale”, il Marcello Veneziani che adesso
siede nel consiglio d’amministrazione Rai).
Per riequilibrare il messaggio, nella nuova edizione
(intanto al governo erano arrivati Silvio Berlusconi e i partiti che
formano la Casa della Libertà) gli sceneggiatori mi hanno affiancato un genero,
per la verità un po’ antipatico, che portava sempre in tasca, bene in evidenza,
la copia del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi “Il
Giornale”.
La novità, più che riequilibrare e raggiungere obiettivi
politicamente corretti, aveva avuto come effetto quello, a dir poco, di far
sorridere quando non allarmare.
É giusto far passare i nonni come progressisti e teneri,
e i generi come destri antipatici e rozzi? La discussione rischiava di
precipitare.
Di questo passo, signori miei, dove si può arrivare?
Allora c’è stata una riunione tra autori e registi,
produttori e il sottoscritto e si è deciso di togliere tutte e due le testate
da ogni inquadratura della telecamera.
Ecco, tutto qui.
Che fatica, signori, essere nonno, libero e lavorare in equilibrio.
Per fortuna, c’è lo sport che mette a posto tutti.”

Sutterina








