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SPECIALE SEX AND THE CITY

La scheda del telefilm più scottante della tv. Un poker di amiche single e trentenni che inseguono un sogno: avere esperienze sessuali “esattamente come fanno gli uomini, senza coinvolgimento emotivo”.

SEX AND THE CITY

SEX AND THE CITY

scheda  tratta dal “Dizionario dei
Telefilm”

 

 

Titolo originale: Sex
and the city

Con: Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin
Davis, Cynthia Nixon

Produzione: Usa, 1998,
sit-com, colore.

L’amore ai
tempi dell’omologazione sessuale
”,
come ha scritto sulla prima pagina del style='mso-bidi-font-style:normal'>Corriere della Sera la scrittrice Lidia
Ravera all’indomani dell’esordio della serie in Italia: dopo il boato americano
di successi, copertine e polemiche, le quattro protagoniste che parlano
esplicitamente di sesso sono approdate sui nostri schermi con tanto di talk-show
tutto al femminile
per contestualizzare le loro avventure.

 

La storia e’ quella di un poker di amiche single
e trentenni
che inseguono un sogno: avere esperienze sessuali “ style='mso-bidi-font-style:normal'>esattamente come fanno gli uomini, senza
coinvolgimento emotivo”.

 

Sarah Jessica
Parker

veste i panni della giornalista Carrie Bradshaw, che dalle colonne della sua
rubrica settimanale, intitolata proprio Sex
and the city
, descrive con occhio crudo e molta ironia le abitudini sessuali
delle donne della sua generazione.

 

La sexy pierre
Samantha (Kim Cattrall), la piu’
disinibita del gruppo che, tra un party e l’altro, ammonisce i maschi che
incontra con frasi del tipo “possiamo
trattarvi come oggetti sessuali
”.

 

La gallerista romantica Charlotte ( style='mso-bidi-font-weight:normal'>Kristin Davis), che s’innamora spesso
di uomini sbagliati.

 

L’avvocatessa cinica e femminista Miranda ( style='mso-bidi-font-weight:normal'>Cynthia Nixon), soprannominata
“principessa di ghiaccio” dopo aver esclamato che “non ci sono uomini trentenni disponibili sulla piazza di New York:
Giuliani li ha fatti sloggiare insieme ai barboni
”.

 

Quando sono insieme, le quattro donne ne combinano
di tutti i colori: rimorchiano il bello di turno alla mostra d’arte o per
strada, riesumano l’ex per una notte e via, infilano un conoscente tra le
lenzuola di un’amica, sottraggono il bisessuale all’omosessuale per poi
restituirlo dopo averlo “usato”, escono di casa su sandali da quattrocento
dollari e mai senza i preservativi nella borsetta.

 

Ma di fronte a tanta spregiudicatezza, le nostre
nascondono un desiderio neanche tanto nascosto: trovare l’uomo della vita e
portarlo, oltre che a letto, verso l’altare
; tanto per risolvere quell’” style='mso-bidi-font-style:normal'>enigma della Sfinge” a cui fa
riferimento Carrie in uno dei suoi articoli: “perche’ ci sono cosi’ tante donne nubili e cosi’ pochi scapoli?”.

 

La serie ideata e prodotta da Darren Star
trae origine dall’omonimo best-seller
di Candice Bushnell, giornalista mondana del New York Observer.

 

Al femminile anche la regia: tra coloro che si
alternano dietro la macchina si notano Susan Seidelman (Cercasi Susan disperatamente), Allison MacLean (“pupilla” di
Quentin Tarantino) e Nicole Holofcener (Parlando
e sparlando
).

 

Patricia Field, proprietaria del negozio omonimo
sull’Ottava strada a Greenwich Village, ha curato i costumi accostando
vecchie borse di Gucci a camicette di Chanel e bustini Dolce & Gabbana,
sull’onda della moda “da strada” che furoreggia nella Grande Mela.

 

La colonna sonora e’ composta da Douglas J.
Cuomo.

 

La serie si e’ aggiudicata 8 Golden Globes e 5 Emmy Awards (gli Oscar Tv).

 

La rockstar John Bon Jovi è comparsa in un style='mso-bidi-font-style:normal'>cameo, alla stessa stregua di Alanis Morrisette.

 

Le confidenze sessuali che si scambiano le quattro
complici sono state giudicate dal New
York Times
superiori a quelle di Eyes
Wide Shut
di Stanley Kubrick; come quando Carrie scrive che “ style='mso-bidi-font-style:normal'>gli uomini sopra i quaranta sono come i
cruciverba della domenica: difficili, complicati e non sei mai sicura di avere
la risposta giusta”. O come quando si lancia disillusa in un corsivo che
paragona la Grande Mela ad un Grande Bluff: “qui a New York non si fa colazione da Tiffany, ma alle 7 del mattino;
non ci sono storie da ricordare ma solo da dimenticare
”.

 

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