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Starsky ed Hutch IL FILM

Articolo tratto da Repubblica del 6 giugno 2004

SBARCANO AL CINEMA GLI AGENTI CHECAMBIARONO LA TELEVISIONE

“Da ragazzino giocavo a Starsky e Hutch, in genere facevo Starsky ma se non c’erano amichetti biondi, mi mettevo una parrucca e facevo Hutch. Perché oggi, a 39 anni, non avrei dovuto riprendere il gioco?”. Bel Stiller giustifica così l’entusiasmo con cui ha accettato il ruolo di Starsky, quello bruno, in Starsky celebri degli anni Settanta. “La serie è andata in onda dal settembre del ‘75 all’ottobre del ‘79, poi sono venute fuori molte imitazioni, ma l’originale è ancora nel cuore di tutti quelli della mia generazione, perché andava oltre la vicenda di due poliziotti”, dice Stiller.

In che senso oltre?
“Al contrario dei poliziotti visti fino ad allora, al cinema o in tv, sempre in uniforme o in giacca e cravatta, Starsky e Hutch erano vestiti proprio come i giovani degli anni Settanta, avevano i capelli lunghi secondo la moda del tempo, il linguaggio era quello della strada, si parlava di erba e di canne, la musica era quella che si ascoltava in discoteca. In genere i ragazzi non amano i poliziotti, ma loro diventarono modelli da imitare. Perciò la serie ha rappresentato una svolta rivoluzionaria nel genere”.

Come attore che cosa la attrae?
“Intanto il piacere di guidare una Torino Red Tomato originale è un piacere impagabile e per fortuna che nel ‘76 la Ford ne produsse mille esemplari, non è stato difficile averla. Poi sono divertenti i caratteri. Starsky e Hutch, pur impegnandosi in indagini serie e pericolose contro i criminali, non si prendono sul serio, non fanno gli eroi, non disdegnano incontri occasionali con le donne, frequentano luoghi e tipi poco raccomandabili, ai limiti della legalità. E ci sono molte situazioni comiche. Sono amico di Owen Wilson, abbiamo lavorato spesso insieme, l’intesa è stata immediata, le risse tra noi credibili. Le riprese sono state puro divertimento e alla fine, quando compaiono i due interpreti originali, mi sono veramente commosso”.

Quando e dove è ambientato il film?
“Esattamente come la serie, negli anni Settanta e a Bay City, California che, malgrado siano passati trent’anni, non è molto cambiata. La vicenda del film richiama la realtà di allora, ha la stessa linearità, senza computer ed effetti speciali. Oggi può apparire romantica, suscitare nostalgia, la malavita era diversa, i criminali meno feroci, avevano comunque un codice d’onore”.

Come tutti i grandi comici lei è ignorato dall’Academy…
“Quando ero più giovane ci stavo male, mi arrabbiavo pensando alla difficoltà di far ridere, molto più difficile che scatenare fiumi di lacrime, e allo snobismo di quelli dell’Academy. Oggi non è un problema, incontro tante persone che mi ringraziano perché li ho fatti ridere, vale molto più di un Oscar”.
(9 giugno 2004)

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