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Starsky ed Hutch

Il commento di Aldo Grasso

Grazie a loro l’Italia si innamorò dei serial

In Italia erano arrivati nel 1979, sulla seconda rete (il giovedì sera, in prima serata), e subito si erano imposti come due imbattibili, audaci, allegri agenti di polizia in borghese. Vestiti di giubbotti in pelle, jeans e scarpe da tennis, i due esibivano una mira infallibile e si muovevano con l’agilità di acrobati. Alle dipendenze del capitano di colore Dobey, uomo massiccio e un po’ burbero, Starsky e Hutch facevano base in un ristorante-bar gestito dal loro confidente Huggy. Più tardi, questa loro gaiezza e questo loro anticonformismo sarebbero stati letti come indizio neanche tanto criptico di omosessualità, cosa un po’ strana per due poliziotti. Ma allora, sul declinare dei Settanta, non ci si poneva questi problemi. Perché il telefilm nasceva solo al maschile, come B movie, supportato da generi forti come il western e il poliziesco che mal tolleravano la presenza femminile. Starsky Hutch vivono, nella serialità e nella replica, in un eterno presente: il salto nel cinema significa soltanto che anche la tv funziona come immaginario, deposito di storie e passioni.

Creati da William Blinn, prodotti dai grandi Aaron Spelling e Leonard Goldberg, Starsky (Michael Glaser) e Hutch (David Soul) per cinque lunghe serie, dal 1975 al 1979, hanno rappresentato il felice incontro con la serialità americana, con l’avventura allo stato puro, con lo stile energico con cui le vicende si legano e si dipanano, si sostengono e si rilanciano nell’obbligatorietà degli appuntamenti settimanali. Come scrivono Leo Damerini e Fabrizio Margaria nel loro Dizionario dei telefilm (Garzanti), «i poliziotti Starsky Hutch potrebbero anche fare a meno delle sirene: le sgommate e i testacoda della macchinona rossa fiammante (una Ford Torino) con la quale sono in servizio, annunciano il loro arrivo a quei criminali di Los Angeles contro i quali combattono giorno dopo giorno. I due protagonisti si completano a vicenda: il riccioluto David Starsky è un uomo d’azione istintivo e impulsivo, Ken Hutchinson, detto Hutch, è il biondo intuitivo che nella maggior parte dei casi trova il bandolo della matassa». Dopo duecento episodi, e qualche critica di «violenza gratuita», la serie è stata interrotta soprattutto per l’esigenza di impegnarsi in nuove esperienze professionali manifestata da Glaser, che si sentiva imprigionato nel ruolo.

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