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Sweet India

Altre curiosità sul telefilm in cantiere della RAI!

 

Un padre indiano di madre inglese, una mamma italiana di religione in parte cattolica e in parte induista, un nonno indiano e tre figli dai 14 ai 20 anni che, malgrado gli insegnamenti del papa’, si sentono profondamente occidentali.

Sono i componenti della famiglia Ragalan, proprietari a Roma del ristorante indiano ‘Sweet India’, da cui prende nome la prima sit-com che la Rai dedica ad una cultura diversa da quella italiana.

‘Sweet India’, ideata e scritta da Stefano Sarcinelli, Carola Silvestrelli e Adelmo Togliani e’ interpretata, nei ruoli principali, da Shel Shapiro, Edy Angelillo e Francesco Foti, prodotta da Rai Fiction e Rai O.O.P./Innovazione Prodotto per la regia di Riccardo Donna. La sit-com e’ un progetto pilota che per ora prevede 15 puntate da venti minuti ciascuna in onda probabilmente a fine primavera dal lunedi’ al venerdi’ su Raidue.

L’idea degli autori e’ quella di affrontare in maniera ironica e surreale l’integrazione di mondi e culture che sta avvenendo nel nostro paese tra le diverse civilta’ ed etnie. Sul set, dove le riprese sono cominciate in questi giorni a Roma, si possono vedere, in cortile, un riscio’ arrivato direttamente da Bombay e una fiammante Vespa anni Cinquanta; nella cucina, due forni tandoori in terracotta, a carbonella, vasellame made in Italy e enormi buste di riso Basmati; nella sala da pranzo troneggia un altarino con Ganesh, il Dio con la testa di elefante al quale la famiglia Ragalan e’ molto devota. La mamma indossa il sari, il papa’ il pujabi, i ragazzi la tunica nella parte superiore e i jeans in quella inferiore.

Riccardo Donna, esperto regista di sit-com e di fiction, entusiasta del progetto, dichiara: “Film come ‘Monsoon wedding’, ‘East is East’ o ‘Sognando Beckham’, che avevo visto molto prima di pensare alla nostra sit-com, raccontano come dovrebbe essere vissuta l’integrazione. Quelli sono film realistici. Il taglio che abbiano voluto dare a ‘Sweet India’  - spiega - e’ quello di un lavoro sempre sopra le righe, al limite del surreale, non facile da realizzare perche’ gli attori devono essere molto ironici.

Le battute sono di taglio alto e la sceneggiatura e’ molto sofisticata. Quando mi hanno offerto questa fiction - continua il regista - mi sono preoccupato soprattutto  della recitazione Era impossibile trovare attori indiani bravi. Cosi’ abbiamo scelto di utilizzare italiani”. Shel Shapiro, da 40 anni in Italia, e’ Amal Ragalan, il nonno, nato a Bangalore, diplomato, ex impiegato di concetto, vecchio saggio. Bizzarro e eccentrico, e’ indiano nel midollo e nel look. Da vecchio saggio si finge un po’ sordo per non essere sempre coinvolto nelle varie beghe di famiglia. Gira per il ristorante ripetendo dei mantra e dispensando pillole di saggezza come “il tempo e’ come il pomodoro, se lo passi in fretta non sa di niente”. Indimenticabile componente del gruppo dei Rockes, Shel Shapiro spiega cosi’ il suo personaggio: “E’ un ruolo molto divertente. Sono un po’ un finto tonto, se mi va partecipo alle beghe di famiglia, se non mi va faccio finta di non capire”.

Shapiro, ormai piu’ attore che cantante, della sit-com che interpreta pensa che sia un soggetto molto interessante “perche’ affronta una problematica attuale, l’integrazione degli extracomunitari nella societa’ italiana. Questo e’ un terreno d’esplorazione molto importante in Italia. In Inghilterra hanno affrontato il problema 30-40 anni fa, ma qui e’ un fenomeno abbastanza nuovo e sono contento che Rai Fiction abbia dedicato a questo argomento una sit-com dimostrando tempismo e sensibilita’ sociale.

 

 

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