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ALIAS - Cala il Sipario

Cala il sipario su uno dei telefilm più lingevi e amati di Rai 2.

Dopo cinque anni di missioni segrete e 105 episodi, è calato il sipario su Sydney Bristow, la spia dai mille travestimenti interpretata da Jennifer Garner.

Martedì 8 e mercoledì 9 agosto, infatti, Raidue ha trasmesso gli episodi conclusivi di «Alias», il telefilm creato nel 2001 da J.J. Abrams.

«Odio gli addii e non riesco neppure a immaginare la mia vita senza queste persone, ma quel giorno non mi vedrete in lacrime» aveva dichiarato la Garner due settimane prima di girare il gran finale, trasmesso negli Stati Uniti lo scorso 22 maggio.

Poco dopo la fine delle riprese, però, l’attrice ha rivelato, davanti alle telecamere del talk-show «Good morning America», di aver ceduto all’emozione proprio alla fine.

Tutta colpa di una telefonata di Ben Affleck, suo marito: «Quando Ben mi ha detto “Sembra incredibile, Jennifer, hai girato centinaia di scene su questo set e ora te ne mancano soltanto due” sono scoppiata a piangere».

Anche per Abrams, co-creatore di «Lost» e regista di «Mission: Impossible III», non è stato facile dire addio: «Avrei tanto voluto dirigere l’episodio finale, ma in quel periodo ero impegnato con la promozione del film e ho dovuto rinunciare».

Jennifer deve molto ad Abrams, che nel 1998 la scelse per la parte di Hannah nel telefilm «Felicity», e che si ricordò di lei, tre anni dopo, quando ebbe l’idea di «Alias», una spy-story in cui il personaggio principale è una studentessa universitaria che lavora per i servizi segreti.

«In cinque anni abbiamo raccontato tutto quello che potevamo» dice oggi l’attrice. «J.J. e gli altri sceneggiatori sono dei geni e hanno sempre scritto episodi densi di avvenimenti. Le nostre cinque stagioni, quindi, equivalgono a sette di un altro telefilm».

Come è accaduto negli Stati Uniti, anche in Italia «Alias» non ha mai fatto registrare indici d’ascolto altissimi, ma è subito diventato un cult per i suoi fedeli fan, che dal gennaio 2003, quando Raidue mandò in onda il primo episodio, si interrogano sulle origini di Sydney (il padre è una spia americana, la madre è un agente del Kgb) e sui misteri nascosti nelle opere del genio rinascimentale Milo Rambaldi, un intrigo che ha anticipato di alcuni anni quello raccontato da Dan Brown ne «Il Codice Da Vinci».

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