UGLY BETTY

Il calo di ascolto di Ugly Betty...

Tratto da “Il Firenze”

di Claudio Moriconi

Prova di quanto sia ondivago il gradimento del pubblico in fatto di personaggi televisivi arriva dai riscontri di UglyBetty la serie prontamente importata dall’Italia che lo scorso maggio registrò all’esordio perfino il 5 per cento di share.

Della storia di Betty la racchia Suarez si sa talmente tutto da avere spremuto il limone oltremisura, tanto che gli ultimi episodi della prima stagione trasmessi dal canale giovanilista

di Mediaset, si sono attestati su una media del 7,5 perdendo la metà dei fans in una sola estate.

Probabile che ad influire sul calo di ascolti sia stata la decisione di sfruttare il successo della serie, dirottando repliche e inediti sul digitale terrestre Premium per poi riprendere in chiaro a settembre. Oppure, che sia avvenuto un semplice effetto rigetto, un po’ com’era accaduto per l’inflazionamento di Lost.

Ma se l’isola dei misteriosi può contare sul fascino da serial di gran pregio, nella semplice vicenda della goffa ispanica alle prese con il plastificato mondo della moda americana, gli elementi per catturare il nostro pubblico si sono rivelati più deboli, vedi l’umorismo spesso difficile da rendere in fase di doppiaggio, per via dei doppi sensi ed intraducibili allusioni di costume.

Oltre ad un culto per il capo firmato francamente stucchevole, almeno per lo spettatore made in Italy.

Diffusa com’è, Ugly Betty rimarrà un esempio di maschera applicabile con successo al brutto anatroccolo di turno.

Ma temo che i ventidue episodi della seconda stagione avranno una collocazione più defilata.

Non a causa di Betty, ma di una storia che non coinvolge.

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