
Il futuro non sarà mai più come prima.
Forse anche quello delle serie tv.
In un avvenire prossimo remoto, i terminator rischiano di diventare deus ex machina in tutti i sensi. O forse lo sono già, chissà. Del doman non v’è certezza, e se si parla della saga di Terminator, ancora meno. E’ il tempo, infatti, la variabile impazzita che permette un link tra piccolo e grande schermo, in una sorta di spin-off cine-televisivo che è nel contempo sequel (de Il Giorno del Giudizio, il secondo film della saga di Terminator, 1991) e prequel (de Le Macchine ribelli: il terzo capitolo del 2003, nonchè del prossimo Terminator: Salvation, atteso nel 2009). Che la verità e il destino dell’umanità stiano nel mezzo?
Spazio (temporale), 1999.
Come in un videogioco, Sarah Connor (Lena Headey) ricomincia da (quasi) zero. E’ appena uscita indenne da una lotta senza respiro con le macchine che volevano eliminare il figlio John (Thomas Dekker), futuro leader della resistenza umana. Più preoccupata dell’educazione di John che di essere ricercata dal F.B.I., Sarah si trova a rivestire i panni dell’eroina a protezione del figlio sedicenne. Quest’ultimo stringe amicizia con la misteriosa compagna di scuola Cameron Phillips (Summer Glau), la quale in realtà è un terminator inviato dal 2027 con la missione di proteggere l’attuale John Connor dall’ombra di quello che diventerà, ma anche dalla sua stanchezza di scappare, di essere considerato il “messia”. Di non essere normale.
Al motto di “nessuno è mai al sicuro”, il tris di protagonisti compie un salto temporale nel 2007 per fermare l’olocausto: il sistema di difesa Skynet comincerà l’attività il 19 aprile 2011, dichiarerà guerra al genere umano e dopo 2 giorni scatenerà un cataclisma nucleare.
Ma il forward, non è senza conseguenze.
Si scopre che la morte di Sarah è avvenuta il 4 dicembre 2005 (e per questo evitata), mentre la tragedia delle Torri Gemelle del 11 settembre 2001 assume il sapore di una leggenda alle orecchie di chi non l’ha vissuta mentre accadeva nel presente.
“Non posso immaginare 3 miliardi di morti - commenta Sarah alla notizia - ma ne posso immaginare 3 mila. Posso immaginare aerei che si schiantano contro i grattacieli e posso immaginare gli incendi. Se lo avessi visto coi miei occhi, se fossi stata lì, sono sicura che avrei pensato che la fine era vicina. Sono sicura che avrei pensato che avessimo fallito”.
Infine, cronologicamente, il salto in avanti è servito alla produzione per smarcarsi da quanto avvenuto nel terzo capitolo cinematografico - ambientato nel 2004 - e per linkarsi al prossimo, dove non mancheranno i riferimenti alle vicende del serial.
Il trio di fuggitivi trova un prezioso alleato nell’agente del F.B.I. James Ellison (Richard Timothy Jones), lanciato sulle loro tracce in cerca di risposte sui terminator. Tra le altre figure di spicco emergono Derek Reese (Brian Austin Green), lo zio di John pieno di dubbi sul destino del nipote; la bella Riley (Leven Rambin), la miglior amica (e qualcosa di più) del sedicenne protagonista, simbolo di quella libertà di scegliere ed amare alla quale John deve rinunciare, non senza rimorsi, per il bene dell’umanità; Catherine Weaver (Shirley Manson), a capo di quella Zeira Corp. che potrebbe fornire alcune chiavi per uscire da un destino apocalittico o che rischia di diventare la fabbrica dei futuri cyborg sotto il nome di Skynet; Cromartie (Garrett Dillahunt), l’apparentemente indistruttibile terminator - modello T-888 - inviato per eliminare John Connor.
Lena Headey è di origini inglesi ma è nata alle Burmuda. Si è fatta notare al pubblico internazionale nelle vesti della Regina Gorgo nella pellicola cult 300: nel 2009 è attesa al cinema nel fanta-thriller Tell-Tale - tratto da un breve racconto di Edgar Allan Poe (”The Tell Tale Heart”, del 1849) - e nell’ipnotico Laid to Rest, al fianco, ancora una volta, di Thomas Dekker.
Quest’ultimo, già vincitore di 4 Young Artist Awards, ha esordito alla regia nel 2008 con il film Whore (tra i protagonisti, l’immancabile Lena Headey!), si era già fatto notare in Heroes (nella parte di Zack) oltre che guest-star di altre serie tv come Dr.House, Shark, CSI - Scena del crimine, Settimo Cielo, ER, Boston Public, Seinfeld…Nel 2009 lo ha scelto Nick Cassavetes per My Sister’s Keeper (al fianco di Cameron Diaz ed Alec Baldwin), mentre meno impegnativo sarà il ruolo nell’horror All about Evil.
Summer Glau, vincitrice di 2 Saturn Awards (gli Oscar della fantascienza), di cui uno proprio per il ruolo di Cameron, è la vera rivelazione del telefilm. E’ tra le muse ispiratrici di Joss Whedon - l’ideatore di Buffy - che l’ha scelta sia per le serie Angel, Firefly e per il film-sequel Serenity, sfruttando in tutte le apparizioni le sue doti di esperta ballerina. Nel 2008 Summer è stata inserita nella Top 10 delle donne più sexy del pianeta dalla rivista specializzata “Wizard”.
Il “redivivo” Brian Austin Green - l’indimenticabile David di Beverly Hills, 90210 - conosce la sua (ri)affermazione dopo il tentativo flop di tornare al piccolo schermo in Freddie (2005).
Già di culto l’interpretazione della scozzese Shirley Manson, leader della rock-band dei Garbage, mentre il ruolo del malvagio terminator ha spalancato a Garret Dillahunt le porte del cinema (nel 2009: in The Last House on the Left, The Road e Burning Bright).
La serie in America è risultata al debutto la più vista negli ultimi 2 anni nel pubblico totale, la più seguita negli ultimi 3 anni nel pubblico 18-49 anni e la regina d’ascolti negli ultimi 8 anni di palinsesto di FOX, il canale a “stelle e strisce” che la trasmette.
I produttori esecutivi del telefilm sono Josh Friedman, John Wirth, Mario Kassar, Joel Michaels, Andrew Vajna (il terz’ultimo già produttore del secondo, terzo e quarto capitolo cinematografico, gli ultimi due impegnati nel terzo e nel quarto); David Nutter e James Middleton firmano la puntata pilota, il primo altresì da illuminato regista (sua la regia e la produzione del fanta-cult cine-tv X-Files).
La palpitante colonna sonora è affidata a Bear McCreary.
Le riprese sono state effettuate in California (per gli interni: a Los Angeles e negli studi di Burbank della Warner) e nel New Mexico (per gli esterni: a Albuquerque e Barelas Railyard).

Sutterina








