E’ stato il piu’ geniale giocatore di tennis di ogni epoca.
Nato a Parigi il 2 Luglio 1904, da una famiglia ricca, fabbricanti di automobili, si appassiono’ al tennis dopo un viaggio a Londra con il padre.
A 15 anni comincio’ a giocare, attirando, da li’ a poco l’attenzione di Cochet e Borotra.
Lacoste, non aveva un fisico atletico, era magro e timido.
Suo padre gli permise di occuparsi del tennis a una condizione, che diventasse il piu’ forte del mondo entro 5 anni, altrimenti avrebbe dovuto smettere e occuparsi degli affari di famiglia.
Lacoste si butto’ anima e corpo, tre ore di allenamento fisico ogni mattina e 3 ore di allenamento sul campo. Provava e riprovava i suoi colpi sino a raggiungere la perfezione.
Non aveva il servizio devastante di Tilden o Vines o la velocita’ di Borotra’ o il gioco talentuoso di mezzo-volo di Cochet, suppliva con un servizio debole ma ben piazzato.
Non aveva winner, ma poteva mettere 10 colpi sia di diritto che di rovescio con precisione millimetrica. Non sbagliava mai, grazie ai meticolosi allenamenti.
Se veniva attaccato, era capace di infilare passanti lenti ma furbi o difendersi con fantastici lob.
Il muro della sua villa era consumato a forza di sopportare il rimbalzo di palline.
Dopo le 6 ore di allenamento, in casa riprovava i colpi a vuoto davanti allo specchio.
Una volta aveva perso il servizio, non riusciva piu’ a battere. Quando, alla fine si accorse che dipendeva dal fatto che faceva un movimento troppo raccolto per non distruggere il lampadario di casa.
Quando se ne rese conto, mando’ in 1000 pezzi il lampadario e chiese di alloggiare anche all’estero in camere di hotel senza lampadario. In compenso ritrovo’ il servizio.
Il resto del tempo lo passava appuntando le idee e le osservazioni riguardanti i suoi avversari, da Tilden a Johnston ai suoi compagni di Davis. Trovava cosi’ le debolezze e il modo per battere gente piu’ dotata di lui.
Per battere Tilden, il grande americano, noto’ che Bill amava colpire la palla molto dopo il rimbalzo, cosi’ Lacoste gli dava palle lunghe, centrali e morbide, contro le quali Tilden non poteva chiudere il punto. Poi le alternava con cross stretti e corti, per attirare Tilden a rete e passarlo. La tattica riusci’ e la Francia strappo’ la Davis agli USA nel 1927 grazie proprio a una vittoria sul 2-2 di Lacoste su Tilden. La Francia detenne la coppa sino al 1932. Lacoste fu prima giocatore sino al 1928 e poi capitano nel 31 e 32.
Nal 1925 vinse il Roland Garros e a Wimbledon vinse singolo, doppio e doppio misto con la divina Lenglen, che si aggiudico’ anche il singolo femminile e il doppio femminile. Un vero dominio francese.
Si ritirò dal tennis giocato dopo il titolo al Roland Garros del 1929, per occuparsi di mille idee e iniziative, a soli 25 anni.
Il genio di Lacoste si esprimeva anche fuori dal campo. Per allenarsi, invento’ la prima macchina lanciapalle. Per giocare a tennis in maniera piu’ comoda, trasformo’ le normali camice in “POLO” o “LACOSTE” come le conosciamo oggi.
Col marchio del coccodrillo, suo soprannome, mise in piedi una grande industria di vestiario sportivo, fiorente ancora oggi.
Tra le altre invenzioni, progetti in campo areonautico e la famosa T2000 del 1967, la prima racchetta in metallo con la quale Connors gioco’ quasi tutta la sua carriera.
In vecchiaia progetto’ la racchetta Lacoste, utilizzata da Forget, suo protetto.
Oltre a una linea per il Golf, sport nel quale la moglie e’ stata campionessa di Francia e la figlia campionessa degli US OPEN nel 1967.
Del 1928 il suo capolavoro, il libro LACOSTE ON TENNIS, un manuale di tennis fondamentale per molti anni e ancora attuale sotto molti aspetti.
Lacoste mori’ a St. Jean-de-Luz in Francia 12/10/1996, Forget lo andava a trovare quando aveva bisogno di consigli intelligenti.
Una curiosita’. il soprannome coccodrillo, gli fu dato dai suoi compagni di Davis.
Il giovane Rene’ nel 1926 vide una borsa di coccodrillo in un negozio negli stati uniti, e chiese al capitano di Davis francese Gillou, se poteva regalagli la borsa se avessero vinto il suo incontro di Davis contro Tilden.
Lacoste batte’ Tilden ma niente borsa di Coccodrillo. Il soprannome pero’ rimase. Un suo amico gli disegno’ un coccodrillo da attaccare sulla giacca. E anche il simbolo rimase.
Ecco la storia raccontata direttamente da Lacoste
“La presse américaine m’a surnommé “Le Crocodile” à la suite d’un pari que j’avais fait avec le Capitaine de l’Équipe de France de coupe Davis. Il m’avait promis une valise en crocodile si je remportais un match important pour notre équipe. Le public américain a retenu ce surnom qui soulignait la ténacité dont je faisais preuve sur les courts de tennis, en ne lâchant jamais ma proie ! Mon ami Robert George me dessina alors un crocodile qui fut brodé sur le blazer que je portais sur les courts.”
GRAND SLAM RECORD
French Singles 1925, 27, 29
Singles finalist 1926, 28
Doubles 1925, 29
Doubles finalist 1927
Wimbledon Singles 1925, 28
Singles finalist 1924
Doubles 1925
U.S. Singles 1926-27
Mixed finalist 1926, 27

Sara Trubiani









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