
Da ora in poi, i tennisti potranno chiedere l’instant-replay di chiamate che giudicano sbagliate.
il sistema utilizzato e’ il cosi’ detto Occhio di falco o Hawk-Eye, un insieme di telecamere e computers che seguono la pallina in ogni movimento ricreandone un’immagine virtuale che toglie ogni dubbio su chiamate contestate.
Il sistema e’ utilizzato dalla TV gia’ da tempo ma solo a fini spettacolari e non faceva fede a fine di modificare le decisioni dell’arbitro di sedia.
Ogni tennista avra’ due chiamate a set, se avra’ ragione, non verranno scalate, se avra’ torto, verra’ cancellata una delle due chiamate.
Le chiamate non utilizzate in un set non potranno essere utilizzate nel set successivo
Un’ulteriore chiamata sara’ concessa in caso di tie-break.
Unanime il consenso dei tennisti che si trovano piu’ protetti e non avranno il peso psicologico di aver subito un’ingiustizia.
In realta’ non e’ una completa novita’. Nel tennis gia’ da anni esistono alcuni sistemi elettronici che aiutano i giudici di linea, come il “ciclope”, macchina che suana quando un servizio e’ lungo.
O il dispositivo che segnala se la pallina tocca il nastro quanto si e’ in battuta.
La possibilita’ poi di contestare la chiamata esisteva anche prima, limitatamente alla terra battuta, dove, un tennista poteva chiamare l’arbitro di sedia a controllare la traccia lasciata dalla pallina.
Col nuovo sistema niente piu’ dubbi, schermi giganti faranno partecipare anche gli spettatori alla disputa.
Certo, dovremo rinunciare alle scenate di McEnroe e a frasi come “Non puoi essere serio!!” o alla storica frase sparata da Mc ad un vecchio arbitro “se quella palla era fuori tu sei un cappellone!!!”.
Altra nota negativa, l’enorme costo delle apparecchiature e la conseguente impossibilita ad usarle su campi secondari o nei tornei minori.

Sara Trubiani








