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Occhio di falco e vista da talpa

L'hawk eye ha fatto la sua apparizione ufficiale negli Us Open 2006, liberando i giudici di sedia dalle angosciose decisioni di over rule. Ma il sistema è veramente a prova di falco?

Basta con gli errori arbitrali. Qualche anno fa si diceva che la tecnologia in campo avrebbe sicuramente migliorato lo spettacolo, riducendo tempi morti e inutili battibecchi tra giocatori ed arbitri (McEnroe docet). E così ecco l’hawk eye, l’occhio di falco elettronico, capace di seguire la traiettoria dei colpi e giudicarli insindacabilmente in or out, alla sua prima apparizione negli Us Open del 2006, e poi a seguire gli altri Tornei del Grand Slam. Persino Wimbledon aveva accettato di accoglierlo nel proprio tempio del tennis. Ed ora gli incontri sono scanditi dalle presenze dell’arguto “volatile” in campo, a cui i giocatori si appellano sperando nella clemenza piuttosto che nella sua presunta e proverbiale vista infallibile.

Il moviolone, a cui i tennisti possono ricorrere due volte per set più una opportunità nel tie-break, è un sistema computerizzato che replica sul tabellone la traiettoria seguita dalla pallina per verificare la bontà del punto. Molti tennisti si sono sempre dimostrati scettici all’utilizzo dell’occhio di falco in campo, primo tra tutti il campione elvetico Roger Federer, attuale numero due della classifica ATP che, a detta di molti, fa un uso dell’hawk eye non sempre ortodosso, considerato che le sue chiamate sono a dir poco speranze di miracoli.

In ogni caso dopo l’evidente errore del falco nell’incontro dei quarti di finale di Indian Wells 2009 tra Andy Murray e Ivan Ljubicic, i suoi detrattori sono diventati più numerosi. Su una palla break importantissima sul 4-4 del secondo set, giudicata correttamente out dal giudice di sedia, lo scozzese ha richiesto il falco che, invece, ha collocato la pallina sulla riga. L’arbitro di sedia, di fronte all’evidente errore, è stato costretto a chiedere la ripetizione del punto.

L’utilizzo del falco è senza dubbio spettacolare e d’effetto, suscitando sempre l’apprezzamento e il divertimento del pubblico. Tuttavia si è notata una minore iniziativa degli arbitri di sedia, che intervengono sempre più raramente con gli over rule, sentendosi inadeguati vista l’insindacabilità del mezzo elettronico. Senza nulla togliere ad uno strumento fondamentale, forse l’occhio di falco avrebbe bisogno di una piccola visita dall’oculista semplicemente per correggere qualche errore di “rifrazione”.