Nella splendida cornice di Castellaneta Marina, cittadina in provincia di Taranto che già ci ha portato bene in altre occasioni, le nostre giocatrici hanno sbranato le temibili russe, come nella savana le leonesse sono solite fare con le gazzelle impaurite. E’ pur vero che erano vicine allo zoo-safari di Fasano, ma di certo nessuno si aspettava un esito del genere. Anche perché, vista la stazza di alcune russe, tutto potevano sembrare tranne che gazzelle. Le due rappresentative si erano incontrate solo quattro volte prima di questo turno, e le ex-sovietiche avevano sempre avuto la meglio. Stavolta la storia, che non si è ripetuta alla vichiana maniera, ha avuto un finale diverso, con le azzurre che si sono imposte con un netto 4-1.
Ha cominciato Flavia Pennetta, che nell’incontro disputato sabato 25 aprile contro la Anna Džambulilovna Chakvetadze, è scesa in campo molto determinata. L’incontro era comunque rimasto equilibrato fino al sesto gioco del primo set, dove ha improvvisamente cambiato direzione con un break conquistato dalla nostra Flavia. Da quel momento la russa ha perso completamente la concentrazione, finendo rovisamente con un cappotto nel secondo set. Risultato finale: 6-4 6-0.
Nel secondo singolare, la leonessa (questa sì per definizione) Francesca Schiavone ha battuto, anche inaspettatamente, la numero 9 della classifica mondiale Wta Svetlana Kuznetsova. Francesca, dopo il primo set appannaggio della russa, si è schiarita le idee, ha tirato fuori gli artigli e piazzato numerosi punti decisivi, vincendo i successivi due set. Una grande soddisfazione per la Schiavone (n. 44 del mondo) e per tutti gli italiani, che hanno concluso la prima giornata di gara in vantaggio per 2-0. Risultato definitivo: 1-6 6-2 6-3
Come ha confermato Nicola Pietrangeli in una intervista dopo partita, in Davis (e vale lo stesso per la Fed Cup) si dice che, quando si è in vantaggio per 2-0, prima o poi il terzo punto lo si trova per strada. Una strada che è comunque cominciata in salita questa mattina, quando Flavia Pennetta, mai in partita, è stata messa sotto scacco dal dritto della rinata Kuznetsova. Un passaggio a vuoto che poteva costar caro, ma che comunque è ammissibile in un evento a squadre che si disputa su cinque incontri. Risultato finale: 0-6 3-6.
Nell’incontro successivo, Francesca Schiavone si è trovata a sorpresa di fronte la giovane Anastasia Pavlyuchenkova, attuale n. 27 del ranking mondiale. La diciassettenne russa sarà sicuramente una campionessa nel prossimo futuro, incisiva nei punti decisivi con fondamentali già affinati. Peccato per lei, ma buon per noi, che la Schiavone abbia tirato fuori tutta la sua proverbiale grinta e si sia aggiudicata l’incontro per 7-6 4-6 6-2.
A festeggiamenti avvenuti, la coppia formata da Sara Errani e Roberta Vinci ha avuto la meglio contro Anastasia Pavlyuchenkova, costretta agli straordinari, e Nadia Petrova. Incontro ormai non più decisivo, ha comunque dato un ulteriore punto all’Italia ed ha rafforzato ancor di più la nostra autostima. Risultato finale: 1-6 6-3 6-4.
Le nostre ragazze non hanno avuto esitazioni o timori reverenziali verso le colleghe russe, che sulla carta avrebbero dovuto avere qualche chance in più. Ma in Fed Cup non vale soltanto la classifica Wta, quello che conta è il cuore e tutte le nostre atlete l’hanno buttato oltre la rete, non si sono risparmiate e hanno regalato all’Italia la terza finale in quattro anni. Le bambole russe hanno dovuto cedere all’italian style del nostro tennis femminile. Grazie ragazze!

Sara Trubiani








