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Bentornato Roger!

Nadal-Federer, la finale più attesa del Masters 1000 “Mutua Madrilena Madrid Open”. Il ventesimo atto della sfida tra i numeri uno e due del mondo si è concluso, contro ogni pronostico, a favore dello svizzero.

“La caduta degli Dei”, “Federer pronto al ritiro?”. Solo per citare alcuni titoli di articoli usciti fino alla scorsa settimana. Fino a qualche giorno fa, il numero due del mondo Roger Federer era dato per spacciato, al termine della carriera, in declino irreversibile, incapace di reagire alla presunta sudditanza psicologica nei confronti di Rafael Nadal.

E’ pur vero che nei diciannove incontri disputati il mancino di Manacor si è imposto per tredici volte. Ancora più impressionante il parziale a favore di Rafa se si considera esclusivamente la terra rossa, con nove vittorie a una, con gli ultimi cinque incontri tutti vinti da Nadal. Nella testa di Roger tutto questo ha certamente significato qualcosa in termini di rendimento, ma oggi in trasferta, nella casa del lupo, ha dimostrato a tutti che non è ancora pronto a lasciare la strada spianata allo spagnolo.

L’occasione della rivincita è stata la finale del Masters 1000 “Mutua Madrilena Madrid Open“. L’incontro si è svolto nel campo centrale “Manolo Santana” del circolo la “Caja Magica” di Madrid in un tripudio di bandiere iberiche, con il pubblico apertamente schierato per Nadal, anche se esemplare nella sua sportività. Sulle prime sembrava un dejà vu delle ultime partite, con prolungati scambi da fondo campo, il diritto di Nadal contro il rovescio di Federer. Ma poi qualcosa è cambiato, l’elvetico è riuscito a strappare il servizio al maiorchino ed il primo set si è concluso 6-4 in suo favore. Il secondo set è stato una sostanziale fotocopia del primo: Rafa non è riuscito a breakare Roger nonostante le opportunità avute mentre l’elvetico trasformava l’unica palla break a disposizione e chiudeva set e match con un periodico 6-4.

Sull’esito della partita, in particolare sul rendimento di Nadal ha inciso la semifinale giocata con Novak Djokovic durata ben tre ore e cinquantasette minuti. Ma non per questo Federer ha avuto strada spianata. Pertanto si può dare il bentornato a Roger Federer, in attesa di vedere un Roland Garros più interessante, almeno con un pronostico non scontato.