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La Coppa Davis va in pensione.

L’annuncio è stato a dir poco scioccante. La famosa ed ambita Coppa Davis, sogno proibito di giocatori e nazioni, rischia di essere sostituita da una sorta di Coppa del Mondo. Alcuni tennisti, tra cui Novak Djokovic, si dicono entusiasti della imminente rivoluzione.

La Coppa Davis nasceva centodieci anni fa, commissionata da un miliardario statunitense appena ventenne, Dwight Davis. La famosa “zuppiera” in puro argento faceva il suo scintillante ingresso nel mondo tennistico. Da allora giocatori, nazioni e tifosi hanno guardato ammirati ed sospiranti all’ambito trofeo. Il più importante torneo tennistico a squadre del mondo rischia di essere messo in soffitta e sostituita da una nuova formula.

Si ipotizza una specie di Mondiale del tennis, da disputarsi ogni due anni, con sede in Europa. Le regole del tennis verrebbero stravolte, con tempi contingentati tra un punto e l’altro e sostituzioni obbligate. Insomma, c’è chi vocifera che si tratti di un modo per adeguarsi ai tempi moderni e al volere, ed ai soldi, degli sponsor.

Alcuni giocatori hanno accolto entusiasticamente la novità. In particolare alcuni big che snobbano la Davis, a causa del suo calendario che male si abbina alle logiche individuali. Tra i fautori della Coppa del Mondo di tennis, il serbo numero tre mondo, Novak Djokovic che vede nel possibile cambiamento una ventata di freschezza ed un’innovazione che farà bene al tennis.

Di altra idea sono i nostri campioni Adriano Panatta e Corrado Barazzutti. “Ma cos’è la pallacanestro?“ si è chiesto Panatta, riferendosi al contingentamento del tempo. Ma soprattutto si sofferma su un aspetto fondamentale della Davis, il suo disputarsi nell’arco di un anno e in varie località al fine di promuovere le varie Nazioni ospitanti e partecipanti. Dello stesso parere è Barazzutti che molto onestamente ammette di non gradire la nuova formula di cui si parla. Il tennis è bello in quanto tale, con i suoi tempi e le sue pause. E la Coppa Davis? E’ un onore parteciparvi ed è impareggiabile vincerla.