Il significato etimologico del termine rilassamento è “ritorno del muscolo” al suo stato normale, e deriva dal latino “relaxatio”.
E’ semplicemente una forma di distensione muscolare che porta all’attivazione o all’aumento della capacità immaginativa, favorendo quindi il benessere.
Rilassarsi è diventato ormai un obbligo nella società in cui viviamo, tutto è un susseguirsi di avvenimenti, tutto sfugge, così come il naturale benessere ed il naturale approccio alla vita di tutti i giorni ha ormai lasciato spazio allo stress.
Spesso, lo stress, si manifesta nei seguenti modi:
- aumento della frequenza respiratoria e cardiaca
- aumento del tono della muscolatura scheletrica
- vasocostrizione periferica
- diminuzione della resistenza cutanea
Diverse sono le modalità con cui riappropriarsi del giusto rilassamento:
- visualizzazioni immaginate, accompagnate da musiche adeguate, possono ricondurci sulla via della distensione, della serenità e quindi ad un nuovo stato di benessere
- aromaterapia, i profumi della natura aiutano il nostro organismo a recuperare l’ ideale benessere
- musicoterapia, poiché l’influenza della musica sull’equilibrio psicofisico dell’uomo è molto forte, ne traggono pertanto effetti positivi la respirazione, il battito cardiaco e la pressione sanguigna
- massaggi, aiutano a decontrarre i muscoli e sciogliere le tensioni
- meditazione, tutta una serie di pratiche che portano ad aumentare la concentrazione e consapevolezza di se stessi, quindi a migliorare la qualità della vita
Queste ed altre tecniche provenienti da varie tradizioni hanno lo scopo di riportare il benessere nel nostro organismo facendoci riappropriare del nostro corpo e di quelle capacità di auto guarigione che quest’ultimo porta con sé ma che spesso non riescono ad attivarsi.
La parola d’ordine è rilassarsi, ogni giorno, e non solo quando abbiamo tempo; occorre che questo termine entri a far parte attivamente della vita di ciascuno di noi perché solo così potremmo essere pronti ad affrontare gli “ostacoli” che troveremo durante il cammino.

Marco Arnaboldi








