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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Una Thailandia da spiaggia</title>
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	<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>mare_e_isole</category><category>hua hin</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La Thailandia è famosa per le sue numerose isole, ricche di flora e fauna tropicali, bellissime spiagge, mare incontaminato e fondali per indimenticabili immersioni, tutto a stretto contatto con la natura. Tra le isole Hua Hin , in particolare, è diventata molto popolare tra i visitatori stranieri grazie all&#8217;atmosfera salubre che vi si respira e per la caratteristica di essere rimasta ancora un luogo tranquillo e rilassato, non colpita dal turismo di massa. </p>
<p>Questa graziosa cittadina sulla spiaggia, meta preferita dai monarchi tailandesi, è una località balneare che, tra le tante proposte, si avvale anche della novità dell&#8217; Hyatt Regency Huan Hin . Il lussuoso Resort, situato a 230 km a sud da Bangkok , gode di una spiaggia lunga oltre 200 metri, circondato da 12 ettari di giardini tropicali con piante esotiche e secolari. Offre 204 eleganti camere e dispone di diverse piscine comunicanti, uno scivolo ad acqua lungo 22 metri e alto sette ed una piscina con spiaggia. </p>
<p>Quattro ristoranti e bar offrono cucina tradizionale thai, cucina italiana, specialità di pesce fresco e noodles asiatici. Per gennaio 2007 è prevista l&#8217;apertura del The Barai , un complesso di otto esclusive SPA Suite pronte a ritemprare mente, corpo e spirito nel relax più totale. Il nome deriva da “baray”, un grande bacino artificiale realizzato dagli antichi Khmer per incanalare le acque di irrigazione, importante risorsa di vita che apportava benessere e serenità alla popolazione: a distanza di secoli il ruolo del Baray non cambia. </p>
<p>Le otto spa suite sono state ideate per i trattamenti e anche per i soggiorni: le Barai Residence al piano terra dispongono di una veranda con piscina privata e giardino, mentre quelle al piano superiore hanno ampi balconi e una bellissima vista sul Golfo della Thailandia . 18 suite private sono destinate invece ad uso esclusivo per i trattamenti, ognuna dotata  a non è stata colpita dal turismo di massa. &#8216;la natura. o e fondali per indimenticabili simmersidi piscina esterna, doccia a pioggia, un&#8217;area relax con letto Thai per trattamenti della tradizione tailandese, spogliatoio. </p>
<p>Tre suite doppie garantiscono esclusivi trattamenti di idroterapia oltre a trattamenti Vichy e bagno turco. Inoltre massaggi rilassanti secondo l&#8217;antica tradizione Khmer e rituali di benessere Thai , le migliori terapie occidentali e sessioni di meditazione e yoga nel cortile interno ricoperto di sabbia. Per pranzare e cenare di fronte alla spiaggia è stato ristrutturato un padiglione a due piani che prende il nome di McFarland House, risalente al XIX secolo: niente di meglio per godere di uno dei panorami più affascinanti della Thailandia.<br />
Un&#8217;importante manifestazione dal nome Taste of Italy a t ta a promuovere i prodotti alimentari ed il vino italiano e&#8217; organizzata annualmente dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia in collaborazione con l&#8217;ACRIT (Associazione Chef e Ristoratori Italiani in Thailandia) e con la camera di commercio Italo-Thai, in Bangkok (Hilton Hotel) ed a Phuket (Le Meridien Hotel), partecipano numerose aziende italiane, sia direttamente che attraverso distributori o agenti locali.    Altro avvenimento annuale di rilievo e&#8217; il Thanon Pan manifestazione tenuta lungo una strada (thanon significa strada) situata tra Silom Rd. e Sathorn Rd. che ospito&#8217; la prima comunita&#8217; di Italiani (artisti, ingegneri, architetti, ecc.) che si trasferirono e lavorarono in Siam, su invito del Re Chulalongkorn, e furono artefici della costruzione di nuovi palazzi, monumenti, ponti e strade per l&#8217;ammodernamento del Paese (per ulteriori informazioni su &#8220;Gli Italiani alla corte del Siam&#8221; accedere al link <A href="http://www.phuketitalia.com/relazioni_storiche_italo_thailan.htm">relazioni storiche Italo-Thailandesi&#8221; </A>). In questa occasione si celebrano appunto le amichevoli relazioni tra Italia e Thailandia cominciate oltre un secolo fa. Sono previsti spettacoli e performance artistiche sia italiane che thailandesi, un assortimento di prodotti &#8220;made in Italy&#8221;,  nonche&#8217; assaggi di cibo di entrambe le nazioni. Tale avvenimento si svolge di regola nella domenica intorno al 10 dicembre.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061013000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061013000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061013000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061013000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fthailandia%2Finterventi%2F2006%2F10%2F272468.shtml"/></p>
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	<title>Forse riparte la Phuket Air</title>
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	<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>offerte_viaggio_dall_italia</category><category>phuket air</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>“ <EM>Oltre alle modifiche apportate alla lista nera,  intensificheremo il nostro lavoro di verifica su alcuni vettori che operano con frequenza voli passeggeri in Europa </EM>” ha sottolineato il sig. Barrot, vicepresidente della Commissione responsabile per i trasporti. </p>
<p>La Commissione ha proceduto all&#8217;audizione di tutti i vettori aerei e delle autorità nazionali dell&#8217;aviazione civile potenzialmente interessate che ne avevano fatto richiesta. Queste audizioni hanno avuto luogo in seno al comitato di esperti nazionali per la sicurezza aerea incaricato di assistere la Commissione in materia. </p>
<p>Oltre alle modifiche immediate apportate all&#8217;elenco, la Commissione e gli esperti nazionali hanno esaminato altri sei casi particolari. È stata esaminata la situazione in materia di sicurezza di <EM>Pulkovo Aviation, </EM>certificata in Russia, di <EM>Pakistan international Airways </EM>del Pakistan, di <EM>Johnsons Air </EM>del Ghana ed infine di <EM>Ajet </EM>(ex  <EM>Helios Airways </EM>) certificata a Cipro. In tutti questi casi, la Commissione ha ritenuto che alla luce dei criteri di sicurezza aerea applicabili non fosse necessaria una misura di divieto immediato.  La Commissione veglierà però all&#8217;attuazione delle misure correttive annunciate da questi operatori e dalle rispettive autorità di controllo e potrebbe riesaminare nel corso delle prossime settimane l&#8217;opportunità di misure di sicurezza su scala europea. </p>
<p>In sintesi, le principali modifiche rispetto all&#8217;elenco comunitario precedente adottato il 20 giugno scorso (con regolamento n. 910/2006 della Commissione) si possono così riassumere: </p>
<p>1.      Due compagnie sono aggiunte all&#8217;elenco su proposta della Commissione: le due compagnie gemelle <EM>DAS Air Cargo </EM>del Kenya e <EM>Dairo Air Services </EM>dell&#8217;Uganda sono ormai soggette a divieto totale (allegato A) a causa delle gravi carenze in materia di sicurezza in esse individuate nel corso degli ultimi mesi. </p>
<p>2.      Tutte le 27 compagnie certificate nella Repubblica del <EM>Kirghizistan </EM>sono soggette a divieto totale (allegato A) per l&#8217;incapacità dell&#8217;autorità di controllo nazionale di garantirne l&#8217;effettiva supervisione. </p>
<p>3.      Gli elenchi delle compagnie certificate in quattro dei cinque stati già precedentemente soggetti a divieto totale sono stati aggiornati sulla base delle ultime informazioni fornite da questi stessi stati. Questi paesi hanno deciso di ritirare i certificati ad un totale di 68 vettori, i quali  sono stati così costretti a cessare le loro attività. Sono stati quindi tolti dall&#8217;elenco 19 vettori della Repubblica democratica del Congo, 21 della Liberia, 18 della Sierra Leone e 10 dello Swaziland. Per contro, sono state aggiunte all&#8217;elenco 8 compagnie recentemente create nella Repubblica democratica del Congo (allegato A). </p>
<p>4.      La compagnia <EM>Ariana Afghan Airlines </EM>dell&#8217;Afghanistan, avendo venduto l&#8217;unico aereo immatricolato in Francia con il quale era autorizzata ad operare in Europa, è ormai soggetta a divieto totale (allegato A). </p>
<p><EM>5.      Air Services Comores </EM>della Repubblica delle Comore, precedentemente soggetta a divieto totale, è ora soggetta ad una restrizione operativa e potrà operare verso la Comunità con un apparecchio recentemente attrezzato con adeguate dotazioni di sicurezza. </p>
<p><STRONG>Infine, è stato preso atto dei progressi realizzati da <EM>Phuket Air, </EM>certificata in Thailandia, che dal marzo scorso è soggetta a divieto, ma, come nel caso di <EM>Air Koryo, </EM>della Repubblica democratica popolare di Corea, la Commissione ha giudicato prematuro togliere questo vettore dell&#8217;elenc</STRONG>o.</p>
 
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	<title>Nuovo Volo da Milano per Singapore</title>
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	<pubDate>Sun, 07 May 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>offerte_viaggio_dall_italia</category><category>volo dall'italia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Singapore Airlines opererà da Milano Malpensa dal prossimo 20 luglio e sarà l&#8217;unica compagnia aerea con voli diretti dal Nord Italia a Singapore. I voli da Milano a Singapore opereranno il martedì, il giovedì ed il sabato con aeromobili Boeing 777-200ER, configurati con 30 posti in Business e 255 in Economy. La Business Class è dotata di poltrone-letto &#8216;Space Bed&#8217;. Da Singapore, la Sia offre coincidenze per le più importanti città dell&#8217;Australia, della Nuova Zelanda e dell&#8217;Asia (Bali, Manado, Phuket, Bangkok, Manila, Hong Kong, Shanghai e altre). &#8220;Chi viaggia per affari o per turismo potrà ora volare direttamente da Milano a Singapore e scegliere i collegamenti più convenienti per l&#8217;Australia e l&#8217;Asia - dichiara Mr Erwin Widjaja, direttore generale per l&#8217;Italia -. Insieme ai 3 voli settimanali da Roma, la Sia avrà così a disposizione 6 voli settimanali dall&#8217;Italia per Singapore&#8221;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20060507000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20060507000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20060507000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20060507000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fthailandia%2Finterventi%2F2006%2F05%2F254650.shtml"/></p>
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	<item>
	<title>Intoppi per la spedizione sull&#039;Everest di Gariano</title>
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	<pubDate>Sun, 07 May 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>thailandia_politica_e_news</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La gola gli fa ancora male, parecchio. Ma lui, Lorenzo Gariano, lo scalatore imperiese impegnato nella spedizione internazionale che sta tentando di scalare l’Everest, non demorde. «Sono comunque contento che mio fratello Pino, insieme ad altri due compagni - spiega Gariano al satellitare - sia riuscito a raggiungere Katmandu, pur con un elicottero. Ora tornerà indietro, a Imperia, dopo aver vissuto con me un mese di questa esperienza». Ma ora tocca a lui, Lorenzo.«Il forte bruciore alla gola continua e non mi dà tregua - precisa - ho preso antibiotici, mi hanno indebolito. Spero di poter migliorare al più presto, ho voglia di risalire al campo base e continuare la spedizione. Devo assolutamente raggiungere i miei compagni di scalata, loro sono più avanti». Nel frattempo, Gariano si sta allenando, sia pure con moderazione.«Mi trovo a 4200 metri, in un piccolo, sperduto paesino - aggiunge - stamattina ho provato a vedere come andavo e ho fatto una passeggiata di qualche chilometro. Ho preso un sentiero, completamente al di fuori del passaggio. Ho incontrato della gente&#8230; vecchi e bambini che vivono come si viveva centinaia di anni fa: aratro e attrezzi di un tempo. Ho provato una grande emozione nel vederli e nel salutarli». L’unico problema sono i cani randagi.«Di giorno sono molto tranquilli ma di notte cominciano a fare il loro concerto - dice - sembrano coyotes nel deserto. All’inizio era un po’ choccante, ora mi sto abituando». Sensazioni e suggestioni a parte, Gariano ha comunque bene in testa cosa deve fare. «Spero di poter tornare presto, già domani - conferma - sperando che gli antibiotici facciano il loro effetto. Per me è importantissimo stare bene, prima di tutto. Sono già stato a quota 6700 metri e ora, che sono sceso per problemi respiratori, mi sto acclimatando». Il tempo, intanto, fa le bizze. «L’anno scorso era molto bello, ventilato, cieli tersi e visibilità ottima - precisa Gariano - ora, invece, è bello soltanto di giorno, poi nevica spesso&#8230;insomma c’è tanta imprevedibilità&#8230;ed è difficile, parecchio difficile. Speriamo di trovare la “finestra” giusta, vale a dire quello spazio di tempo ideale per arrivare sino in cima</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20060507000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20060507000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20060507000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20060507000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fthailandia%2Finterventi%2F2006%2F05%2F254651.shtml"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>REGOLAMENTAZIONE DEL LAVORO DI STRANIERI IN THAILANDIA</title>
	<link>http://guide.supereva.it/thailandia/interventi/2006/02/244063.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 14 Feb 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>info_business</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0><br />
<TBODY><br />
<TR><br />
<TD class=style3><br />
Sono in tanti quelli che chiedono informazioni su lavoro dipendente in Thailandia. Premesso che non è semplice e facile trovare lavoro, bisogna fare i conti con una economia protetta che di fatto scoraggia l&#8217;assunzione di cittadini stranieri, a favore chiaramente della manod&#8217;opera locale.</p>
<p>Altri accordi, bilaterali e a livello di ASEAN (l&#8217;unione Europea dei paesi del Sud Est Asiatico) favoriscono certamente  gli immigrati dai paesi dell&#8217;area piuttosto che occidentali. Quindi ecco lo schema e che cosa potete fare in Thailandia.</p>
<p></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD class=style3><br />
<B>Se sei attualmente in Italia: </B><br />
Contattare l&#8217;Ambasciata Thailandese o un Consolato e richiedere un Visto Non Immigrant B, questo tipo di Visto è indispensabile per fare richiesta del permesso di lavoro.<br />
Oppure un datore di lavoro in Thailandia può fare domanda per un permesso di lavoro. Dopo che il permesso di lavoro è stato accordato lo straniero può entrare in Thailandia per ricevere il permesso di lavoro e poi cominciare a lavorare.<br />
Ricorda che:<br />
Uno starniero in Thailandia in possesso del visto non-immigrant B può lavorare in Thailandia solo dopo avere ricevuto un permesso di lavoro, in caso di lavoro senza permesso, </p>
<p><B>SANZIONE PENALE CRIMINALE: </B></p>
<p>Carcerazione non oltre i 3 mesi, multa non oltre i 5.000 Baht o ambo le sanzioni penali. In caso di lavoro proibito agli stranieri, le sanzioni diventano, carcerazione non oltre i 5 anni, multa da 2.000 a 100.000 Baht o ambo le sanzioni penali.<br />
Requisiti necessari alla domanda per un permesso di lavoro:<br />
Residenza denunciata presso le competenti autorità dell&#8217;Ufficio Immigrazione.<br />
Attestato scolastico tradotto in Thailandese, che certifica la qualifica per svolgere il lavoro specificato nella richiesta per il permesso di lavoro.<br />
Sanità mentale.<br />
Non soffrire di lebbra o tubercolosi, non essere tossicodipente o alcoolista o non soffrire di elefantiasi.<br />
Non essere stato incarcerato in Thailandia, per violazione delle leggi sull&#8217;immigrazione o per lavoro senza permesso, almeno nell&#8217;ultimo anno prima della domanda. </p>
<p><STRONG>Occupazioni proibite agli Stranieri:<br />
</STRONG></p>
<p>Lavori manuali<br />
Lavori nell&#8217;agricoltura, nell&#8217;allevamento, selvicoltura o pesca che escludono lavoro specializzato in ogni particolare ramo o soprintendenza di fattoria<br />
Muratura, falegnameria o gli altri lavori di costruzione<br />
Intaglio di legno </p>
<p>Autista di qualsiasi mezzo meccanico, escluso pilota di aereo internazionale </p>
<p>Commesso </p>
<p>Vendita all&#8217;asta </p>
<p>Taglio o lavorazione gioielleria </p>
<p>Parucchiere o trattamento di bellezza </p>
<p>Tessitura di stoffe a mano </p>
<p>Produzioni artigianali in pagli, bambù o rattan </p>
<p>Produzione di strumenti musicali thailandesi </p>
<p>Prodotti da oro, argento o lega di oro-rame </p>
<p>Produzione di bambole thailandesi </p>
<p>Produzione di materassi o coperte </p>
<p>Lavorazione della seta a mano </p>
<p>Produzione di immagini di Buddha </p>
<p>Produzione di coltelli o armi da taglio </p>
<p>Produzione di ombrelli di stoffa o carta </p>
<p>Produzione di scarpe e cappelli </p>
<p>Mediazione o agenzia, escluso negli affari commerciali internazionali </p>
<p>Lavoro di ingegneria civile, escluso lavoro altamente specializzato </p>
<p>Lavoro di architettura </p>
<p>Produzione di capi di abbigliamento </p>
<p>Arte ceramica o creazione di merce in ceramica </p>
<p>Autista di escursioni turistiche </p>
<p>Venditore ambulante </p>
<p>Dattilografo </p>
<p>Ufficio o lavoro di segreteria </p>
<p>Legale o servizi di denuncia </p>
<p><STRONG>Elenco dei documenti richiesti per la domanda del permesso di lavoro:</STRONG> </p>
<p>Passaporto, certificato di residenza permanente (originale e copia) </p>
<p>Lettera di lavoro (emessa dalla company, nella quale viene specificato il motivo dell&#8217;assunzione), l&#8217;elenco dei dipendenti della company stranieri e thailandesi </p>
<p>L&#8217;evidenza documentaria di qualifiche istruttive (diploma scolastico) e record di lavoro (curriculum) </p>
<p>Certificato medico (non più vecchio di 6 mesi) </p>
<p>Ubicazione dello stabilimento </p>
<p>3 fotografie taglia 5&#215;6 cm. (non più vecchie di 6 mesi) </p>
<p>COMMENTI: Potrebbero essere richiesti altri documenti<br />
Se tutti i documenti risultano in regola, normalmente il permesso di lavoro verrà accordato in 7 giorni. </p>
<p><STRONG>Validità del permesso di lavoro</STRONG><br />
Un permesso di lavoro ha una validità di anno e viene rinnovato ogni anno. </p>
<p>Se la durata del lavoro è inferiore ad un anno, il permesso di lavoro sarà accordato per il periodo richiesto. </p>
<p>La validità del permesso di lavoro non eccederà la data di validità del visto nel passaporto. </p>
<p>La domanda di rinnovo del permesso di lavoro deve essere presentata prima della scadenza dello stesso. Se un permesso di lavoro è scaduto, un&#8217;altra domanda deve essere completata per un permesso di lavoro nuovo </p>
<p></TD></TR></TBODY></TABLE></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20060214000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20060214000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20060214000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20060214000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fthailandia%2Finterventi%2F2006%2F02%2F244063.shtml"/></p>
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	<title>Scoprire Bangkok : tra cielo e terra</title>
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	<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/thailandia/interventi/2006/01/240923.shtml#comments</comments>
    <category>curiosit_</category><category>bangkok</category><category>palazzo reale</category><category>wat</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>E’ considerata una delle tigri dell’Asia, la Thailandia che in questo periodo si sta riproponendo come motore di una economia ingombrante come appunto quella dell’Asia. </p>
<p>Bangkok, è il vero motore di una nazione, punto di riferimento per l’intero Sud Est Asiatico, capitale indiscussa della moda e del design architettonico asiatico. Questa citta dallo spaventoso affollamento demografico, le cifre ufficiali parlano di 6/7 milioni di persone, ma la realtà è al di sopra dei 15 milioni, racchiude le momorie di una storia importante e che dura ancora. I templi Buddhisti (WAT) ed il Palazzo Realo sono il front-line di una città tutta da scoprire.</p>
<p>WAT ARUM. Il suggestivo tempio dell’alba. Cosi chiamato in onore del Dio indiano dell’alba, Aruna, sorge sulle rive del fiume Chao Phraya, dove si estende Thonburi.<br />
Il Wat attuale fu costruito sul sito del Wat Jang, del XVII secolo, che fungeva da palazzo e tempio reale per il Re Taksin quando Thonburi era la capitale del regno. Fu quindi l’ultima dimora del Buddha di smeraldo prima che Rama I° lo trasferisse a Bangkok. </p>
<p>WAT PHRA KAEO (Il tempio del Buddha di Smeraldo). Chiamato anche tempio del Buddha di Smeraldo, questo tempio  è vicinissimo  al Palazzo Reale all’interno di un area comune che fu consacrata nel 1782, anno in cui Bangkok venne designata capitale del regno, con il nome di Krung Thep, nome che i thailandesi utilizzano ancora oggi.<br />
Il complesso oltre 100 edifici che rappresentano 200 anni di storia reale e di esplorazione architettonica.<br />
All’interno del Wat Phra Kaeo c’e’ il tempio del Buddha di Smeraldo. Questa bellissima scultura e’ alta da 60 a 75 cm (a seconda della misurazioni), é fatto in realtà di una varietà di diaspro verde, o forse di giada nefrite. Un’aura di mistero ne circonda l’immagine, resa ancora più intensa dall’impossibilità di fotografarla o di avvicinarvisi, essendo racchiuso in una teca di cristallo collocata su un alto piedistallo che si eleva sopra la testa dei visitatori e pellegrini.<br />
Il mistero sottolinea ancora di più  il valore di ‘talismano’ del regno Thai e fonte legittima della sovranità, della attuale dinastia. Il Palazzo Reale si trova ll’interno dell’area che ospita Wat Phra Kaeo, assumendo così il ruolo di luogo sacro e il Re e la sua famiglia sono visti e venerati  come santi. I visitatori entrano all&#8217;interno del Palazzo Reale attraverso degli enormi cancelli dove tantissimi anni fa entravano gli elefanti che trasportavano il Re all&#8217;interno del Palazzo.<br />
Il Re Rama I, il fondatore della dinastia dei Chakri, nel 1782 A.D. ha fabbricato i suo palazzi proprio qui e due di loro, il Dusit Matha Prasad e il Phra Tinang Amarindr, sono aperti oggi al pubblico.<br />
Il Palazzo Reale, che il visitatore vede prima di entrare all&#8217;interno di questo complesso, e&#8217; stato costruito per commemorare il centenario della dinastia dei Chakri. Parte del palazzo reale è chiaramente interdetta al pubblico in quanto dimora ancora oggi della famiglia reale e di Rama IX. </p>
<p>Per la verità il Palace viene utilizzato esclusivamente in occasione di alcune cerimonie ufficiali , ma resta come punto fermo della Corona .</p>
<p>Il Palazzo Reale, fu disegnato da un&#8217;architetto britannico mescolando in maniera non proprio sobria ed equilibrata stili diversi :dal  Rinascimento italiano, alla soluzione del tetto Thai.</p>
<p>L’attuale residenza reale è il Chitlada Palace nella parte settentrionale della città, e non è accessibile al pubblico. </p>
<p>WAT PHO. Questo tempio è il più antico e il più grande di Bangkok, ospita la più grande statua di Buddha Disteso, e la più vasta collezione di immagini della divinità di tutto il Paese, ed è stato anche il primo centro di istruzione. Come luogo di culto il Wat Pho risale al XVI secolo, ma la sua storia attuale comincia nel 1781 con la completa ricostruzione del monastero originale.<br />
Il Wat Pho è il centro nazionale preposto all’insegnamento e alla tutela dell’antica medicina tradizionale Thai e delle filosofie del buddhismo theravada , il buddhismo ortodosso presente in thailandiaTutti i pomeriggi, nella parte orientale del monastero si tiene un corso di massaggio.</p>
 
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	<title>Il Buddhismo Theravada</title>
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	<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>curiosit_</category><category>buddhismo</category><category>Cambogia</category><category>Laos</category><category>Thailandia</category><category>Vietnam</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il termine Buddismo deriva da Budda, in sanscrito &#8220;il Risvegliato, l&#8217;Illuminato&#8221;, appellativo attribuito al principe SIDDHARTA GAUTAMA (563-486 a.C. circa), originario di Kapilavastu, nella regione himalayana. Il Buddismo nasce in India, ma si diffonde ben presto in Asia, raggiungendo, negli ultimi tempi, alcune zone dell&#8217;America e dell&#8217;Europa.<br />
Il Buddismo assume connotazioni diverse secondo le zone di diffusione: Sri-Lanka, Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia, Vietnam, ma anche Cina, Giappone, Tibet, Corea del Sud. E&#8217; comunque una delle piu&#8217; grandi religioni del mondo, ma forse e&#8217; piuttosto improprio definire religione quella che in realta&#8217; e&#8217; piu&#8217; che altro una filosofia di vita, che ruota intorno alle tematiche del destino dell&#8217;uomo, al problema dell&#8217;angoscia, del dolore, della precarieta&#8217; dell&#8217;esistenza terrena, proponendo, pero&#8217;, una sua via di superamento e di liberazione.<br />
La simbologia buddista e&#8217; molto ricca e diffusa, cosi&#8217; come l&#8217;architettura, l&#8217;iconografia e la letteratura. Oltre alle innumerevoli statue del Budda cio&#8217; che rimanda subito a questa religione e&#8217; la ruota a otto raggi, la &#8220;Via&#8221; del Budda. Attualmente si contano in tutto il mondo oltre 300 milioni di buddisti, che costituiscono la quarta comunita&#8217; religiosa, dopo Cristiani, Islamici e Induisti.<br />
Siddharta Gautama Budda e&#8217; senz&#8217;altro un personaggio storico, realmente vissuto, la cui esistenza, pero&#8217;, e&#8217; costellata da un mosaico di elementi leggendari. Si possono contare quattro fasi principali nella sua vita: nascita e infanzia, cammino verso l&#8217;illuminazione, anni di predicazione, fine della vita terrena e parinirvana. Dunque Budda nasce verso il 563 a.C. a Kapilavastu, in una regione che oggi e&#8217; compresa fra il Nepal meridionale e l&#8217;estremo nord dell&#8217;India, da Suddhodana, un ricco proprietario terriero, una sorta di principe dei Sakia, e da Maya (&#8221;illusione&#8221;), la quale muore solo sette giorni dopo aver dato alla luce il figlio. Di lui si prendera&#8217; cura la zia materna Mahaprajapati (&#8221;grande procreatrice&#8221;), che in seguito sposera&#8217; il padre di Siddharta (&#8221;colui che ha raggiunto il suo scopo&#8221;). Secondo la leggenda, ancor prima della nascita del bambino, al padre viene vaticinato che il figlio si allontanera&#8217; dal proprio palazzo, abbandonando gli affetti, gli agi, la comodita&#8217;, per dedicarsi a tutt&#8217;altro tipo di vita.<br />
Per questo motivo il padre procura quanto vi puo&#8217; essere di gradito, di desiderato, di ambito, in modo che Siddharta non avverta il bisogno di varcare le mura che circondano il parco del palazzo, per trovare altrove alcunche&#8217;. Passano cosi&#8217; alcuni anni dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, caratterizzati da un&#8217;educazione adeguata al rango di principe e all&#8217;eta&#8217; di sedici anni Budda sposa la cugina Yasodhara da cui avra&#8217; il figlio Rahula (&#8221;legame&#8221;). Certo il giovane non potrebbe desiderare di piu&#8217;, sia da un punto di vista affettivo, sia da un punto di vista materiale; tuttavia ecco che inizia a provare una certa insoddisfazione, a riflettere sulla vanita&#8217; della propria esistenza. I dubbi che si sono insinuati nella sua mente e nel suo cuore con il passare del tempo lo porteranno a prendere una decisione dolorosa: abbandonare la moglie, il figlio, il palazzo paterno, alla ricerca, nel mondo, tra la gente, del senso piu&#8217; autentico della vita. Determinanti saranno gli incontri che il principe fara&#8217; e che simboleggiano le miserie umane: un vecchio - la vecchiaia, un malato - la malattia, un cadavere - la morte, un mendicante - la poverta&#8217;. Un successivo incontro con un eremita lo condurra&#8217; ad intraprendere quello stesso cammino, animato dal desiderio profondo di conoscere le cause della miseria umana.<br />
Ha circa trent&#8217;anni, Siddharta, quando appunto inizia questa sua vita di ascesi sempre piu&#8217; rigida (secondo la tradizione si nutre per sei anni solo di un chicco di riso o di sesamo al giorno, fino allo stremo delle forze). Nonostante i digiuni e la guida dei maestri yoga, pero&#8217;, si rende conto che solo nella meditazione personale, seguendo un&#8217;altra via, la &#8220;via intermedia&#8221; fra il godimento sfrenato e la rinuncia totale alla vita, puo&#8217; arrivare alla conoscenza della salvezza. In una localita&#8217; vicino a Bodh Gaya, dopo 49 giorni di riflessione, ai piedi di un albero di fico, in una notte di luna piena del mese di maggio, seduto nella posizione cosiddetta del loto - a gambe incrociate - raggiunge l&#8217;Illuminazione.<br />
Siddharta riesce cosi&#8217; a cogliere le Quattro Nobili Verita&#8217;: non ci puo&#8217; essere esistenza senza dolore; la causa del dolore e&#8217; il desiderio; eliminando il desiderio si elimina il dolore; esiste la via che conduce all&#8217;eliminazione del desiderio e quindi del dolore. Queste verita&#8217; vengono rivelate al mondo nel famoso &#8220;Discorso di Benares&#8221;; spinto quindi da una profonda pieta&#8217; per gli uomini e dal desiderio di salvarli, inizia ad insegnare e a predicare le &#8220;quattro nobili verita&#8217; e la via di mezzo&#8221;; viene seguito dapprima da cinque discepoli, poi da un numero sempre maggiore di seguaci, affascinati dalla bellezza della sua dottrina.<br />
Per oltre quarant&#8217;anni portera&#8217; il suo messaggio di speranza nell&#8217;India, insistendo sul fatto che la felicita&#8217; non e&#8217; altro che una conquista del proprio intelletto e della propria volonta&#8217;. Su Dio Budda preferisce tacere. Secondo la tradizione egli muore all&#8217;eta&#8217; di 80 anni, intorno al 486 a.C. circondato dai suoi discepoli, tra i quali il prediletto Ananda, al quale lascia le sue ultime disposizioni. Viene eseguito il rituale funebre ed infine il suo corpo viene posto sulla pira per essere cremato; le sue reliquie sono divise fra i nove regni nei quali Budda ha predicato. Vengono cosi&#8217; edificati nove tumuli funebri, Stupa in sanscrito, ai quali faranno seguito molti altri nei luoghi sacri del Buddhismo.<br />
Nel corso dei secoli immediatamente successivi alla scomparsa di Budda la sua dottrina si diffonde, grazie anche e soprattutto all&#8217;opera del re Asoka, fino a diventare religione universalistica. Attualmente all&#8217;interno del Buddhismo si distinguono tre grandi correnti o &#8220;veicoli&#8221;: Mahayana, Hinayana e Vajrayana. Il Buddismo Mahayana conta 165 milioni di seguaci ed e&#8217; il piu&#8217; diffuso nel mondo. E&#8217; il cosiddetto &#8220;grande veicolo&#8221; che permette sia ai monaci sia ai laici di arrivare al nirvana. L&#8217;ideale supremo di questa corrente e&#8217; la &#8220;compassione&#8221;, principio rappresentato dalla figura del Bodhisattva, ossia colui che rinuncia a raggiungere l&#8217;illuminazione, per aiutare gli uomini a trovare la via della &#8220;perfezione&#8221;, chiamata anche &#8220;dottrina della via di mezzo&#8221;. Il Buddismo Mahayana e&#8217; diffuso in Cina, Giappone, Corea, Mongolia, Nepal, Tibet, dando vita, nel corso dei secoli, a diverse scuole e correnti filosofiche: tra queste il Buddismo Zen (giapponese: meditazione), che risale al XII secolo d.C., il cui elemento centrale e&#8217; costituito dalla meditazione nella posizione detta del loto.<br />
La mistica delle scuole Zen, in quest&#8217;ultimo secolo, si e&#8217; diffusa anche in Europa e negli Stati Uniti. Il Buddismo Hinayana o &#8220;piccolo veicolo&#8221; e&#8217; la seconda corrente piu&#8217; diffusa del Buddismo, dopo il Mahayana. L&#8217;Hinayana si definisce anche Buddismo &#8220;pali&#8221;, poiche&#8217; le sacre scritture a cui fa riferimento, il &#8220;Tripitaka&#8221;, sono redatte in questa lingua. E&#8217; diffuso soprattutto nell&#8217;Asia meridionale e fin dalle origini e&#8217; legato molto fortemente all&#8217;ordine monastico, che segue una disciplina assai rigida. La comunita&#8217; monastica, Sangha, fondata dal Budda storico e&#8217; aperta sia agli uomini, sia alle donne.<br />
Nel Buddismo tibetano i monaci sono i &#8220;lama&#8221;, mentre in Giappone si chiamano &#8220;bonzi&#8221;. Coloro che scelgono la via monastica sono seguiti, nel cammino spirituale, da un &#8220;guru&#8221;; devono attenersi rigorosamente a tre regole fondamentali: assoluta poverta&#8217;, non essere mai causa di dolore per alcun essere vivente, astensione totale da rapporti sessuali.<br />
I monaci sono generalmente vegetariani, mangiano una sola volta al giorno e solo cio&#8217; che viene offerto loro dai laici, durante il loro lungo pellegrinare. Solo nei tre mesi dei monsoni rimangono chiusi nei monasteri. Uno dei riti piu&#8217; importanti per i monaci e&#8217; costituito dal &#8220;patimokkha&#8221;, ossia una &#8220;confessione&#8221; collettiva nei giorni del digiuno, ad ogni plenilunio e novilunio. Ad ogni mancanza corrisponde una determinata penitenza; nel caso poi di omicidio, furto o rapporti sessuali, si viene espulsi a vita dalla comunita&#8217; monastica. In genere ognuno e&#8217; libero di lasciare l&#8217;ordine in qualunque momento, ma, finche&#8217; e&#8217; nello stato di monaco, deve costituire per i laici l&#8217;esempio piu&#8217; alto dell&#8217;etica buddista, predicare la dottrina, confortare i sofferenti, partecipare attivamente alla celebrazione di feste religiose, riti e funzioni funebri, educare spiritualmente i giovani.<br />
Il Vajrayana o &#8220;veicolo di diamante&#8221; conta piu&#8217; di 20 milioni di seguaci ed e&#8217; denominato anche Tantrayana (trama e ordine): e&#8217; il veicolo esoterico per giungere al nirvana, mediante gli insegnamenti segreti che legano maestro e discepolo. Questa forma di Buddismo e&#8217; diffusa particolarmente in Tibet, dove prende il nome, se pur improprio, di Lamaismo (da Lama, maestro).<br />
In questo Paese i monasteri buddisti diventano i centri del potere; i superiori dei monasteri sono i &#8220;Lama&#8221; ed hanno per capi il Dalai-Lama ed il Panchen-lama. Dalai-Lama (Dalai in lingua mongola significa &#8220;grande oceano&#8221;, Lama in tibetano &#8220;maestro&#8221;, quindi Oceanico Maestro) e&#8217;, dal XVI secolo, il titolo piu&#8217; alto della gerarchia ecclesiastica tibetana: secondo il principio della reincarnazione un Budda o un Bodhisattva si reincarna in un bambino appena nato, che sara&#8217; riconosciuto da alcuni segni particolari, divenendo cosi&#8217; guida spirituale e temporale della comunita&#8217;, manifestazione in terra di Budda o Bodhisattva. L&#8217;attuale Dalai-lama (quattordicesimo della serie), nato nel 1935, risiedeva anch&#8217;egli, come i suoi predecessori, nel palazzo Potala di Lhasa; nel 1951, pero&#8217;, il Tibet viene occupato dai cinesi comunisti di Mao e nel 1959 il Dalai-Lama e&#8217; costretto all&#8217;esilio in India, nel Punjab.<br />
Panchen Lama (Panchen, gioiello del dotto in tibetano) e&#8217; il capo del monastero di Tashilumpo, a circa 200 chilometri da Lhasa; egli ha solo un potere religioso e non anche politico, come il Dalai-Lama; percio&#8217;, a differenza di quest&#8217;ultimo, nonostante l&#8217;invasione cinese in Tibet, puo&#8217; comunque risiedere nella sua Terra. I tre elementi fondamentali del Buddismo originario sono dunque il Budda - Il dharma (la legge) - il sangha (l&#8217;assemblea) - che insieme formano il Triratna (le tre gemme). &#8220;Io mi rifugio nel Budda, nel dharma (la sua dottrina), nel sangha (la sua comunita&#8217;)&#8221; : e&#8217; questa la formula che viene recitata dai devoti buddisti, per tre volte consecutive, che implica il riconoscimento della dottrina del Budda. Questa adesione ai Tre Gioielli o Tre gemme permette a uomini e donne, laici o monaci e monache, di raggiungere la liberazione, la salvezza.</p>
<p>Esaminiamo ora piu&#8217; in dettaglio le Quattro Nobili Verita&#8217;:<br />
&#8220;l&#8217;esistenza e&#8217; dolore&#8221;: l&#8217;essere umano prende coscienza del fatto che la nascita e&#8217; dolore, la malattia e&#8217; dolore, la vecchiaia e&#8217; dolore, la separazione da cio&#8217; che si ama e&#8217; dolore, l&#8217;impossibilita&#8217; di soddisfare i propri desideri e&#8217; dolore<br />
&#8220;l&#8217;origine del dolore e&#8217; il desiderio&#8221;: la causa prima del dolore nasce dalla sete del piacere dell&#8217;esistenza, dall&#8217;attaccamento agli esseri ed alle cose<br />
&#8220;l&#8217;eliminazione del desiderio porta alla cessazione del dolore&#8221;: la sete dell&#8217;esistenza puo&#8217; essere eliminata, distruggendo totalmente il desiderio: si raggiunge cosi&#8217; il Nirvana<br />
&#8220;la via che conduce alla rimozione del dolore e&#8217; il nobile Ottuplice Sentiero&#8221;: si elimina il desiderio, la sete di essere e di avere e quindi si interrompe la ruota delle reincarnazioni, intraprendendo la &#8220;via di mezzo&#8221;, come indica l&#8217;Ottuplice Sentiero.<br />
La non conoscenza della dottrina delle Quattro Verita&#8217; e&#8217; la causa prima del ciclo dell&#8217;esistenza e del dolore. Ogni fenomeno sensibile ha una causa, a sua volta effetto di una causa anteriore; ugualmente ogni condizione di vita e&#8217; assoggettata a tutte le cause che la precedono ed a quelle che la seguono; percio&#8217; e&#8217; evidente il carattere di precarieta&#8217; e di transitorieta&#8217;. Lo stesso vale per l&#8217;uomo: ogni individuo ha delle predisposizioni, ossia e&#8217; condizionato dalla catena delle cause, dal flusso dell&#8217;esistenza (la catena nascita, morte, rinascita = samsara).</p>
<p>La legge della causalita&#8217; e&#8217; definita dal termine Karma, ovvero azione. Dunque gli strumenti o Ottuplice Sentiero per raggiungere la salvezza, il nirvana (estinzione) inteso come liberazione totale dal dolore e dalla catena delle esistenze, sono:<br />
la Retta Fede, incondizionata adesione alle quattro verita&#8217;<br />
la Retta Risoluzione, impegno a tenere lontano da se&#8217; ogni desiderio, odio, malizia<br />
la Retta Parola, astensione dalle false parole<br />
la Retta Azione, astensione dall&#8217;uccidere qualunque essere vivente, dal furto, dall&#8217;adulterio<br />
il Retto Comportamento, la pratica di tutte le norme che riguardano il parlare e l&#8217;agire<br />
il Retto Sforzo, volonta&#8217; di incrementare le buone qualita&#8217;<br />
il Retto Ricordo, mente priva di confusione<br />
la Retta Concentrazione, raccoglimento della mente che porta all&#8217;abolizione della coscienza e della non-coscienza<br />
Per tutti i credenti buddisti, poi, valgono i cinque precetti, che si possono paragonare alla seconda tavola del decalogo ebraico e cristiano: &#8220;Osservo il precetto di non uccidere nessun essere vivente; osservo il precetto di non rubare; osservo il precetto di non abbandonarmi alla lussuria; osservo il precetto di non mentire o ingannare il prossimo; osservo il precetto di non fare uso di sostanze inebrianti&#8221;.<br />
Come si puo&#8217; osservare, il primo precetto in particolare e&#8217; importante, in quanto esprime uno dei fondamenti dell&#8217;etica buddista: l&#8217;assoluta non violenza (ahimsa). Ai gia&#8217; citati, poi, si possono aggiungere ancora tre o cinque precetti, facoltativi per i laici, ma obbligatori per i monaci. La virtu&#8217; principale e&#8217; per il Buddismo la &#8220;maitri&#8221;, cioe&#8217; la benevolenza, la fratellanza, l&#8217;amore, per cui non esiste differenza alcuna, tra gli uomini, di classe, di religione, razza o sesso.<br />
L&#8217;altra virtu&#8217; e&#8217; costituita dalla &#8220;mahakaruna&#8221; (grande compassione, grande pieta&#8217;), la solidarieta&#8217; che lega tutti gli esseri umani prigionieri di uno stesso dolore, senza distinzione di sorta. Queste due virtu&#8217; della &#8220;benevolenza&#8221; e della &#8220;compassione&#8221; fanno del Buddismo, cronologicamente parlando, il primo sistema religioso del mondo basato sull&#8217;amore e sulla fratellanza. Nel culto buddista non esiste una struttura gerarchica; si venerano alcune divinita&#8217;, ritenute pero&#8217; inferiori a Budda. Di lui esistono numerosissime statue, sia all&#8217;aperto, sia nelle pagode, davanti alle quali i fedeli si inginocchiano, pregano, ma soprattutto meditano, accoccolati e a gambe incrociate. Non esistono cerimonie o rituali fissi, non si offrono sacrifici; ci sono pero&#8217; delle feste stagionali, quali quelle del novilunio e del plenilunio, che vedono raduni di folle enormi per commemorare gli avvenimenti della vita di Budda e celebrare l&#8217;inizio o la fine della stagione delle piogge. In Cina e in Giappone esistono rituali e feste legati alle tradizioni locali, ma la connotazione piu&#8217; importante rimane la meditazione: essa e&#8217; concentrazione assoluta della mente, che all&#8217;apice della beatitudine acquista poteri e conoscenze trascendentali. Come gia&#8217; detto in precedenza, oltre agli stupa (&#8221;reliquiario&#8221;) in campo architettonico esistono molti templi, alcuni dei quali scavati nella roccia, per evitarne la distruzione.<br />
Generalmente i templi sono edifici a tre navate, con volte a botte, abside semicircolare, una grande finestra come fonte di luce. Lo Stupa e&#8217; costituito da un corpo centrale massiccio di forma emisferica, che contiene il reliquiario; dalla cupola si diparte una edicola cubica sulla quale si innalza un &#8220;ombrello&#8221;, costituito da un palo attraversato da cerchi che rappresentano i &#8220;Tre Gioielli&#8221;. Lo stupa e&#8217; di diverse grandezze e per un buddista e&#8217; la rappresentazione simbolica dell&#8217;universo. Dallo stupa indiano deriva l&#8217;edificio della pagoda in Asia Orientale. Davanti allo stupa si innalzano pilastri, colonne commemorative di episodi della vita di Budda (celebre e&#8217; la colonna di Sarnath).<br />
L&#8217;iconografia piu&#8217; antica ricorre a simboli: il loto, l&#8217;albero della bodhi, la ruota e lo stupa (rispettivamente nascita, illuminazione, dottrina, morte di Budda). Nelle immagini del Budda sono ben visibili alcune caratteristiche: una piccola protuberanza o punto splendente tra gli occhi, che rappresenta il terzo occhio della visione spirituale; i lobi delle orecchie allungati sottolineano la nobile origine; una protuberanza sulla sommita&#8217; della testa che indica l&#8217;illuminazione. Questa protuberanza puo&#8217; assumere forme diverse: una crocchia emisferica, un cono, una struttura a punta, una fiamma. I capelli sono generalmente raccolti o aderiscono alla testa, ondulati. Come per la Bibbia e il Corano, agli inizi l&#8217;insegnamento di Budda e&#8217; tramandato oralmente; in seguito, a causa di controversie ed eresie dottrinali, viene messo per iscritto.<br />
Il Canone (elenco ufficiale dei testi sacri) e&#8217; stato redatto in lingua pali (dialetto del sanscrito) nel I secolo a.C.. Il Tripitaka o Tipitaka, &#8220;tre canestri&#8221;, si divide appunto in tre raccolte: Vinaya-Pitaka o &#8220;canestro della disciplina monastica&#8221;; Sutta-Pitaka o &#8220;canestro delle prediche&#8221;, il piu&#8217; importante ed interessante, suddiviso a sua volta in cinque raccolte; Abhidhamma-Pitaka o &#8220;canestro della metafisica e della legge&#8221;, suddiviso in sette trattati di morale e filosofia. Esistono inoltre commentari e trattazioni, molto diffusi a livello popolare nei paesi buddisti. In quest&#8217;ultimo secolo una maggiore autocoscienza politica e spirituale dei popoli asiatici ha dato vita a movimenti di ispirazione buddista. Nei secoli passati le potenze coloniali occidentali hanno respinto la cultura buddista, per cui alcune comunita&#8217; orientali hanno assunto posizioni nazionalistiche (monaci vietnamiti che si danno fuoco; i Tibetani che riaffermano la propria cultura verso gli occupanti cinesi).</p>
<p>Neobuddismo e&#8217; quel movimento sorto recentemente in Europa e in America, che ritiene il Buddismo il sistema religioso piu&#8217; conforme allo spirito dell&#8217;uomo moderno. Del resto gia&#8217; nel secolo scorso questa religione-filosofia influenza intellettuali ed artisti europei, tra i quali il musicista Richard Wagner (1813-1883) il quale arriva a scrivere un saggio, &#8220;Religione e arte&#8221;, elaborando una sua personale dottrina della compassione, paragonabile, sotto certi aspetti, a quella buddista. Ormai un pubblico occidentale sempre piu&#8217; vasto si accosta alla letteratura buddista, rimanendone affascinato; non si puo&#8217; non citare lo scrittore Herman Hesse (1877-1962), l&#8217;autore di &#8220;Siddharta&#8221;, opera che non e&#8217; altro se non una variazione della vita del Budda storico, che ha avuto una notevole diffusione nell&#8217;Europa cristiana. Mi piace concludere con alcuni versi del canto del poeta Milarepa, vissuto nel Tibet verso la fine dell&#8217;XI secolo, che si possono ben adattare all&#8217;esperienza di vita di ciascun essere umano: &#8220;Qui l&#8217;essere segue i dettami della simpatia e dell&#8217;antipatia e non trova mai tempo per conoscere l&#8217;Eguaglianza: Evita, figliolo, le simpatie e le antipatie. Se comprendi la Vanita&#8217; di tutte le Cose, la Compassione Nascera&#8217; nel tuo cuore; Se non farai alcuna distinzione fra te stesso e gli altri, Sarai adatto a servire gli altri&#8221;.</p>
 
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	<description>Il termine Buddismo deriva da Budda, in sanscrito &amp;#8220;il Risvegliato, l&amp;#8217;Illuminato&amp;#8221;, appellativo attribuito al principe SIDDHARTA GAUTAMA (563-486 a.C. circa), originario di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>CRONACA E PENA DI MORTE</title>
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	<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>thailandia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>16 gennaio 2006: la madre di una ragazza inglese assassinata in Thailandia lo scorso 1° gennaio ha chiesto che le due persone accusate del crimine non siano condannate a morte. La vittima, la 21enne Katherine Horton, è stata stuprata ed uccisa sull’isola thailandese di Koh Samui, dove si trovava in vacanza.<br />
Due pescatori del luogo - Wichai Somkhaoyai, 24 anni e Bualoi Posit, 23 anni – hanno confessato il crimine e sono ora in attesa della sentenza, prevista per il 18 gennaio. Mentre il primo ministro della Thailandia, Thaksin Shinawatra, ha chiesto che i due imputati vengano condannati a morte, Elizabeth Horton, madre della vittima, ha detto di non essere d’accordo, dichiarando alla stampa inglese che nemmeno sua figlia avrebbe voluto questo tipo di condanna. “Non ho mai creduto nella pena di morte, sono contraria a togliere la vita a qualcuno e mia figlia sarebbe d’accordo con me”, ha detto la signora Horton, di Thornhill, presso Cardiff. “Non credo che la pena di morte serva a qualcosa. Sarebbe appropriato l’ergastolo, che metterebbe i responsabili dietro le sbarre per tutta la vita, impedendo che si ripetano fatti del genere”, ha aggiunto la donna, la cui richiesta di clemenza giunge mentre da più parti si sollevano dubbi sulla rapidità senza precedenti delle indagini e del processo, oltre che sull’imparzialità delle autorità giudiziarie e della polizia thailandesi. Mentre in Thailandia i casi di omicidio impiegano diversi mesi prima di essere chiusi, in questo caso la sentenza sarà pronunciata a soli 17 giorni di distanza dal crimine.</p>
 
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	<title>La situazione pena di morte in Thailandia</title>
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	<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>thailandia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La pena di morte si applica per omicidio e per il traffico di eroina e anfetamine, soprattutto se i prigionieri sono giudicati colpevoli dopo essersi dichiarati innocenti all&#8217;inizio del processo. Un’ammissione di colpevolezza determina maggiore clemenza da parte dei giudici: da 25 anni di reclusione all’ergastolo invece della condanna a morte.<br />
Dopo il giudizio finale l’esecuzione deve essere sospesa per 60 giorni per permettere al condannato di presentare la richiesta per il perdono del re. La maggior parte delle sentenze capitali sono commutate dalla grazia regale. Se viene concesso il perdono, l’esecuzione viene commutata in ergastolo.<br />
Non si è mai saputo in anticipo quando un’esecuzione viene portata a termine. Di solito l’ordine di esecuzione viene trasmesso la mattina e l’esecuzione avviene il pomeriggio dello stesso giorno. Una donna incinta non può essere giustiziata finché il bambino non è nato. Anche i malati di mente non possono essere giustiziati, almeno finché non sono guariti. Se questa condizione persiste per più di un anno, la condanna viene commutata in ergastolo.<br />
Il 9 maggio 2003, il Senato thailandese ha approvato un disegno di legge che proibisce la condanna a morte e l’ergastolo per i minori di 18 anni, una proposta che era stata approvata in prima lettura dalla Camera il 20 novembre 2002. La sanzione massima per i minorenni è stata portata a 50 anni di detenzione.<br />
Le esecuzioni in Thailandia sono riprese nel 1995, dopo una sospensione di fatto durata otto anni. Notizie fondate parlano di maltrattamenti e torture da parte della polizia nei confronti di sospettati in attesa del processo. Le confessioni in queste condizioni sono usate regolarmente nei processi anche se gli imputati denunciano di aver subito torture per farli confessare.<br />
Il 19 ottobre 2003, dopo 68 anni e 319 giustiziati tramite plotone (316 uomini e tre donne), è entrato in vigore un emendamento al Codice Penale che introduce l’iniezione letale come metodo di esecuzione. Prima ancora della fucilazione la Thailandia giustiziava i condannati con la decapitazione.<br />
Il 12 dicembre 2003, le prime esecuzioni tramite iniezione letale sono state eseguite nel famigerato carcere di Bang Kwang nei confronti di tre persone accusate di traffico di droga e dell’autore di un omicidio. Per le esecuzioni sono state utilizzate tre droghe: la prima ha sedato i condannati, la seconda ne ha rilassato i muscoli e la terza ne ha fermato il cuore.<br />
Le esecuzioni nel 2003 sono state 4, effettuate tutte con il nuovo metodo dell’iniezione letale. Nel 2002 erano state 9 e 18 nel 2001.<br />
Per la prima volta negli ultimi dieci anni, nel 2004 non ci sono state esecuzioni in Thailandia.<br />
La già pessima situazione dei diritti umani in Thailandia che ha caratterizzato il governo di Thaksin Shinawatra si è ulteriormente aggravata nel corso del 2004. Fermate quelle legali, nel corso dell’anno si è assistito a un’ondata di esecuzioni sommarie o extragiudiziarie. Le forze di sicurezza thailandesi sono state impegnate contro sospetti spacciatori e consumatori di droga e, in particolare, contro gruppi di insorti nelle province del sud abitate in prevalenza dalla minoranza musulmana. Da quando, nel tentativo di sedare la rivolta più grave della storia recente, l’area è stata sottoposta alla legge marziale nel gennaio 2004, almeno 550 persone sono state uccise, una parte da gruppi di rivoltosi, la maggior parte dall’esercito e da forze paramilitari.<br />
Il 3 ottobre 2004, il capo del governo Thaksin ha annunciato una nuova fase della guerra alla droga, promettendo “misure brutali” contro i trafficanti, considerati un pericolo per la sicurezza sociale e nazionale. </p>
<p>(fonte: Nessuno tocchi Caino)</p>
 
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	<description>La pena di morte si applica per omicidio e per il traffico di eroina e anfetamine, soprattutto se i prigionieri sono giudicati colpevoli dopo essersi dichiarati innocenti all&amp;#8217;inizio del[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Easy Visa Trip</title>
	<link>http://guide.supereva.it/thailandia/interventi/2006/01/239576.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Angelo Calvi</dc:creator>
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    <category>curiosit_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La giornata inizia presto, prestissimo,prima dell’alba . </p>
<p>Alle 6 il minibus è sotto casa, due colpi di abbaglianti, un cenno di assenso “ si sono io “. </p>
<p>Il driver scende dal minibus e con voce decisa “sawasdee krap, you mister Ancilo?&nbsp; Passport please ” gli mostro il passaporto e lui mi invita a salire sul minibus. </p>
<p>Easy Visa Trip, si chiama così un’escursione creata per il rinnovo del visto in Thailandia, quasi tutte le località turistiche hanno la loro. Qui a Phuket ne esistono un paio, ma quello più economico e più usato è il viaggio a Ranong. </p>
<p>Il minibus raccoglie tutti i miei futuri vcompagni di viaggio, c’è chi è puntuale all’appuntamento, altri che si fanno aspettare, altri che si fanno accompagnare dalla ragazza quasi stessero partendo per una missione impossibile. </p>
<p>In effetti il nome dell’escursione non deve trarre in inganno, Easy è una parola grossa, ma non è una missione di guerra, magari un’avventura.</p>
<p>Sono le 7.30 e il nostro girovagare per le vie di Patong Beach alla ricerca dei compagni di viaggi si sta concludendo. Il minibus attacca la salita che porta al Tempio Thaoista della Tigre e a Phuket Town, come tutti arranca in quella salita, sbuffa ma poi davanti al tempio libera tre suoni di clacson in segno di rispetto al tempio e può iniziare la sua corsa verso Phuket Town . </p>
<p>Un grande bus ci aspetta, non proprio nuovo e poi scopriremo non proprio a punto, sono le 8.00 del mattino siamo in giro da 2 ore, senza un caffè e abbiamo fatto solo 20 kilometri . Un inglese, reduce da una serata “importante” per i baretti di Patong inizia a imprecare e dice che la cosa non è di buon auspicio. Intanto guardo i miei compagni di viaggio, c’è sicuramente uno svizzero, ci sono tante ragazze forse Australiane, qualche Giapponese. Provo ad indovinare le provenienze dai visi, tedeschi, israeliani, francesi e il dubbio su spagnoli o italiani. Inglesi e amicani fanno comunella con la bottiglia di Singha in mano, la festa della serata precedente non è finita. </p>
<p>Ha ragione l’inglese la giornata non è partita bene, infatti appena partiti, direzione Sarasin Bridge, il cordone ombelicare che lega Phuket alla terra ferma, ci fermiamo a Thalang. </p>
<p>Thalang è l’ultimo paese che incontriamo per uscire dall’Isola, aspettiamo ancora qualcuno che non arriva. Il bus, rumoreggia tra il sonnacchioso, l’alcoolico e il preoccupato.</p>
<p>C’è anche qualcuno che si chiede cosa ci farà un Farang (Straniero) a Thalang .</p>
<p>Il nostro ultimo compagno di viaggio arriva, è una compagna di viaggio, una cinese carina che dorme ancora, probabilmente una volontaria dello Tsunami Relief Centre di Thalang.</p>
<p>Ecco ora si può dormire, il bus inizia la sua corsa verso Ranong, circa 270 Km da Phuket.</p>
<p>Attraversiamo l’ultimo check point prima di salire sul ponte, un cartello ci da il benvenuto sulla terra ferma “Welcome to PHAN NGA PROVINCE” .</p>
<p>La strada che dobbiamo fare con il Bus ci porta in località diventate tristemente famose lo scorso anno, come TAKAPA KUA e KHAO LAK durante lo Tsunami.</p>
<p>L’aria condizionata nel bus è regolata bassissima, tutti indossiamo felpe e maglie pesanti, come al solito qualkuno rumoreggia, ma sono più rantoli di chi si è alzato presto e continua a dormicchiare.</p>
<p>Intanto stiamo per raggiungere Khao Lak ; mi fa sempre uno strano effetto passare per di qua, lo scorso anno qui ci sono stati migliaia di morti, una strage, una carneficina che per le sue dimensioni in numero di vittime è rimasta così diversi giorni, con i volontari che cercavano di recuperare i cadaveri. Ma erano tanti, troppi e il recupero è durato diversi giorni. Mi sveglio che stiamo per entrare a Khao Lak, poggio la testa sul finestrino il Bus va veloce, forse troppo, quando un botto incredibile, il bus sbanda rallenta di colpo, ritrova un assetto e però si sistema in cunetta. </p>
<p>Nel bus non ce stato panico, solo le solite imprecazioni, quasi che ce lo aspettavamo tutti.</p>
<p>Tutti giù dal Bus e a guardare che cosa era successo, li scorgo gli altri italiani, che esprimono il loro disappunto in diletto veneto sulle condizioni di manutenzione del Bus. </p>
<p>Con la leggerezza tipica, l’autista vuole riprendere la corsa con una gomma esplosa, tutti ci opponiamo ma poi saliamo sul bus e ci proviamo ma non si può, ci fermiamo in aperta campagna, Khao Lak sarà distante 30 Km ancora e Ranong altri 200. </p>
<p>L’organizzazione è al telefono per trovare dei mezzi sostitutivi, ed ecco che dopo 20 minuti arriva un minibus, da 8 posti.</p>
<p>Siamo in 38, 30 restano a terra. Qualcuno inizia spazientirsi, io compreso, sono le 10 del mattino in 4 ore ho fatto 100 Km, me ne restano 200 per arrivare a Ranong.</p>
<p>Arriva un bus di linea, un bus che non è fatto per i turisti, molto folkloristico, molto chiassoso e scomodo per fare tutti quei kilometri. </p>
<p>Prendiamo posto tutti molto in fretta, l’autista mette su la marcia e via, direzione Khao Lak e Ranong, ma c’è un’altro intoppo, l’autista è partito troppo in fretta e ha lasciato a terra dei passegeri, si ritorna indietro e si recuperano gli ultimi rimasti, tra cui il manager dell’escursione. Il pavimento del bus è in legno e le tavole si lamentano come in un gozzo a motore, dei ventilatori mitigano il clima, siamo passati dal freddo del bus precedente al caldo di una scatola di latta sotto il sole.</p>
<p>Questo bus va veloce nella campagna Thai e sfilano campi, allevamenti di pesci gatto, piantagioni di palme per l’olio, piantagioni di alberi della gomma. </p>
<p>Ogni tanto qualche moschea a ricordarci che nel sud Thailandia, e sulle coste la religione più diffusa è quella mussulmana. Non abbiamo una media da formula uno : siamo in viaggio dalle 6 del mattino, sono le 13.45 quando arriviamo all’Immigration Office di Ranong.</p>
<p>Ranong è una città strana, è una tipica border line city, ma anche una città portuale, ambigua, ibrida, sporca ma dal fascino inesauribile, la fotograferei ogni minuto, ne fotograferei ogni angolo. Prima o poi lo farò.</p>
<p>Pescatori, sono quasi tutti pescatori e un odore di pesce marcio avvolge la città, in alcuni</p>
<p>momenti è insopportabile. </p>
<p>Non me ne ero mai accorto prima, il bus con l’aria condizzionata aveva questo merito, oggi con il bus “popolare” abbiamo avvertito l’odore da almeno 15 chilometri prima della città. Ranong, essendo confinante con il Myanmar (Birmania) è tenuta sotto controllo dalle autorità Thailandesi, anche loro hanno i loro problemi di immigrazione clandestina, quindi all’ Immigration Office c’è sempre una gran animazione, con camion carichi di Birmani in fuga che arrivano e partono.</p>
<p>Vogliamo salire in fretta sul battello che ci porta in Myanmar ma un’altro intoppo: KINKHAO, che in thailandese vuol dire si mangia. Perchè i thai non hanno orari precisi per i pasti, anzi, ma quando hanno fame bloccano tutto e non si discute: kinkhao, fine.</p>
<p>Ne aprofitto anche io e i miei compagni di viaggio. Tutto si risolve in mezz’ora, sono le 16, secondo la normale tabella a quest’ora dovevamo essere sulla via del ritorno da almeno due ore. Il battello come al solito e affollatissimo, mi siedo e guardo fuori . </p>
<p>Quando partiamo attraversiamo la laguna, case su palafitte fanno da argine al mare. Le mangrovie ci salutano prima di prendere il largo.</p>
<p>All’arrivo in Myanmar, si è accolti da un nugolo di ragazzini e ragazzotti che ti accompagnano a fare compere, e lo fanno per pochi THB, qui la povertà è tanta e si vede.</p>
<p>Ci ridanno i passaporti nel giro di 30 minuti, ancora sul battello e via verso Ranong .</p>
<p>La stanchezza inizia a farsi sentire e si dormicchia con gli occhi aperti, gli spuzzi delle onde mitigano il caldo ed il sole in faccia. Siamo risvegliati dall’odore del pesce marcio appena ci avviciniamo al porto, sono diventato agilissimo e abilissimo ascendere dalla barca, &nbsp;corsan di gruppo verso l’immigrazione Thai. Ora abbiamo tutti una gran voglia di tornare a casa. All’uscita dall’Immigration Office della Polizia una sorpresa, il nostro bus riparato, con le gomme nuove e l’autista che ci rassicura che ha fatto controllare tutto. </p>
<p>Ci sono circa 35 gradi e l’umidità sarà sul 65%, temperatura percepita 40 gradi&#8230;e mettiamo una felpa per salire sul bus. Temperatura stimata all’interno circa 6/7 gradi. </p>
<p>Ma va bene così, siamo in Thailandia, ancora in Thailandia, siamo a casa, dormiamo, sognamo e ci svegliamo solo al Check Point dopo il Sarasin Bridge, si siamo a Phuket. Arriviamo a Patong alle 10 di sera, una giornata non Easy, ma comunque alla fine, io e i miei compagni di viaggio abbiamo imparato a riderci su. </p>
<p>D’altra parte sono venuto in Thailandia anche per questo, l’avventura, e questa alla fine mi è costata 1.000 THB, 20 euro.</p>
 
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