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Storia della Thailandia - 2a Parte

Le Capitali del Siam, il mito di Rama V, i golpe di inizio 900

Ci siamo lasciati con Ayuttaya la città che doveva sottomettere Sukhothai nel 1368, ed ora arriviamo a

Lanna Contemporaneamente ai regni Sukhothai e Ayutthaya, nel nord dominava un regno di origine Laotiana denominato Lanna che, a partire dal XIII secolo, fondò città come Chiang Mai, Chiang Rai, Chiang Saen. La sua sorte è legata soprattutto a Sukhothai, con la quale manteneva dei rapporti di alleanza. Quando questa subì i colpi dell’emergenza Ayutthaya, anche il regno Lanna cominciò a vacillare. Intorno alla metà del Cinquecento venne smembrato a opera dei Birmani e resistettero piccoli principati come quello di Chiang Mai.

Thonburi Il generale Taksin passò alla storia per aver sconfitto i Birmani e aver fondato Thonburi, sul Chao Phraya, per farne la capitale. Oltre a questi meriti non se ne ricordano altri, visto che dopo le imprese venne ritenuto pazzo. Un colpo di stato lo rovesciò nel 1782, quando iniziò il potere dei Chakri, l’attuale dinastia regnante.

Ratanakosin Fu Rama I a spostare la capitale sull’altra sponda del fiume, a Bangkok. A lui si deve la costruzione del Wat Phra Keo, con la statuta del Budda di Smeraldo, e del Grand Palace. Rama II e Rama III completarono il consolidamento del regno e il ripristino dei commerci con l’occidente. Ma a quest’ultima impresa è legato il nome di Rama IV, cioè Re Mongkut, che apri il paese all’estero, fiducioso che questo avrebbe portato forza e non debolezza alle frontiere. Iniziò con lui l’opera di modernizzazione del paese. Il figlio Chulalongkorn, Rama V, sali al trono a 15 anni, ma ne regnò per 42, transitando il regno del Siam nel nuovo secolo. Gli succedette nel 1910 Vajiravudh, Rama VI, il primo re tailandese ad aver studiato a Oxford. Uniformò il calendario Thai a quello occidentale e promosse una riforma scolastica. A lui, nel 1925, succedette Prajadhipok, cioè Rama VII, subi un colpo di stato, sebbene non violento, che mise fine al potere assoluto del monarca. Nacque un governo di militari e civili, mentre il re conserva la sua funzione storica,ma non quella politica. Iniziò allora una lunga stagione di golpe

I Golpe 24 Giugno 1932: L’organizzazione del “cambio politico” prende Bangkok in modo cruento, mentre il re è in vacanza. 20 Giugno 1933: Phya Bhahon rovescia il primo ministro Phya Mano e gli succede. 20 Luglio 1944: Colpo di stato parlamentare di Khuang Aphaiwong, che diventa primo ministro, rovesciando Phibul Songkhram, sotto la protezione di Pridi Banomyong, il reggente reale. 9 Giugno 1946: Re Rama VIII viene ucciso nel sonno. Gli succede l’attuale re Bhumibol Adulyadej, Rama IX. 8 Novembre 1947: Ritorna al potere Phibul Songkhram. Il reggente Pridi abbandona il paese. 26 Novembre 1948: Rientra in patria Pridi, in gran segreto, e tenta di rovesciare Phibul. Non riesce e lascia per sempre il paese. Il Siam diventa Thailandia. 29 Giugno 1951: Phibul viene rapito e imprigionato in un battello e poi liberato dall’aviazione che uccide i ribelli. 29 Novembre 1951: Colpo di stato via radio da parte di ufficiali dell’esercito. Annunciano che la costituzione è sospesa Phibul rimane primo ministro. 17 Novembre 1971: Il premier Thanom Kittikachorn sospende la costituzione del 1968 e impone la legge marziale. 6 Ottobre 1976: Massacro degli studenti rivoltosi e insediamento di una giunta ispirata da Krit, presieduta da Thanin Kraivichien. 26 Marzo 1977: Chalard Hiranyasiri tenta il golpe ma è condannato a morte. 20 Ottobre 1977: Governo del generale Kriangsak Chomanan che nel 1978 redige una nuova costituzione. 29 Settembre 1985: Tentativo di golpe fallito e respinto in maniera cruenta, dei Giovani Turchi. 23 febbraio 1991: Deposto Chatichai si insedia un Consiglio Nazionale di pace. Capo del movimento è il comandante generale delle forze armate Sunthom, mentre l’uomo forte è il capo dell’esercito Suchinda. Maggio 1992: Manifestazione degli studenti contro il governo del premier Suchinda Krapayoon. Vengono arrestati gli ispiratori della rivolta e aperto il fuoco sui manifestanti, il re convoca Suchinda e gli impone di mettere fine alla repressione

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