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Resistere e capire

L'idiozia è una cosa assai grave secondo il mio modestissimo punto di vista, in quanto è frutto del rifiuto della conoscenza.

nella vicenda umana spesso ci si trova a camminare in strade sconosciute che ti affascinano come una bella donna, strade che percorri senza guardarti alle spalle. Un mattino ti svegli e fai il bilancio e scopri che il mondo dorato così non è, che la donna che hai vicino non è quella che volevi, inevitabilmente ti guardi dietro e scopri quello che hai lasciato.
Senza rammarico, non bisogna avere la sensazione del rammarico, perchè il rammarico non fa parte di questo strano mondo e non è giusto pentirsi delle scelte, le scelte sono scelte e basta.
In questo affascinante , ma anche strano paese che è la Thailandia scopri te stesso alla velocità della luce, scopri un intimo nascosco, scopri la facciata della gente che non sempre corrisponde alla sostanza.
Viverci e conviverci diventa diffile e pieno di incognite, come in un deserto dove la sopravivenza è la sostanza della vita
anche qui il rispetto per la persona è un fatto delegato solo a poche persone, sensibili e attente.
Altri che invece partono da parametri opposti o comunque non consueti, o forse più decisi, sono comunque da rispettare.
Ci sono purtroppo invece una gran schiera di persone che fanno dell’ignoranza e del essere gretto una autentica bandiera.
Come al solito mi scontro con queste realtà fatte di persone idiote, di cui purtroppo il mondo è infarcito, e nessun tiranno potrà sterminare, perchè mancando gli idioti non ci sarebbero i tiranni.
L’idiozia è una cosa assai grave secondo il mio modestissimo punto di vista, in quanto è frutto del rifiuto della conoscenza.
Se per l’ignorante esiste l’attenuante che non ha potuto scegliere, tra la conoscenza e il non conoscere, per l’idiota è un fatto di scelta.
Si la scelta, molti fanno scelte che uno non può condividere ma che vanno rispettate, capite e vissute.
Ho assistito in questo mio anno di Thailandia, anzi come dice Giovanni Tebano : di Phuket, ad una miriade di vere nefandezze che non sto a citare storicamente perchè non meritano nessuna menzione, però una analisi la voglio fare.
Ho visto molti dei miei connazionali che sono venuti qui per diverse ragioni, ai quali è stata data l’opportunità di conoscere una nuova cultura e loro la hanno rifiutata.
Ma non rifiutata tanto per dire, eliminata, circoscritta e ghettizzata a solo uso e consumo dei Thai.
Certo noi per i Thailandesi restiamo a vita farang ( straniero ) ma uno sforzo vale la pena di farlo per confrontarlo con la nostra cultura, per vedere se ci sono punti di contatto, per fare quello che i greci chiamavano sintesi .
Ritornando al punto, alcuni, specifico e sottolineo alcuni, rifiutano tutto di questo Paese e di questo continente, persino il cibo , anzi hanno trasferito in Thailandia da veri colonizzatori il modus vivendi italiano fatto di apparire, pettegolezzi e piccole strategie . La cosa più grave e che se non fai come dicono loro sei emarginato sei messo in un angolo .
Così la vita quotidiana diventa piatta e anche la tua resistenza è in qualche modo minata.
Così che rimpiangi un po l’Italia e quello che rappresenta per la dialettica, il confronto.
In questi giorni mi trovo a confrotarmi con diverse situazioni legate all’amicizia e al rapporto umano. Da una parte gli italiani che vivono qui con le loro litigiosità e rancori gli uni verso gli altri.
Dall’altra il mondo Thai, così difficile da accettare e comprendere specie se questo tocca la sfera affettiva, a qualsiasi livello essa sia, anche semplice amicizia. Ho scritto questo articolo in due volte, con una notte ed un giorno di mezzo, un tempo per riflettere sulle cose.
La rabbia nei confronti di persone che non la pensano come te deve essere repressa, più difficile è reprimere il senso di rabbia che provi per coloro che che agiscono male nei tuoi confronti. Qui per magia arriva in soccorso il Buddismo Theravada, e quindi la Thailandia, che per una giornata intera ti ha bistrattato e poi ti regala una presa a cui attaccarti, un appiglio.
Per la verità il perdono è alla base anche della religione cristiana, ma forse in occidente siamo molto distratti, qui invece è tutto fuso in un sottile legame che senza regole srotola il filo quotidiano della vita

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