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C'era una volta a San Remo

|NON SOLO BOSS|39 anni fa si toglieva la vita Luigi Tenco

E’ il 26 gennaio 1967, Luigi Tenco è trovato morto nella camera 219 della dependance del Savoy a San Remo. Luigi era nato a Cassine, in provincia di Alessandira, il 21 marzo 1938 e trascorse la prima infanzia tra Cassine e Ricaldone (il paese della madre) fino al 1948 quando si trasferì in Liguria. Frequentò prima il liceo classico per poi trasferirsi al liceo scientifico; ed è proprio in quegli anni che fondò un gruppo musicale la “Jelly Roll Morton Boys Jazz Band”. L’esordio discografico è del 1959 col gruppi “I Cavalieri”, mentre il suo primo 45 giri da solista è “Quando” del 1961. data importante fu il 1966 quando stipulò un contratto con la RCA ed incise “Un giorno dopo l’altro”, che diventa sigla dello sceneggiato televisivo “Il commissario Maigret”. Molti sono i brani che Tenco portò al successo in quell’anno: “Lontano, Lontano”, “Uno di questi giorni ti sposerò” “E se ci diranno”, “Ognuno è libero”. A Roma conobbe la cantante italo-francese Dalida, con cui ebbe una intensa storia d’amore. Fu proprio lei che, l’anno dopo, il 1967, convinse Tenco a partecipare al festival di San Remo con la canzone “Ciao, amore, ciao!”, la cui esclusione dalla fase finale, lo portò al suicidio.  Un gesto estremo, folle, frutto di una personalità complessa. Questo il motivo del suicidio che tronca la sua breve ma intensa carriera da musicista, lasciando un biglietto, con i motivi del suo gesto: Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.