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Commenti sul concerto di Londra

di Lorenzo "Miami" Semprini dalla ML springsteen_it

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Ciao a tutti,
ieri sera sono stato all’Hammersmith (venue davvero emozionante anche se con acustica terribile).
Cosa dire di qs show e di qs tour?
Io parto da una considerazione:
vedrete una cosa che musicalmente Bruce non ha mai fatto.
Saranno le canzoni, saranno i musicisti nuovi ma la parola che mi viene in mente è: novità (almeno per lui)

L’inizio è affidato ad alcuni brani tirati, tra cui una versione sincopata di Johnny 99 che non mi ha convinto tantissimo (soprattutto nel cantato).
La band è straordinaria, menzione particolare per Tomphson alla chitarra e voce (e che voce! sentirete su Eyes on the prize), il tipo alla pedal steel guitar (scusate ma non so tutti i nomi), la sezione fiati e Soozie Tyrell in grande forma.
Il concerto ha molte sonorità gospel anche grazie ai coristi che rimandano alla mente i momenti migliori del tour 92/93.

Old Dan Tucker dà la possibilità al pubblico di iniziare il botta e risposta con Bruce, gran versione davvero.
Ma la sequenza che davvero mi ha colpito è quella partita con una stupenda versione di “Eyes on the prize” e che arriva fino all’altrettanta straordinaria “How cana poor man…”

5. Eyes on the Prize
6. Jesse James
7. Cadillac Ranch
8. Long Black Veil
9. Erie canal
10. My Oklahoma Home
11.How can I keep from singing
12.Mrs McGrath
13.How can a poor man

“Jacob” è la canzone che fa alzare tutti in piedi e “We shall overcome” è suonata come fosse una preghiera, con chitarra classica.
il finale con la versione surf-fifties-happy days di “Open all night ” (altro sing-along) e “Pay me…” è di quelli da tipico bis di Bruce.
Sulla versione di “Open” non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa.
I bis partono con una “my city” che si avvicina a quelle eseguite ai Xmas shows…con i fiati in bella evidenza. Dico la verità mi sembrava meglio nel “Rising tour” anche se qs versione è bella.

Buffalo gals è un’altra canzone che serve per divertirsi seguita da una stravolta “You can look” con piccoli accenni al “Bo Diddley sound”.
il finale con “when the saints” è un’altra sorpresa…avete presente le versioni solite del brano…be’ qua è diversa.