Continua, la macchinosa macchina della giustizia, a raccogliere testimonianze su quella che alcuni anziani abitanti del quartiere di San Siro hanno definito come “un vero e proprio terremoto”. Come dar loro torto? A distanza di quasi due anni i ricordi di chi, in quell’indimenticabile notte di fine giugno, era dentro gli anelli del Meazza, sono più vivi che mai e i numerosi video che girano su u tube, oltre a un meraviglioso bootleg, seguitano a provocare adrenalinici sussulti interiori in chi c’era e dilanianti rimorsi in chi è rimasto a casa.
Ciò non cambia la realtà dei fatti. Bruce ha superato ogni limite, di decibel e di orario, visto che ha regalato al pubblico una coda rock supplementare che ha sforato di ben 20 minuti la fine del concerto, fissata per le 23.30. E ora tocca a Claudio Trotta, organizzatore della serata, pagare.
La prossima udienza è fissata per il 17 di maggio. I capi di imputazione sono “disturbo della quiete pubblica” e “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità pubblica”. Per un concerto del Boss, questo e altro.

Nicola Taffuri









nella
17 Feb 2010 - 11:56 - #1E’ pur vero che la legge dice questo,ma lo sforamento è stato di 20 minuti,dico 20 …così tanti???…ed i locali pubblici con anche dehors che impazzano con schiamazzi durante l’estate,questi deve li metttiamo, li accettiamo, vanno bene non danneggiano,se poi posti in zone tranquille come la campagna con la comparsa di agriturismi con clientela , come dicono i romani, caciarona……questo è ammesso?Mah…stiamo a vedere!