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Bruce, dici a me? Chicca cinematografica dal nuovo libro di Clemons

Rock e cinema: dall'autobiografia di Clarence Clemons emerge un aneddoto destinato a entrare nella storia della fabbrica dei sogni americana.

Springsteen e De Niro al Kennedy Center Honors
Alla solita affranta domanda che impazza ogni volta alla fine di un tour mondiale, “Vi rivedremo di nuovo tutti assieme?”, in una recente intervista Little Steven aveva risposto pressapoco così: “Certo che sì, come farebbe altrimenti Clarence a mantenere tutte le sue donne?”.

Certo, alla loro età gli estreeters hanno bisogno ogni tot. km di fare il tagliando. Di una rapida revisione prima di ripartire lungo le vie infuocate del rock.
L’anno passato erano state le anche sbilenche di Nils Lofgren a finire sotto ai ferri, a inizio 2010 è stato invece Big Man, coautore di una sua autobiografia ricca di aneddoti anche sulla E Street Band, a farsi dare una registratina chirurgica alla schiena affaticata dalla mole, dall’età e dagli strapazzi su e giù dai palchi del Pianeta.

Proprio dal libro di Clarence emerge una piccola chicca destinata ad arricchire i manuali sulla storia del cinema. E del rock, naturalmente. Pare che la mitica frase che Robert De Niro pronuncia ossessivamente davanti allo specchio in Taxi Driver: “Ma dici a me?” sia un tormentone partito proprio dal dietro le quinte di Bruce e compari.
De Niro conferma. Chissà mai che in futuro verremo a sapere che anche il leggendario “Siete solo chiacchiere e distintivo” de Gli Intoccabili sia stato inventato magari da un Little Steven aspirante Silvio Dante dei Sopranos.