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Springsteen e quella Darkness che non c'è

Aspettando l'attesissimo "Darkness on the Edge of Town box set", cosa sarebbe stato Springsteen senza Darkness on the edge of town?

copertina dell'album di Springsteen Darkness on the edge of town, 1978
Dopo un magico triennio di abbuffate concertistiche che hanno riportato in vita, se non addirittura superato, i fasti degli anni ruggenti del Born in the Usa tour, per il 2010 dovremo accontentarci di riassaporare le incredibili emozioni del Working on a dream tour in un DVD live che, tutti noi speriamo, renda onore all’affiatamento del pubblico italiano. Magari con un doveroso passo indietro a recuperare le immagini dell’opening di San Siro del Magic Tour 2008, con una Summertime Blues da brivido perenne.

Non solo. Per quest’anno è prevista anche l’uscita del “Darkness on the Edge of Town box set”, un cofanetto celebrativo dell’album del ‘78 - il primo senza Mike Appel in produzione - con tanto di cd rimasterizzato e dvd di un concerto inedito, sulla falsariga di quello uscito cinque anni fa per il predecessore Born to run.

Album sofferto, arrivato dopo tre anni di silenzio proprio quando la carriera del Boss era sospesa tra l’olimpo del successo e il purgatorio dell’essere un’eterna promessa, Darkness è forse il lavoro più amato dagli springsteeniani di vecchia data. Più amato persino del capolavoro Born to run, uscito nel 1975 e del quale sembra invece, per i toni aspri e malinconici, esserne un predecessore.

Quella title track messa proprio lì in coda all’album segna la fine del decennio d’esordio e di quello Springsteen sperimentale che ancora, nonostante fosse già un’icona rock anche fuori dagli Usa, doveva trovare una precisa dimensione artistica, vocale e musicale. Ma cosa sarebbe stato se, al posto di Darkness on the edge of town, Bruce e Landau avessero scelto l’assonante Don’t look back, scarto di lusso dei Tracks integrali? La canzone avrebbe avuto le sonorità giuste per “i titoli di coda”, eppure è stata scartata. Per fortuna, diciamo noi, perché forse chissà, senza Darkness in un momento artistico così cruciale, la storia del Boss avrebbe preso una piega minore. Proprio qui sta la differenza tra il bravo professionista e il genio puro. E la fortuna di unirli entrambi nel magnifico duo Landau-Springsteen.