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QUELLA VOLTA CHE LA MONETINA...

Inauguriamo lo spazio dei “dietro-le-quinte” con questo intervento dedicato agli Who e a Jimi Hendrix protagonisti a Monterey

Con questo esclusivo intervento inauguro una nuova categoria che mi auguro possa incontrare il vostro interesse: quella dedicata agli aneddoti, ai dietro-le-quinte, alle voci di corridoio che riguardano la storia degli Who e che in questi anni si sono rincorsi divenendo vere e proprie leggende.

Il numero uno è dedicato a una vicenda accaduta ormai 35 anni fa che ha visto Who e Jimi Hendrix vicini, forse fin troppo. Una gentile testimonianza di ringraziamento al tutor Fabrizio, già guida Hendrix, che ha fatto sì che questo spazio Who non fosse solo una chimera.

18 Giugno 1967, International Pop Festival di Monterey

L’elenco degli ospiti è lungo: Buffalo Springfield, Greateful Dead, Mamas & Papas, Byrds, Jefferson Airplne, Animals; solo per citarne alcuni.

E naturalmente loro: The Who & The Jimi Hendrix Experience. Sono tutti lì nei camerini. Tutto è pronto, tutto è organizzato. Devo solo salire sul palco, suonare e dare spettacolo. Manca un unico dettaglio: chi salirà prima sul palco, la band londinese o il funambolico chitarrista? Non è un nodo facile da sciogliere: nessuno vuole concedere al rivale l’onore di suonare per prima.

Non è mai corso buon sangue fra Hendrix e Who, Pete in particolare. Due grandi forze della natura che non si amano. Qualcuno arriva a parlare di forte invidia, di quasi odio. Forse è troppo, forse è meglio limitarsi a descrivere un’accesa rivalità contenuta però nei limiti del reciproco rispetto e riconoscimento delle rispettive capacità.

“Non suoneremo dopo di te”, dice Pete. “Bene, e io non suonerò dopo di voi”, replica Jimi. La questione è entrata in un vicolo cieco. Nessuno ha intenzione di rinunciare alle proprie pretese. Ma ormai è quasi ora di andare sul palco, una soluzione deve essere escogitata. E ci pensa John Phillips (co-organizzatore dell’evento e chitarrista dei Mamas & Papas) con la più classica delle trovate: fare a testa o croce.

Buttano la moneta. E Hendrix perde: toccherà a lui salire sul palco per prima. Ma forse in un rigurgito di amor proprio improvvisamente si accomoda su una delle sedie del suo camerino e accompagnato solo dalla sua chitarra sfoggia un’improvvisazione che a detta dei presenti è qualcosa di unico e irripetibile.

Come andò poi lo spettacolo tutti lo sappiamo: gli Who salirono sul palco e suonarono 30 minuti tiratissimi, intensi e violenti e sulle note finali di My Generation non rinunciarono a distruggere tutto (strumenti, microfoni e amplificatori), accendere fumogeni e far brillare un paio di esplosivi. Solo per lo spettacolo, amici!

Hendrix rispose alla sua maniera: con una prestazione energica ed esaltante, come fosse una indiano Apache in battaglia (per dirla con le parole di Eric Burdon). Hendrix a Monterey esplose come bomba H, facendosi conoscere al mondo e ottenendo una definitiva consacrazione agli occhi del pubblico.

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