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Intervista con Raffaella Ponzo

Modella, scrittrice, antropologa, attrice, web designer... Ma cosa non fa questa splendida ragazza di cui non sappiamo se affascina di più i nostri sensi o la nostra mente? L'abbiamo vista in "Fallo" di Tinto Brass, in "Gangs of New York" di Martin Scorsese, in TV sulle Iene, a Teatro con Armando De Razza e Adriano Russo, in rete con Palcoscenico, un progetto veramente vincente ed in tanti splendidi scatti. E come non si può rimanere soavemente estasiati dopo questa sorprendentissima intervista?

Ciao Raffaella! La prima cosa che mi viene da chiederti, leggendo tutte le cose che hai fatto e stai facendo (attrice, modella, antropologa, scrittrice, creatrice di siti), è sul tuo segreto per riuscire a fare tutto questo!

Davvero faccio tutte queste cose? J In realtà io sono molto pigra e solo a sentire l’elenco che hai fatto, mi sono già stancata! Comunque credo che la vita sia abbastanza lunga per fare tutto questo e molto altro. Parafrasando quello che diceva Isadora Duncan, faccio tutte queste cose perché ne ho bisogno, mi servono.

 

Nella tua carriera cinematografica hai già lavorato con grandi registi fra i quali Martin Scorsese, Tinto Brass e Salvatore Piscicelli. Quali sono le cose che più ti hanno segnato di queste esperienze?

Per prima cosa, devo dire che mi sento molto fortunata ad aver lavorato con grandi registi come quelli da te citati. Io credo che non sia tanto importante il cosa, ma con chi si fa e quindi personaggi del genere ti danno un’impronta, una guida. Su Brass, a differenza di chi lo rinnega, dico che ci vorrei fare altri 100 film! Un grande professionista indubbiamente che nella sua carriera si è misurato in vari generi. Per quanto riguarda invece l’esperienza di Gangs of New York, se pur sia stata una piccola parte, mi ha comunque occupato più di un mese. Scorsese è un perfezionista, riprende una stessa scena da mille prospettive diverse, ma al tempo stesso nel set c’era una grande semplicità e si poteva vedere il regista andare al bar tranquillamente in compagnia di Daniel Day Lewis. Anche quest’ultimo mi ha fatto una grandissima impressione: pensa che rimaneva nel suo personaggio anche durante le pause (ad esempio continuava a non muovere un braccio che nella finzione cinematografica era ferito). Un grande esempio di professionalità e poi è veramente divertente “giocare” con i propri personaggi, in questo modo un attore riesce a far entrare lo spettatore nel pathos e nel climax della narrazione.

 

Nel tuo sito ufficiale, abbiamo letto che stai scrivendo il tuo primo romanzo su cui aleggia un rigorosissimo “Top Secret”. Ma qualche confidenza non ce la puoi proprio fare?

Lo sto scrivendo con lo sceneggiatore Graziano Misuraca e parlerà di “doppi”, non solo di gemelli, delle nostre doppie identità e di tanto altro. A partire dagli attori che sono sempre doppi. Io ad esempio mi sento me stessa solo quando divento qualcun altro (secondo me questa frase, vi può tornare utile in certi ambienti per fare un figurone… Nota dell’intervistatore).

 

Sul tuo sito ufficiale ho apprezzato tantissimo i servizi fotografici che hai realizzato con tanti grandissimi nomi. Qual è la sensazione che provi a rivederti nell’obbiettivo della macchina fotografica e soprattutto nella prospettiva di tali artisti?

Devo dire che la macchina fotografica è stato il mio primo amore, ancor prima dell’antropologia, del cinema, del teatro, della televisione. Ho iniziato giovanissima, quando andavo a scuola dalle suore ed ero una ragazza non molto appariscente. Così quando ho posato per le prime volte, sono rimasta molto sorpresa, ho visto in quelle immagini una personalità di me che non conoscevo. Mi vedevo sensuale, intrigante, mi piacevo decisamente di più lì che di persona. Tutto questo mi ha preso molto e così ho continuato a posare, anche per fotoromanzi e per grandi nomi come Giovanni Cozzi (calendario della Ferilli). Come un regista, ma come anche tu che trascriverai la mia intervista, anche un fotografo non cattura solo ciò che sei ma ti interpreta. Ogni volta vedo in quelle immagini una Raffaella diversa, anche se gli scatti sono fatti a poche ore di distanza.

 

Raffaella, sei una ragazza così interessante in tutto quello che fai che potrei stare ore qui al telefono sinceramente e avrei sempre altre cose da chiederti! Ad esempio non può mancare una domanda sulle tue “creature” del web!

Guarda tutto ha inizio nel 1999 quando mi compro il Computer per scrivere la mia tesi. Fino a quel momento non avrei saputo neppure accenderlo un PC! Confesso che la prima cosa che ho fatto, è stata quella di cercarmi nei motori di ricerca. Vedendo tanti siti amatoriali che riprendevano le mie foto da vari giornali mi sono detta: “ma perché non realizzare un mio sito ufficiale?”. E così è nato www.raffaellaponzo.com . Da lì, la conoscenza con altre persone su Internet, altre colleghe che mi chiedevano di realizzargli il loro sito, mi ha spinto a realizzare un altro progetto www.palcoscenico.to che da un livello amatoriale, è diventato un vero e proprio portale del mondo dello spettacolo, adatto agli addetti ai lavori ma anche a chi cerca notizie, immagini e curiosità di ogni genere. L’ottimo successo del portale, condiviso con altri amici, mi ha anche consentito di poter contare su di una maggiore libertà artistica ed accettare quei ruoli, quelle parti, quei servizi fotografici che mi piacevano e non in base ad esigenze economiche. Una fortuna importante!

 

Non posso neppure esularti dal parlarci della tua esperienza in Amazzonia per tre mesi legata alla tua tesi di laurea..

Si, è vero. Per la mia tesi in sociologia con indirizzo antropologico ho scelto come tema il rapporto tra foresta e metropoli e me ne sono andata da sola per tre mesi in un villaggio indios dell’Amazzonia. E’ stata un’esperienza assolutamente interessante. L’aspetto più particolare è vedere come sia in atto una mescolanza sempre più organica fra le loro tradizioni e la “nostra” tecnologia. Io non lo vedo come elemento negativo, tutt’altro: l’uso di Internet, dei cellulari, dei mezzi digitale di registrazione invece possono essere fondamentali per la conservazione delle loro tradizioni (ad esempio potendo archiviare tutte le danze ed i riti) e per farle conoscere al mondo intero. Ed anche per poter entrare in contatto con il resto del mondo anche da un punto di vista economico: ad esempio, l’altro giorno navigando in rete mi sono vista un pop-up in cui si promozionava una loro pianta. Se l’occidente non ci specula sopra è un modo per garantire loro la sopravvivenza nella difficile realtà in cui si trovano.

 

 

La tua canzone preferita: Tutto Paolo Conte

Il tuo film preferito: troppo difficile. L’ultimo gran bel film che ho visto è sicuramente Dogville di Lars Von Trier con Nicole Kidman. Adoro Von Trier, un regista danese capace di acquisire una dimensione internazionale al di fuori dei circuiti hollywoodiani. Ho avuto anche il piacere di confrontarmi con le regole del suo “Dogma” , nel film “Quartetto”.

L’Attore: Marcello Mastroianni

L’Attrice: Isabel Huppert (la protagonista de La Pianista)

Filosofo: Friedrich Nietzsche (qui si apre una bella discussione sulla mala interpretazione del filosofo… Nota dell’intervistatore)

Trasmissione TV: In casa non ho ancora l’antenna, quindi non posso dirti nulla di recente. Posso dirti che ho adorato Twin Peaks e che seguivo anche con piacere X-Files.

 

Approfitto della tua disponibilità per chiederti di due altre “dimensioni” di Raffaella Ponzo: il teatro e la tua esperienza di barefoot & bondage photo fantasies.

Sul teatro posso subito dirti che ho iniziato tardi, visto che si comincia proprio da qui di solito. Ed invece io sono partita subito con il cinema. Prima di cominciare ho comunque dovuto studiare molto ma l’anno scorso ha avuto la possibilità di debuttare con il primo spettacolo The Cortile Reality Show per la regia Vincenzo Cozzi. Quest’anno ho poi avuto la grande opportunità con NO GRAZIE, PREFERISCO RIDERE (CON LA TEATRO TERAPIA) per la regia di Rosario Galli ed in scena con Armando De Razza e Adriana Russo. Mi piace molto il teatro: se nel cinema si comunica con lo sguarda, con il teatro è la parola, la voce ad essere la fonte primaria del messaggio e della carica emotiva. Professionalmente, secondo la mia opinione, è fondamentale: il cinema ti ripara, ti protegge, ci sono tanti passaggi prima di arrivare al pubblico (montaggio, doppiaggio etc.), nel teatro no, non puoi barare. Non puoi sbagliare e se lo fai il pubblico non se ne deve accorgere. Nel teatro poi c’è il contatto con il pubblico tutte le sere: ti guarda, ti giudica, tanto che vista la mia adolescenziale timidezza avevo paura di non reggere il confronto ed invece sono contenta di esserci riuscita.

 

Riguardo invece BAREFOOT & BONDAGE PHOTO FANTASIES, è un’opera del disegnatore Franco Saudelli, un grandissimo artista, considerato fra i più bravi al mondo a disegnare piedi (una delle parti del corpo più difficili da mettere su carta), la sua “fissazione” insieme alle donne legate. Avevo già posato per lui come modella e poi è nata l’idea di questo libro in cui sono in copertina e all’interno con alcuni scatti. Ha un modo particolare di fotografare tanto che il suo stile mi fa somigliare a quelle statuarie pin – up americane degli anni ’50.

 

Cosa si aspetta Raffaella Ponzo dal 2005?

Spero tanto di fare un altro film, mi manca molto! C’è una situazione di stallo per il cinema italiano che speriamo si sblocchi presto. Come spero che i registi italiani facciano bei film e che siano visti da tante persone… e non per forza commedie! Tornando alla TV, ecco, non geliamo i nostri cervelli, vanno bene le trasmissioni “leggere”, di intrattenimento, ma non disabituiamoci ai film d’autori, ai grandi interpreti.

 

Piccolo test di Marzullite Acuta: Raffella, si faccia una domanda e si dia una risposta!

Ma io ci sono stata da Marzullo! Ad un certo punto mi ha chiesto pure: “E’ finita quando è finita?”. Una parte di me voleva rispondergli: “A Marzù… E falla finita!”, invece me ne sono uscita con un più elegante “secondo me tutto è parzialmente un finale”. Riguardo all’autodomanda in quella occasione mi domandai “crescerò mai” e risposi “no”. Qui invece dico “Farò tante tournee con NO GRAZIE, PREFERISCO RIDERE, in compagnia di Armando De Razza e Adriana Russo” e la risposta è “spero proprio di si!”.

 

Ed infine vuoi salutare tutti i lettori di superEva?

Certo! Un saluto a tutti i navigatori e i naviganti di superEva! Considero Internet una delle invenzioni più stravolgenti di sempre! Pensare che questa intervista la possa leggere un mio amico di Vigevano, come gli abitanti del villaggio in Amazzonia, o lo stesso Martin Scorsese (così magari mi fa fare un altro film insieme a lui…). Mi piace veramente questa idea di globalità! E…. Ciao!

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